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Sex 50: per pochi centimetri in più (o in meno)…

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Per gli uomini le dimensioni del proprio organo sessuale sono spesso un problema, se non un'ossessione. Ma per le donne è davvero un dato importante? Alcune importanti università americane hanno affrontato il tema e sono giunte alla conclusione che...

 

Il sesso è anche una questione di centimetri. E infatti la maggior parte degli uomini conosce la dimensione del proprio pene perché l’ha misurato, almeno una volta, almeno da ragazzo, in erezione. Alcuni sono soddisfatti, ma moltissimi lo vorrebbero più vistoso, compresi gli individui che in realtà hanno numeri sopra la media. Ossia: 13,12 centimetri di lunghezza e 11,66 centimetri di circonferenza in erezione; 9,16 centimetri di lunghezza e 9,31 centimetri di circonferenza a riposo, come ha infine decretato l’ultimo e più ampio studio in materia, realizzato dal King’ College London e pubblicato sul British Journal of Urology International, che ha analizzato oltre 15 mila peni in tutto il mondo. Da anni gli scienziati passano il tempo a misurare, centimetro alla mano, lunghezze e circonferenze di individui di ogni età. Il motivo è semplice: le dimensioni sono un chiodo fisso che, secondo alcune stime, riguarda il 45% della popolazione maschile. L’ossessione del pene piccolo, d’altra parte, non è certo una novità. Nel XVI secolo, per esempio, i maschi della tribù brasiliana dei Tupinamba se lo facevano mordere da certi animali velenosi: il morso, oltre a causare sei mesi di dolori indicibili, gonfiava il pene a tal punto che le donne riuscivano a malapena a farsi penetrare.
Oggi, fortunatamente, chi non si giudica abbastanza virile non ha bisogno di arrivare al punto di farsi azzannare i genitali da una bestia velenosa. Grazie alla falloplastica, un’operazione chirurgica che secondo la Società italiana di medicina estetica è sempre più in voga tra i nostri connazionali, si possono aumentare le dimensioni dell’organo sessuale fino a quattro centimetri.

Ma per le donne, alla fine, le dimensioni che tanto angustiano i maschi contano oppure no?

Inutile negarlo: la risposta è «sì». L’attrazione per un uomo passa anche per le sue misure intime. Quante volte, scherzando, ci siamo ritrovate a chiederci, con le amiche, se fosse un 13, un 17 oppure un 20? Esattamente come l’altezza, gli addominali e le spalle, le dimensioni dell’organo sessuale sono importanti. Lo dicono anche gli studi scientifici. L’ultimo in ordine di tempo arriva dalla University of California e della University of New Mexico. I ricercatori hanno mostrato a 75 donne di età compresa tra i 18 e i 65 anni 33 modelli di pene in 3D realizzati in misure diverse e con un materiale rigido, inodore, di plastica blu («per ridurre al minimo problemi razziali legati al colore della pelle»). Alla richiesta di selezionare il modello di pene che meglio rappresentasse la loro dimensione ideale in un partner di lungo termine, la risposta media è stata di 16 centimetri di lunghezza e 12,2 centimetri di larghezza.
Per un rapporto di una sola notte, invece, le donne hanno preferito un modello leggermente più grande: 16,3 centimetri di lunghezza e 12,7 centimetri di circonferenza. Si tratta della prima ricerca che fornisce prove concrete sulle dimensioni del “pene ideale” per le donne: misure leggermente superiori rispetto alla media.
Alle signore che già stanno pensando di mettere mano al righello per inseguire il marito sotto la doccia, è bene ricordare che, per ottenere una misura da confrontare con i risultati dello studio del King’s College London, bisogna attenersi scrupolosamente alla metodologia standard: si parte dall’osso pubico e si termina sul glande, alla fine del pene, comprimendo l’eventuale grasso addominale che sporge in avanti. La circonferenza, invece, può essere misurata indifferentemente alla base o alla metà dell’organo.
E se i risultati fossero deludenti, sono sempre valide le parole rassicuranti di Marinella Cozzolino, presidente dell’Associazione Italiana di Sessuologia: «Considerando che in media una vagina è lunga sette centimetri, direi che un pene che in erezione misuri tra gli otto e i dieci centimetri può permettere una penetrazione e un rapporto sessuale soddisfacente». E poi i centimetri in più non basta averli: bisogna saperli usare. Anche un uomo micro size, se è attento alle esigenze e ai gusti della partner, può essere un ottimo amante. Magari usando qualche trucco. Per esempio, la posizione ideale è quella con lui sotto, perché, come spiega Cozzolino, «lascia a lei la possibilità di gestire e di modulare il suo piacere».

