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Il cambio dell’armadio? Vengo a fartelo io

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Per affrontare la risistemazione stagionale del guardaroba, oggi ci si può rivolgere alla Professional Organizer, una specie di angelo custode che risolve il problema in maniera funzionale. Come spiega Alessia Rosati, avvocato di Roma con la vocazione a riorganizzare le case altrui

 

Dovete ancora fare il classico cambio stagionale dell’armadio e non sapete da che parte cominciare? Siete terribilmente disordinate e non avete la più pallida idea di come organizzare i vostri armadi? La stanza dei vostri figli sembra un territorio di guerra appena bombardato dall’aviazione nemica? Il vostro ufficio è un insieme informe di scartoffie accatastate senza criterio? Non vi preoccupate: c’è chi riorganizzerà tutto per voi, dandovi anche un facile metodo per mantenere l’ordine ritrovato. Stiamo parlando della Professional Organizer, una specie di angelo custode che si prenderà cura del vostro caos trasformandolo magicamente in qualcosa di funzionale e funzionante. Nata negli Stati Uniti diversi anni fa, questa figura professionale sta prendendo piede anche in Italia: diverse sono infatti le associazioni che riuniscono che svolge questa attività. Noi ne abbiamo parlato con Alessia Rosati, 40enne romana, che da circa un anno è iscritta all’APOI (Associazione Professional Organizer Italiana) e che, oltre a darci preziosi consigli su come “respirare” nei nostri spazi, ci ha spiegato in che cosa consiste il suo lavoro.

armadio in ordine prima e dopo
Alessia, chi è una Professional Organizer?
È una persona che aiuta coloro che non hanno la capacità di organizzare determinati spazi a fare in modo che il luogo dove abitano o dove lavorano sia più funzionale alle loro esigenze. C’è chi magari va ad acquistare ogni volta determinate cose, perché non le vede all’interno della credenza: capita spesso che le persone comprino tre volte il detersivo per i piatti quando, magari, hanno finito il dentifricio… Bene, io faccio in modo che ciò non succeda, suggerendo al cliente piccoli trucchi che permettano di avere tutto sotto controllo.

Come hai saputo dell’esistenza di questa professione?
Quella della riorganizzazione degli spazi è un’attività che io ho sempre svolto a livello amichevole. Vedendo che molte mie amiche apprezzavano il supporto che davo loro, mi sono messa su Internet per cercare nuovi spunti, nell’intento di aiutarle ancora di più. A quel punto ho scoperto che esiste un mondo che ruota attorno all’attività di Professional Organizer. Mi sono informata, ho trovato l’associazione APOI, mi sono iscritta e ho iniziato a svolgere questa attività in maniera più seria.

Cosa ti ha spinta a fare della tua passione una professione?
I miei 40 anni sono stati sicuramente la svolta. Io sono laureata in giurisprudenza, sono avvocato iscritto all’Ordine e collaboro con uno studio commercialista: professionalmente avevo raggiunto i miei risultati. Eppure, a un certo punto, mi sono resa conto che quel lavoro non mi faceva venire il sorriso. E cercavo qualcosa che lo facesse. Mi sono accorta che ciò che davvero mi allineava con me stessa era l’attività di Professional Organizer, che io avevo sempre svolto con le mie amiche, in totale armonia. Quando si riorganizzano gli spazi di una persona, ci sono scambi, dialoghi, c’è un colloquio. E poi, vedere il lavoro finito e la felicità degli altri ti dà serenità. Così mi sono detta: “Ci provo?”. Ho tirato fuori un po’ di coraggio e ci ho provato. Per ora questa non è la mia attività principale: la svolgo part time e durante il weekend. Però l’idea di cambiare totalmente lavoro evolvendomi in qualcosa che sia più in linea con le mie caratteristiche, c’è.

armadio in ordine prima e dopo
Quanto costa una tua consulenza?
Il primo incontro è sempre gratuito. Si va a fare un sopralluogo per capire le esigenze della persona e il tipo di lavoro che dovrà essere svolto. Quantificare è difficile: dipende da quello che si dovrà fare. È ovvio, però, che, vista la crisi in cui ci troviamo, si parla sempre di cifre abbordabili, altrimenti questa professione non avrebbe mercato. Io ho lavorato sia con persone più benestanti, che con altre, che avevano meno disponibilità. Si va da un minimo di 50 euro, per arrivare a lavori più impegnativi.

