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Fit 50: i cinque tibetani ti fanno sentire come se avessi 25 anni

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Sono esercizi, detti anche riti, che hanno il fine di attivare e normalizzare la velocità dei 7 centri energetici del nostro corpo, anche definiti vortici o chakra: la rotazione alterata dei vortici causa malattie e invecchiamento


La saggezza è sempre antica, e in realtà non costituisce un segreto. Quando pensate di aver scoperto qualcosa di nuovo e in precedenza sconosciuto, probabilmente esisteva già da secoli. Se non ne sapevate nulla, è solo perché non l’avevate cercato. “

I cinque tibetani sono esercizi, detti anche riti, che hanno il fine di attivare e normalizzare la velocità dei 7 centri energetici del nostro corpo, anche definiti vortici o chakra. Secondo l’antica saggezza dei monaci tibetani, raccontata nel libro I cinque tibetani di Peter Kelder, la rotazione alterata di questi vortici è la causa delle malattie e dell’invecchiamento.
I cinque riti sarebbero quindi in grado di avviare il movimento rotatorio dei chakra o vortici a una velocità come se si tornasse ad avere circa 25 anni d’età, favorendo una nuova e duratura giovinezza del nostro corpo. Trattandosi di esercizi che uniscono stretching, isometria e attivazione della respirazione, sono molto efficaci per il miglioramento del tono muscolare e sono perfetti come riscaldamento per qualsiasi attività fisica, ma possono anche essere eseguiti come un vero e proprio rituale giornaliero.

1Rito n.1 :
In piedi allargate le braccia lateralmente, con i palmi delle mani rivolti verso il basso. Ruotate su voi stessi in senso orario, rimanendo fermi nello stesso punto.
Inizialmente sarà difficile eseguire più 5/6 giri prima di farsi venire il capogiro, non sforzatevi e sedetevi se ne sentite il bisogno, ma con la pratica dei cinque esercizi, riuscirete a ruotare sempre di più senza sentirvi troppo intontiti.
Questo rito serve a mettere in azione i vortici.

2Rito n.2 :
Stendetevi a terra supini, meglio utilizzando un tappeto leggermente imbottito, in modo da isolare il corpo dal pavimento. Le braccia sono distese di fianco al corpo, i palmi delle mani sul pavimento con le dita unite.
Sollevate il capo ripiegando il mento verso il petto e nello stesso tempo sollevate le gambe con le ginocchia tese, portandole in posizione verticale. Poi lentamente riportare indietro la testa e le gambe sul pavimento. Rilassate i muscoli e ripetete il rito. In questo, come negli esercizi successivi, la respirazione è molto importante: inspirate profondamente quando le gambe e il capo si sollevano ed espirate quando scendono.
Se non riuscite a tenere le gambe tese durante il sollevamento, piegate le ginocchia quanto necessario. Col tempo riuscirete a tenderle al massimo.

3Rito n. 3 :
Inginocchiatevi sul pavimento con il corpo eretto, le braccia sono distese lungo i fianchi con le mani appoggiate ai muscoli delle cosce. Inclinate la testa in avanti, ripiegando il mento sul petto, quindi portatela lentamente all’indietro inarcando al massimo la spina dorsale. Inspirate profondamente quando inarcate la spina dorsale ed espirate quando tornate in posizione eretta.
Potete anche eseguire questo rito ad occhi chiusi, non avrete distrazioni e potrete concentrarvi su voi stessi.

4Rito n. 4 :
Sedetevi a terra con le gambe davanti divaricate, i piedi alla larghezza delle spalle. Tenete il busto eretto, poggiate i palmi delle mani sul pavimento di fianco ai glutei, con le dita rivolte verso i piedi.
Piegate il mento in avanti sul petto. Ora portate il capo all’indietro fin dove è possibile e contemporaneamente sollevate il corpo in modo che le ginocchia si pieghino, portando il busto parallelo al pavimento, le braccia e la parte inferiore delle gambe perpendicolari ad esso.Inspirate quando sollevate il corpo, espirate quando tornate alla posizione di partenza.
Inizialmente può sembrare il più difficoltoso dei riti, ma dopo una sola settimana riuscirete ad eseguirlo con poco sforzo.
Ricordate sempre di non strafare e, all’inizio, eseguite questo rito secondo le vostre possibilità.
Praticando gli esercizi costantemente i risultati non tarderanno ad arrivare.

5Rito n. 5 :
Sdraiatevi a pancia in giù e sostenete il corpo con le mani e le dita dei piedi flesse. Le braccia e le gambe tese, la testa inclinata all’indietro quanto più potete. Ora salite con il bacino, piegandovi all’altezza dei fianchi e sollevate il corpo fino a formare una V capovolta. Contemporaneamente portate in avanti il mento, verso il petto.
Riportatevi alla posizione di partenza, mantenendo sempre il corpo teso e leggermente sollevato da terra.
Lo schema respiratorio è sempre lo stesso, inspirate quando sollevate il corpo ed espirate quando lo abbassate.

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