Stile di vita

I 6 comandamenti per riuscire a pensare in maniera positiva

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Troppe volte nella nostra vita lasciamo spazio a un pessimismo che ci porta a pensare che le cose possano andare sempre peggio e a convincerci che non esistano rimedi possibili per riuscire a migliorarle. Ma per uscire da questi momenti-no basta seguire poche regole d'oro

 

Inutile negarlo: la nostra un’epoca è spesso caratterizzata da un diffuso pessimismo, sia sul piano sociale, sia su quello personale. Infatti dovunque ci capiti di leggere titoli di giornali, stati su profili Facebook, instant message o ascoltare confidenze telefoniche tra amiche, il comune denominatore è uno solo: ci preoccupiamo che le cose possano andare sempre peggio e che non ci siano rimedi possibili.


Ma è davvero così? Possiamo convivere con questo stato di cose e addirittura migliorarlo?
Prima di parlare di possibili rimedi è bene capire cosa avviene quando “diamo eco” alle preoccupazioni vicine a noi. Il meccanismo che scatta è quello di elevare una circostanza che capita a qualcuno che conosciamo e per cui associamo un sentimento che ci demoralizza, a certezza (o valore) in cui ci riconosciamo. Più che eco, diamo “ego”. Non contenti, condiamo il pensiero tossico usando paroline che lo rendono estremo e indelebile come: tutto, niente, sempre, mai. Così l’amica che ha conosciuto un tipo avvenente, che si è presentato con gentilezza, l’ha invitata fuori, frequentata appassionatamente e dopo pochi giorni è sparito senza avvisarla, diventa il caso che convince a dire che tutti gli uomini sono inaffidabili e sempre sarà così. Con le conseguenze che ciascuno può immaginare: diffidenza, distacco, solitudine.
Martin Seligman, autore del saggio Imparare l’ottimismo, riconosce i quattro avverbi di cui sopra, come termini da bandire dai propri discorsi per tenere lontana la Sindrome da Impotenza Acquisita, detta anche “depressione”.
Il vortice in cui si scivola ha tre stadi: come ci parliamo (o leggiamo, guardiamo o ascoltiamo), come costruiamo le nostre convinzioni e credenze e come forgiamo su esse i nostri valori e la nostra identità. Al di là di lavorare su cosa ci raccontiamo quotidianamente in circostanze simili e di ciò che possiamo fare per nutrire il nostro essere, ci viene in aiuto una domanda per poter fare del giorno che viene un giorno nuovo: “Cosa posso fare per aiutare un’altra persona a elevarsi?”
Pensate per un attimo alle persone che avete incontrato nella vostra giornata. E’ possibile che non avreste potuto fare, dare o ascoltare di più? Se desiderate chiudere le ferite nella vostra vita e lasciare il mondo un po’ meglio di come lo avete trovato, ecco sei spunti per vivere una vita più ispirata.

1 – Tratta l’altro con gentilezza. Che cosa si può fare per rendere migliore il giorno di una persona? Sorriderle, per esempio, lasciarle il posto sui mezzi, tenere aperta la porta facendola entrare per prima. Conoscete il “caffè sospeso”? È una pratica del secolo scorso iniziata a Napoli: la persona che chiede un caffè sospeso ne ottiene uno e ne paga due: uno per sé e uno per chi, entrando e non essendo in grado di pagarselo, lo riscatterà chiedendo al barista se ci sono “caffè sospesi”. Di questi piccoli gesti è pieno il mondo e la letteratura. Sapete perché parliamo più di persone e di eventi che non di idee? Perché abbiamo paura che chi ci ascolta ce le smonti per diffidenza o senso di protezione. Così diventiamo sempre più piccoli. Avete mai provato la meravigliosa sensazione di parlare di un vostro progetto a qualcuno che vi incoraggia, affermando che ha fiducia nella vostra scelta? Ecco, copiate e incollate, l’altro può avere avuto una giornataccia.
La gentilezza è virale. Provate a metterla in circolo ed essa, per definizione, tornerà.

2 – Opera scelte coraggiose. Facciamo grandi e piccole scelte ogni giorno e per alcune ci vuole coraggio. A volte titubiamo e scegliamo la via più semplice, anche se per farlo chiudiamo gli occhi e il nostro sentimento.
E’ meglio avere rimorsi o rimpianti? Meglio rimorsi, lo sappiamo, ma sappiamo anche perché? Il rimpianto è generato dal riconoscimento di un proprio potenziale inespresso nel “qui e ora”, ovvero l’unica dimensione che davvero conta: per una relazione, per una scelta lavorativa, per un’azione che scaturisce dalla nostra natura. Riconoscerla è il migliore regalo che potete fare a voi e agli altri.
Svegliarsi ogni mattina e decidere una buona azione per poi farla è condizione necessaria e sufficiente per andare a dormire felici.

3 – Esci da te e contemplati. La meditazione, lo yoga, gli esercizi di respirazione sono un buon mezzo per riflettere sulla propria umanità. Che siano preghiere, poesie, mappe mentali, scrivete di voi e del vostro pensiero, dei vostri rapporti e delle azioni che hanno avuto un impatto sugli altri. Questo vi dà l’opportunità di considerare quello che ha generato bene e quel che è necessario correggere.
Avete mai provato il barattolo delle felicità? Prendete un recipiente di quelli con il tappo a vite e ogni sera in un bigliettino che inserirete piegato in quattro scrivete quel che vi ha reso felice quel giorno. Quando un giorno vi sembrerà che solo nuvole nere lo attraversino, ricordatevi del barattolo: riapritelo e leggete un po’ di quei bigliettini: vi ricorderete delle azioni in cui avete espresso la vostra bellezza e “deità”.
Passa la carogna e torna il sorriso, la parte più bella di una donna.


4 – Abbi fede
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Che le fonti a cui abbeverare la propria fede risiedano in un potere superiore o possano rigenerarsi dentro di noi, l’importante è avere ogni giorno una nuova forza per credere in ciò che siamo e facciamo. Abbiamo tutti bisogno di fonti d’ispirazione nella nostra vita: quali sono le vostre?

5 – Rendi grazie. Nulla è certo e dovuto. Ogni pensiero e progetto può iniziare o terminare da un momento all’altro. Avere una Lista della Gratitudine, puntualmente aggiornata, fatta di persone a cui rivolgere un grazie procura nuove benedizioni ogni giorno. Sulla spiaggia di Silvi Marina ho cercato (giuro, così la volevo e così l’ho trovata) una pietra della gratitudine da tenere nel portamonete che mi ricordasse ogni giorno, toccandola, di dire grazie per ciò che avevo, vita e salute incluse. Dopo qualche tempo ho saputo che chi mi ha chiesto cosa fosse se n’è poi dotato. La mia, un pezzetto di mattone rosso a forma di cuore, l’ho donata un anno dopo a chi ne aveva più bisogno di me.


6 – Scopri la “rinnovabile” che c’è in te
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Qual è la tua energia? Cosa ti rende la persona unica che sei? Cosa ti riesce meglio fare? Identificare i vostri talenti e abilità e ciò che vi fa sorridere significa sviluppare un’energia eterna e inesauribile. Tutti noi abbiamo la possibilità di scegliere tra il bene e il male, il danno e la guarigione. La nostra vita è una candela e noi la fiamma. Possiamo accendere migliaia di luci nel mondo ogni giorno e questo ci farà sentire ispirati, diventando ciò che siamo.

 

 

 

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