1 Commento

  1. marco

    27 novembre 2017 at 6:48 pm

    quando un individuo appartenente al genere maschile (perchè non di uomo effettivamente si può parlare ma solo di uno che appartiene al genere maschile o meglio un Non-uomo) si ritrova con un pene in erezione di 8/9 cm tutti questi ragionamenti non servono a nulla o meglio valgono meno di zero (un po’ come il due di coppe nella Briscola). La natura purtroppo gioca brutti scherzi a qualcuno e quando lo fa finisce per squalificare l’individuo dalla vita normale facendolo rientrare in quella piccolissima percentuale di individui definiti esseri inferiori (5 individui di sesso maschile su 100 hanno un pene di misura ridicola). le donne quando si trovano a fare l’amore con un uomo Vero (non finto) non fanno sconti a nessuno in quanto a letto (per amore o semplice passione) cercano il piacere non la disperazione. Infatti non è un caso che in questi ultimi tempi sempre più donne bianche (e molte italiane anche) cerchino gli uomini africani per il piacere di provare il cosiddetto “Big bamboo”, altro che indifferenza per le dimensioni!! Fortunato chi può avere il pene dai 15 cm in su in erezione, punto e basta. Invece chi come me si ritrova come un perfetto handicappato sessuale (pene in erezione che non supera i 9 cm) ha la vita completamente rovinata. Molti parlano del sesso ma di cosa sia il pene piccolo non sanno niente, niente di niente!! Come non sanno nulla di quanto sia enorme il dramma di chi uomo non lo sarà mai. Noi handicappati sessuali (zimbelli da circo per tutte le donne) non siamo nemmeno considerati dalle femmine; tra l’altro quei pochi che pur avendo il pene minuscolo si convincono ad ogni costo di essere normali, cercano fidanzata o moglie nella vita sperando sempre il meglio, invece poi col passare del tempo si ritrovano tristemente a sopportare tradimenti insostenibili (più di qualcuno ha scoperto la propria compagna a letto con qualche superdotato di turno). Le donne hanno sempre bisogno di veri maschi nell’intimità, inutile girarci intorno, e non di sottoprodotti della natura: il soggetto col pene sotto i 10 cm è come se fosse ancora un bambino delle elementari. Tante donne mentono quando dicono di essere indifferenti alle misure del membro, e quando ne parlano lo fanno sempre parlando del pene degli altri, non certo di quello del marito o del compagno, anzi non ho alcun dubbio che tutte queste donne così indifferenti a parole invece tra le mura di casa si ritrovino con uomini con mazze da minimo 18 cm in mezzo alle gambe, perchè tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare. L’andrologia come la psicologia parla in tante occasioni di dismorfofobia peniena, perchè ovviamente non sa dare altre risposte a questo dramma dell’indiviuo; anzi spesso si preferisce tacere sul punto perchè sarebbe forse troppo difficile raccontare la verità delle cose, cioè i veri gusti delle donne a letto. Purtroppo il “difettoso” (come lo definisco io il soggetto col pene minuscolo) altro non è che un individuo geneticamente sbagliato, una quasi donna che la natura ha confuso con qualche carattere maschile, tutto qua. In effetti la sessualità per default è la vagina e solo per qualche errore del DNA ci ritroviamo una specie di membro corto che non dovrebbe nemmeno esserci nel nostro corpo: rientriamo in una categoria ibrida, non definita, una situazione corporea che rovina tutta l’esistenza facendo scadere ogni rapporto sociale. Siamo handicappati sessuali con tutto il peso negativo di questa condizione. Insomma il problema reale delle dimensioni c’è tutto ed è un grande. Una cosa è la dismorfofobia peniena (e qui sono scioccamente milioni gli uomini che ne soffrono ma che poi di fatto hanno un pene di misure giuste e che può soddisfare qualsiasi donna. Con il pene normale si può fare l’amore, sposarsi e avere anche figli), altra cosa è la micropenia o la constatazione di fatto del pene piccolo, cioè membro in erezione sotto i 10 cm e che rende impossibile il rapporto sessuale con la donna, anche perchè è lei stessa a rifiutare e a mandare via dal letto il soggetto ridotto male. Il resto sono solo chiacchiere da salotto che servono a zero. La verità è questa purtroppo: per il minidotato sarà sempre impossibile accettare la schifezza del proprio pene piccolo.

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