Cuochi alla griglia

“Vi presento le mie torte: sono veri monumenti di pasta frolla”

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Laureata in architettura e chef per vocazione, la comasca Elisabetta Corneo ha unito le sue due specializzazioni per riprodurre in cucina chiese ed edifici storici. Da guardare con meraviglia per poi assaggiarli con gusto

 

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Elisabetta Corneo è una splendida donna, briosa, divertente, appassionata, entusiasta e carica di quell’energia creativa che le permette di essere sempre in attività e che le ha consentito di inventarsi una nuova corrente artistica di cui è l’unica rappresentante al mondo. La sua laurea in architettura l’ha messa a disposizione di un materiale nobile, tipico della tradizione della cucina italiana: la pasta frolla. Utilizzando burro, uova e farina, Elisabetta ha dato vita ad Artefrolla e tra le mura di casa ha creato il suo personale regno di pasticceria creativa, dove realizza incredibili sculture totalmente commestibili. Delle vere opere d’arte, di una bellezza e di una bontà senza eguali, che le hanno permesso di ottenere i massimi riconoscimenti nel mondo della pasticceria e di vincere tutti i più ambiti premi nei concorsi nazionali e mondiali. I suoi profondi occhi neri e il suo sorriso disarmante non possono che conquistarvi, proprio come le sue opere, bellissime, profumate e gustosissime.

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Perché ha deciso di dedicarsi a questa attività?
Fin da piccola, mia mamma mi ha sempre spronato a sviluppare il mio lato creativo e la mia manualità. Quando sono diventata grande mi sono laureata in architettura e ho iniziato a lavorare per uno studio. A quell’epoca vivevo a Como e lavoravo a Milano, che è la mia città. Quando poi sono diventata mamma di un bimbo meraviglioso, fortemente desiderato, ho capito che non avrei più potuto continuare a fare quella vita. Così ho fatto la mamma a tempo pieno fino a quando mio figlio non è andato al nido. Lì ho ricominciato a lavorare part time per uno studio di architettura ma quando la crisi ha preso il sopravvento, i primi a essere lasciati a casa sono stati i collaboratori, e quindi anche la sottoscritta. A quel punto ho rivoluzionato la mia vita! Mi sono sempre divertita a fare dolci e così sono andata a fare uno stage in una pasticceria perché avevo la curiosità di vedere se i pasticcieri professionisti avevano qualche arma in più, qualche segreto o sostanza che facilitasse l’esecuzione delle loro creazioni. Una volta appurato che in effetti la chimica li aiuta molto, ho mostrato le mie creazioni in pasta frolla allo chef pasticcere. A sua volta, lui le ha mostrate a un fotografo che mi ha commissionato una torta che rappresentava la Chiesa di S. Abbondio, che è il patrono di Como. La torta è stata molto apprezzata tanto che il fotografo per cui l’avevo realizzata ha venduto le foto al quotidiano La provinciadi Como. Da quel momento la mia vita è cambiata perché hanno cominciato a piovere ordinazioni, a cercarmi per partecipare a concorsi e a trasmissioni televisive. A quel punto mi sono resa conto che quello che era un semplice hobby sarebbe potuto diventare un mestiere innovativo ed esclusivo, così sono tornata a Milano e mi sono buttata in questa meravigliosa avventura. Ho cominciato a sperimentare, ad affinare la tecnica e in una continua sfida con me stessa mi sono cimentata in opere sempre più complicate e difficili.

Qual è stato il  momento di svolta che ha trasformato la tua passione in un lavoro?
Quando ho conquistato il titolo di Campionessa Nazionale di Pasticceria Artistica. Ho cominciato a partecipare ai concorsi dove con umiltà e tanta voglia di crescere, portavo le mie opere a delle gare regionali e interregionali, fino a quando, nel 2013, mi hanno convinto a partecipare al Concorso Nazionale di Pasticceria Artistica. In quell’occasione ho portato il Duomo di Milano e le sue scenografie prospettiche di sfondo, tutto in scala 1:350 rispetto alla basilica originale e ho vinto l’oro assoluto con il punteggio di 96/100.

Quanto tempo ci è voluto per realizzarlo?
Considerando che lavoro prevalentemente di notte, mi ci sono volute circa 140 ore, di cui 60 dedicate alla progettazione e alla creazione del cartamodello e 80 dedicate alla realizzazione, utilizzando circa 6 kg di pasta frolla e assemblando i vari pezzi con la pasta di zucchero.

Quante opere realizza in un anno?
Una media di 4, per quanto riguarda quelle più importanti che rappresentano le repliche di monumenti famosi, mentre di quelle più semplici e su ordinazione ho perso il conto.

Qual è il procedimento a cui si affida per realizzare le sue opere?
Per prima cosa decido le dimensioni, poi mi metto a disegnare il cartamodello a cui associo i vari spessori della pasta frolla che sono differenti e hanno un loro peso a seconda della dimensione. Gli spessori sono importanti perché la pasta frolla in cottura deve perdere tutta l’acqua, deve essiccare per acquisire resistenza, altrimenti rimane elastica e flessibile. Poi, a seconda delle esigenze, mi invento i modi per realizzare i vari pezzi. Mi piace mettere la mia creatività a servizio dell’ingegno.