Che tipo di cliente è quello che richiede il tuo intervento?
Solitamente è una persona molto impegnata che non riesce a fare determinate cose e che, per via del disordine che regna nei suoi spazi, perde ancora più tempo. Se si tengono gli oggetti sempre allo stesso posto, per esempio, si risparmia tantissimo tempo.

Il tuo compito, quindi, è anche quello di educare le persone?
Sì, io do loro delle regole. E devo dire che l’ottanta percento dei miei clienti riesce a seguirle. Certo, quando hanno anche altri aiuti dentro casa, come una donna delle pulizie, è più difficile: in quel caso bisognerebbe educare tutti. Più persone vivono in un certo spazio, più gente ci mette mano. Però, in generale, devo dire che, quando le persone cominciano a vedere i primi risultati, cominciano arespirare: hanno una sensazione di pulito e di nuovo che vogliono mantenere.

Come ti trovano?
Soprattutto attraverso il passaparola. E poi tramite il mio blog: a-modo-mio6.webnode.it

cameretta in ordine
In che cosa consiste, nella pratica, il lavoro che fai?
Dopo aver fatto la prima chiacchierata conoscitiva, nella quale mi faccio un’idea della persona, delle sue esigenze e anche di come approcciarmi a lei, inizia la seconda fase, quella del decluttering, che va fatta dopo aver completamente svuotato lo spazio da riorganizzare.

Cos’è il decluttering?
È l’eliminazione del superfluo. È una fase che non sempre è bene accetta: alcune persone hanno difficoltà a liberarsi di determinate cose, anche se sono inutilizzate da anni. Il mio compito è quello di spiegare loro che eliminare il superfluo ha una sua funzionalità e importanza: a quel punto le cose funzionano. Certe cose inutilizzate possono essere rivendute o regalate a chi ne ha più bisogno.

Qual è la fase successiva?
Quella di rimettere le cose ognuna al proprio posto. Quanto a come disporre gli abiti nell’armadio, per esempio, va a gusto personale. C’è chi dispone i vestiti per gradazione di colore, chi per modello. Da quello si comprende anche quanto è pratica una persona.

Un vademecum per tenere ordinata la propria casa?
Bisogna cominciare dal piccolo. Un giorno che si ha voglia di respirare un po’ di più, basterà prendere un sacchetto di carta e riporvi tutte le cose lasciate fuori posto: lo scontrino appoggiato da una parte, il deodorante lasciato all’ingresso perché usato pochi secondi prima di uscire di casa e così via. Tempo un’ora e si è cominciato mentalmente a riorganizzare. Ogni volta ci si deve dare un obiettivo che sia raggiungibile e facile da portare a termine: così si ottiene soddisfazione. Un consiglio importante: mai mescolare. Se si comincia dall’armadio e ci si trova in mano la spazzola dei capelli che andrebbe in bagno, non ci si deve poi spostare in bagno e iniziare a mettere a posto lì. Prima si finisce l’armadio e poi si comincia con il bagno.

C’è un momento dell’anno in cui sarebbe meglio fare ordine?
Questo lavoro si può fare sempre. Ciò che conta è la voglia di farlo. In molti lo associano al cambio di stagione, ma non è corretto. Quando si fa il cambio di stagione, infatti, già ci si è stufati degli abiti indossati per una stagione intera e non si ha più voglia di vederli, quindi si vorrebbe eliminarli tutti. Oppure, al contrario, può capitare che una cosa che si è messa tanto, ci faccia sentire bene, che sia il nostro abito confort e che non si abbia voglia di eliminarlo. Non si è lucidi in quel momento. Durante l’anno, invece, si è più razionali. Si ha solo voglia di fare ordine e tornare a respirare. L’oppressione che nasce dal vedere tutte le cose accumulate è lo stimolo e il momento giusto per fare questo lavoro.

Casa tua sarà ordinatissima…
Me lo dicono tutti. Devo confessare che, andando sempre di corsa, a volte lascio in giro un po’ di disordine. Però, di base sono una persona molto ordinata: qualcuno dei trucchetti che uso nel lavoro lo applico anche a casa mia. Questa è un’attività molto catartica: una volta a settimana, se vedo troppo caos, tiro fuori tutto, elimino e metto in ordine.

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