RIFLESSI DI CINEMA

“The End? l’inferno è fuori”: se vi piacciono i film un po’ pulp…

Video del giorno

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La pellicola di Daniele Misischia, prodotta dai Manetti Bros, è un concentrato di cultura pop, cinefilia e scommessa di cinema a basso budget. Che può piacere a videomaker e cinefili, ma suggestionare tutti

 

THE END? L’INFERNO FUORI

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di Daniele Misischia
con Alessandro Roja.

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Se si pensa che il film ha alle spalle come produttori i Manetti Bros, i registi di Ammore e malavita, L’ispettore Coliandro e – qualcuno lo ricorda? – Piano 17, tutto risulta chiaro. Perché questo divertente e coraggioso B movie, come si sarebbe definito un tempo, è un concentrato di cultura pop, cinefilia e scommessa di cinema a basso budget. Un gioco fra amici complici che può divertire gli amanti del cinema di genere, soprattutto quelli sedotti dal trash&splatter&pulp.

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Alessandro Roja
, manager senza cuore, ha un appuntamento per un importantissimo affare. In macchina con l’autista, trova il tempo di essere antipatico con lui, con la moglie e con chi gli capita a tiro. Riesce anche a molestare in ascensore una delle sue – si presume numerose – amanti che si difende stritolandogli i gioielli e meritandosi una reazione compiaciuta (agli stronzi piacciono gli stronzi, così va il mondo).
Tutto questo nei primi cinque minuti di film. Poi l’ascensore si blocca e per una serie di continui imprevisti nessuno arriva a liberarlo, mentre la situazione diventa sempre più drammatica, fino a sfiorare l’Apocalisse.
Cosa sta succedendo a Roma?

the end
Alessandro Roja è molto bravo
a sostenere sulle sue spalle nello spazio claustrofobico di una cabina d’ascensore tutto il film, cambiando carattere man mano che la situazione precipita. Che cosa accade ve lo lasciamo immaginare, perché tutti gli amanti del cinema horror avrebbero potuto scrivere la sceneggiatura, ciascuno aggiungendo un dettaglio, il ricordo di un film visto, una suggestione d’antan.

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Godibile, anche se il plot è un po’ debole per reggere un lungometraggio e sarebbe stato più indicato per, non dico un corto, ma un mediometraggio sì, ma pazienza.
Onore quindi ai Manetti Bros, grandi artigiani del cinema italiano, eredi di registi amati anche da Tarantino, come Lamberto Bava, Umberto Lenzi o Fernando Di Leo.
Consigliato ai videomaker e ai cinefili.

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