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Come mai la scelta della pasta frolla e non il classico cake design con la pasta di zucchero che va tanto di moda?
Perché non aveva senso specializzarsi in qualcosa che fanno già in moltissimi. Volevo fare qualcosa di unico e di diverso. Con la pasta di zucchero si creano delle opere bellissime con personaggi fantastici, che però sono prettamente decorativi e che non possono essere mangiati perché troppo dolci. Certo, rispetto alla pasta di zucchero la pasta frolla ha un passaggio in più perché deve essere cotta, ma il bello delle mie opere è che l’elemento decorativo è la torta stessa ed è commestibile fino all’ultima briciola. Oltretutto le mie Artefrolle si mangiano a buffet, cioè rigorosamente con le mani! Ciascuno stacca il proprio pezzo, grande quanto vuole e con la forma che vuole e lo mangia con la consapevolezza di cibarsi di alimenti dolci e saporiti, assolutamente naturali e totalmente privi di coloranti o altre sostanza chimiche.

Quanto questa sua passione vuole che diventi imprenditoriale e quanto vuole che rimanga passione?
Vorrei riuscire a trovare un equilibrio tra le due cose. Ma prima di tutto sono una mamma e questo per me è il lavoro più importante!

Tra tutti i premi che ha vinto quale le ha dato più soddisfazione?
Il titolo di Campionessa Nazionale di Pasticceria Artistica, perché è stato il primo e mai avrei pensato di vincerlo! Ma anche le medaglie d’oro vinte al Salon Culinaire Mondial e al Culinary World Cup mi hanno dato grandi soddisfazioni. Così come qualche mese fa, mi ha emozionato tantissimo vivere l’esperienza della prima edizione del West Bund Food Festival di Shanghai, dove ho portato la riproduzione in pasta frolla di uno dei più noti grattacieli di Shanghai, la Jin Mao Toweralta più di 2 metri.

Qual è l’opera a cui è più affezionata?
Sicuramente Gotham City, che per me rappresenta il massimo della creatività, perché a differenza delle altre opere in cui replico costruzioni realmente esistenti, in questo caso ho dovuto lavorare di fantasia. Sono partita da una foto tratta dal film e poi mi sono inventata i vari edifici e li ho assemblati, dando così vita a una città fantasma dove, diversamente dal solito, la fase di progettazione si alternava a quella della realizzazione. Ci sono volute 290 ore per realizzarlo ma mi sono divertita molto a combinare le varie architetture e a inventarne di nuove. Anche la realizzazione di Positano mi ha dato molta soddisfazione, perché anche in quel caso c’è stata poca progettazione e molta fantasia nella realizzazione.

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Quando invece crea la replica di edifici realmente esistenti come si svolge il percorso?
Se non trovo i disegni originali, creo la pianta dell’edificio facendo una foto satellitare da Google Maps, mentre i prospetti li faccio guardando le foto e li ridisegno integralmente su carta, in modo da avere le sagome ritagliate di tutti i pezzi. Passo poi alla stesura della pasta e al relativo taglio dei vari elementi sulla base dei modelli di carta che ho preparato, per arrivare alla fase finale della cottura, a cui segue quella dell’assemblaggio dove preferisco usare il cioccolato fondente, che insieme alle mandorle tostate che spesso uso per decorare, conferisce il massimo del gusto alla pasta frolla.

Un’opera di pasta frolla quanto può durare?
Può durare anni, a seconda della consistenza del materiale che permette una durata maggiore. I concorsi a cui partecipo sono quelli dedicati alle opere artistiche che quindi non vengono mangiate ma solo esposte e questo mi permette di sperimentare vari tipi di pasta frolla, per renderla più resistente, per esempio, aumento lo zucchero e diminuisco un po’ il burro. Praticamente utilizzo una frolla per fondi, un po’ più croccante di quella normale in quanto questo tipo di materiale teme l’umidità e la luce.

Non le dispiace quando vengono mangiate?
Tutto dipende da come i commensali rompono la torta. Se lo fanno con delicatezza e rispetto, cercando di non rovinarla, non mi dispiace affatto, anche perché il bello delle mie creazioni è che ognuno si prende il suo pezzo. I bambini, per esempio, la guardano, la ammirano e decidono il pezzo che vogliono mangiare. Se soffro o non soffro quindi dipende solo dal modo in cui viene mangiata. Ma di solito sono felice di vedere l’entusiasmo con cui viene gustata.

Qual è il messaggio che vuole trasmettere attraverso le sue creazioni?
Quello della tradizione e dell’arte di una pasticceria creativa attraverso l’utilizzo di un materiale sano e naturale. Mi piace pensare che le mie riproduzioni di paesaggi di fantasia o edifici reali regalino emozioni, perché oltre a essere da ammirare sono interamente da gustare.

Un’altra sua passione?
I funghi! Vivrei nei boschi e passerei il mio tempo a cercarli, raccoglierli e cucinarli. E’ una passione a cui dedico le mie vacanze e i pochi momenti di realax che mi concedo.

 

Info e contatti: http://www.artefrolla.com/
https://www.facebook.com/Artefrolla-Elisabetta-Corneo-287997381212606/?fref=ts

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1 Commento

  1. carmen

    23 marzo 2017 at 1:29 am

    Unica come persona e creativita .

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