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Vergogna al Grande Fratello: i vip sono omofobi e sessisti

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Marco Predolin, famoso negli Anni 80 e poi scomparso, è stato buttato fuori dalla Casa più spiata d'Italia per aver bestemmiato. Ma nessun provvedimento viene preso nei confronti dai concorrenti più o meno famosi che insultano i gay e denigrano pesantemente le donne

 

 

Marco Predolin è uscito dalla casa del Grande Fratello Vip 2. La sua eliminazione non è dipesa dal televoto, ma è stato un castigo per un comportamento poco consono. Predolin, conduttore assurto a grande notorietà ai tempi in cui Mediaset si chiamava Fininvest, nei lontanissimi Anni 80, e poi caduto lentamente nell’oblio, è un fulgido esempio della doppia morale che ancora governa la televisione nel Bel Paese.
All’interno della casa più spiata d’Italia, il Vip in cerca di nuova linfa mediatica si è distinto dalla massa, non per meriti, ma per cafonaggine: per le reiterate offese agli omosessuali, per i toni poco rispettosi nei confronti delle compagne di avventura. Ma ciò non ha scosso minimamente gli animi: come se donne e gay fossero effettivamente inferiori. La beffa è che è stato però eliminato per direttissima per aver offeso la sensibilità dei cattolici. L’ex conduttore del Gioco delle Coppie (erano gli anni tra il 1985 e il 1990), mentre scherzava con altri inquilini della casa, si è fatto scappare una bestemmia rivolta alla Madonna. Nel giro di poche ore è giunta come un temporale la reazione impietosa degli autori: Predolin deve lasciare il programma. Non è però sfuggita al pubblico social la palese ingiustizia nel trattamento. La bestemmia è stata punita, la denigrazione dei gay, la palpata genitale a Carmen Di Pietro, l’atteggiamento aggressivo e sprezzante, invece, fino a ieri sera erano stati ampiamente tollerati.

marco-predolin gf 2017
Ma Predolin non è l’unico concorrente a essere scaduto in atteggiamenti volgari e offensivi. Anche Giulia De Lellis, ex corteggiatrice di Uomini e Donne, si era abbandonata a frasi discriminatorie su gay e drogati, mentre Jeremias Rodriguez, noto per il solo fatto di essere fratello di Belen (e al centro di un outing sulla sua presunta omosessualità da parte dell’altra sorella Cecilia, anche lei chiusa nella Casa sperando di diventare famosa al di là del cognome), si era scagliato contro Daniele Bossari dandogli del “bastardo” per poi minacciare addirittura conseguenze fisiche all’uscita della Casa.
La Rete era insorta, ma chi gestisce il programma aveva fatto spallucce. Perché? Legalmente, pronunciare una bestemmia in pubblico era un comportamento penalmente rilevante sino al 30 dicembre 1999, giorno in cui è entrato in vigore il decreto legge numero 55/1999 che, con l’articolo 57, ha depenalizzato questo tipo di esternazioni, considerate ora un illecito amministrativo. Purtroppo, l’omofobia, così come il sessismo, non sono puniti da alcun provvedimento legislativo specifico. Finora.

 

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