RIFLESSI DI CINEMA

“Il mistero di Donald C.” monito per chi osa cullare sogni folli

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Il film di James Marsh è la storia vera di un velista (interpretato da Colin Firth) che nel 1968 intraprende un percorso impossibile, cercando di circumnavigare il mondo in solitaria con una barca non attrezzata

 

IL MISTERO DI DONALD C.

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 di James Marsh
con 
Colin Firth e Rachel Weisz, David Thewlis, Ken Stot

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Le persone hanno vite più incredibili di quelle che il cinema riesce a raccontare. Ecco perché l’ormai famosa chiosa “tratto da una storia vera” segnala ormai un genere a sé. E anche piuttosto ricco.
Ignoravo completamente l’esistenza di Donald Crowhurst e la sua folle avventura. Mi piace tantissimo il mare e mi affascinano i sogni più folli. Ecco perché questo film mi è piaciuto più di quanto – obiettivamente – meritasse.
Chi era Donald C.? Un uomo del suo tempo, un uomo intriso dei sogni degli Anni 60, un’epoca in cui si credeva ancora nelle magnifiche sorti e progressive, in cui si guardava con ammirazione alla corsa nello spazio che vedeva schierati su due fronti in guerra Usa e Urss, un uomo vissuto nella convinzione che chiunque possa arrivare dovunque, purché aggiunga all’impegno un pizzico di audacia.
Lui l’ha fatto, in modo completamente irresponsabile, ma l’ha fatto.

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Velista amatoriale, una moglie amatissima, tre figli, Donald non si accontenta di nulla, perde tempo inventando attrezzature elettroniche che non riesce a vendere e scalpita, perché vuole di più, per sé e per la sua famiglia. Si dà da fare in tutti i modi, è orgoglioso del fatto che moglie e figli vedano in lui i tratti dell’eroe ed è convinto che il destino non possa tradirlo.
Dove trova l’opportunità per dare una svolta alla sua vita? Nella partecipazione alla Golden Globe Race del Sunday Times del 1968, che premia chi riuscirà a compiere una circumnavigazione del globo in solitaria, senza soste, una gara in sintonia con tempi in cui si credeva ancora agli eroi.

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Donald riesce a ottenere finanziamenti e sponsor, riesce a convincere chi lo sostiene che ce la farà, intraprende un percorso da mitomane, partendo, consapevole, su una barca non attrezzata e in completo disordine. Questo sembra impossibile a chi ha compiuto anche solo una minitraversata in vela, perché l’ordine è il primo comandamento a bordo.

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Incredibilmente la vela inizia la sua navigazione e inevitabile è la catastrofe, dovuta non tanto all’imperizia del comandante unico, quanto alla sua follia: Donald non si ferma per orgoglio, Donald non si arrende perché un ritorno disonorevole sarebbe per lui più devastante della morte.
E comincia fin da subito a mentire, mandando a terra messaggi che lo vedono nei mari del Sud, mentre va alla deriva in pieno Atlantico. Ma non può ormai fare altro, sempre più solo – resta in mare sette mesi – sempre più preda dei deliri in una china che non può fermare, lasciando diari di bordo che ricordano le paranoie di Philip Dick.

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Girato a Malta, con Colin Firth  in un ruolo che lo mette alla prova atleticamente e per di più quasi sempre solo sullo schermo e poi il mare con emozioni alternate, a tratti prepotente, e minaccioso poi calmo e avvolgente.
Consigliato solo a chi ha voglia di immergersi in avventure folli, sferzato dal vento.

1 Commento

  1. Customwritingservice

    8 aprile 2018 at 8:49 am

    Stefania, tutto vero a metà: bellissimo navigare (se non si soffre il mal di mare); fantastico raggiungere calette irraggiungibili via terra e fere il bagno in assoluta solitudine (anche se poi nelle calette più belle ad agosto si trovano altre 50 imbarcazioni….); meraviglioso dormire in rada cullati dalle onde. Ma… a parte il fatto che bisogna avere la fortuna di trovare la società di charter giusta, con una bella imbarcazione e un equipaggio professionale, come la mettiamo con le cuccette ridottissime, pochi litri d”acqua disponibili per togliersi il sale di dosso? Senza contare il rischio peggiore: quello di avere come compagni di crociera forzatamente dei grandissimi rompipalle ( o magari gente che soffre il mal di mare e vomita da mattina a sera) Non vorrei aver rovinato la poesia, ma di qualsiasi cosa bisogna guardare tutte le facce della medaglia.

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