ATTUALITA'

Finalmente in Arabia Saudita automobiliste… si diventa

di  | 
Da giugno le donne del Paese asiatico potranno prendere la patente e mettersi al volante perché re Salman ha deciso di abolire il divieto alla guida per la popolazione femminile. Che in passato ha avuto le sue coraggiose pioniere decise a battersi per ottenere il foglio rosa

 

L’Arabia Saudita ha decretato che, a partire dal prossimo giugno, le donne potranno mettersi al volante. Era fino a pochi giorni fa, l’unico Paese al mondo a proibirlo. Re Salman è ben noto sulle scene politiche per il suo carattere conciliante e diplomatico: appartiene alla generazione intermedia, e grazie al fatto di essere vissuto a cavallo dei tempi è stato capace di armonizzare tradizione e modernizzazione. Inoltre, ha sviluppato durante gli anni una rete di relazioni all’interno degli ambienti arabi e internazionali che hanno sicuramente svolto un ruolo importante in questo processo di emancipazione femminile: ai mercati internazionali piace che il Vicino Oriente si occidentalizzi.


È, ad ogni modo, una grande vittoria per le saudite che, sin dagli Anni 90, hanno sfidato la legge, a volte con mariti e figli al proprio fianco, facendosi riprendere al volante per poi diffondere sul web quei video. Per questo sono finite anche in carcere, sono state umiliate, hanno perso il lavoro: la più famosa, Manal El Sharif, alla fine ha lasciato il Paese per il Canada, e da allora non sa più nulla del maggiore dei suoi figli.
Aziza Alyousef frequentò l’università negli Anni 80. La sua campagna contro la condizione femminile nel Paese è cominciata quando sua figlia, iscrivendosi all’università nel 2001, ha dovuto presentare il permesso scritto di suo padre. Lei, che ha partecipato a due di quelle proteste, si è detta grata nei confronti del Re ma «anche di tutte le donne che hanno lottato per i propri diritti». Appena possibile, chiederà la patente: «Voglio la numero 0001». C’è anche chi invita alla prudenza, come Mona Eltahawy, scrittrice egiziana che in Arabia Saudita è cresciuta: l’editto precisa che il divieto non verrà abolito immediatamente, che va applicato nel rispetto della legge islamica. «Voglio vederlo succedere veramente». In un Paese dove i due sessi sono rigidamente separati nei luoghi pubblici e dove le donne rimangono vita natural durante sotto tutela di un familiare maschio, funzionari e religiosi hanno spesso difeso il divieto femminile alla guida: si rischiava la promiscuità, la fine della famiglia, e addirittura di arrecare danni alle ovaie. Le cose sembrano cambiare radicalmente ora. Inshallah.

 

 

Salva

Salva

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi