Musica

Abbiamo dato le pagelle alle 24 canzoni del Festival di Sanremo

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Il voto del nostro critico è quello del primo ascolto, con tutte le incognite e le possibilità di rivedere il giudizio quando i vari motivi, a furia di sentirli, diventeranno più familiari. Comunque per ora le prime della classe sono Diodato, Elodie ed Elettra Lamborghini. Ma magari poi si ribalterà tutto

E anche quest’anno è tornato Sanremo, e per la settantesima volta. Con tutte le solite polemiche, con i nomi sconosciuti tra i “big”, con le scelte sbagliate del direttore artistico, con le co-conduttrici troppo belle o che stanno un passo indietro rispetto al loro fidanzato famoso… Insomma di tutto si parla tranne delle canzoni. Io per ora invece voglio parlare solo di quelle! Questa è la mia recensione al primo ascolto… vedremo se il tempo mi darà ragione.

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Le pagelle del Festival

ACHILLE LAURO  Me ne frego

(di Achille Lauro)
La novità dello scorso anno non è più una novità. Il pezzo è meno rock e più da ballare, con un  tappeto musicale elettronico che punta certamente alle radio. C’è anche una quasi-citazione della Gianna Nazionale: «st’amore è panna montata al veleno». Voto: 5

ALBERTO URSO Il sole ad est

(di Pietro Romitelli-Gerardo Pulli)
Alberto, il primo “AmicoDiMaria” annunciato da subito nel cast di questo Sanremo, si presenta esattamente con il brano che ti aspetteresti da lui. Inaspettatamente però non usa l’impostazione tenorile e quindi la romanza diventa quasi un pezzo pop, decisamente più adatto al contesto. Il titolo è lo stesso dell’album uscito a ottobre con solo otto tracce. Per il repackaging che speriamo ne abbia almeno 10, non dovranno nemmeno quindi cambiare la copertina. Voto: 7

BUGO & MORGAN Sincero

(di Bugo-Morgan-Bonomo)
I due artisti si uniscono su sonorità con radici nella new wave degli Human League ma che strizza l’occhio al pop Anni 90. Il pezzo ha un bel ritmo, potrebbe riservare delle sorprese… Voto: 6

ANASTASIO Rosso di rabbia

(di Anastasio)
Il rapper vincitore di X-Factor 2018 parte con un rock piuttosto incazzato, quasi punk. Poi si lancia in un elenco tutto d’un fiato su tutto quello che secondo lui non va. E c’è proprio di  tutto: dal disagio interiore, alla politica, alle bombe e al terrorismo. Come dice nel testo: “C’ho 21 anni posso ancora permettermi di incazzarmi!” Voto: 4

DIODATO
Fai rumore 

(di Diodato)
Diodato arriva dal successo del tema de La Dea Fortuna”e cerca una conferma che insegue da un po’ di anni. In realtà questa è indubbiamente una dei suoi brani migliori e l’orchestra dell’Ariston la valorizzerà ulteriormente. Una delle poche ballad struggenti e di ampio respiro di questo Festival e mi sbilancerei a dire anche una tra le più belle. Voto: 7/8

ELODIE Andromeda 

(di Mahmood)
Elodie si presenta con un pezzo di Mahmood prodotto da Dario “Dardust” Faini, praticamente la squadra che ha vinto la scorsa edizione. Andromeda è una canzone difficile, moderna, ma che in radio indubbiamente  spopolerà. Si cita anche Nina Simone, forse a sproposito… cosa vogliamo di più dalla vita? Voto: 7

 ENRICO NIGIOTTI Baciami adesso

(di Enrico Nigiotti)
Una bella ballatona d’amore in crescendo, che culmina nel finale tra batteria e grandi schitarrate, esattamente come vorresti!  Nigiotti però può fare certamente di meglio. Baciami adesso nel refrain punta a entrarti nel cervello, ma è più da cantante melodico che da cantautore. Provaci ancora Enrico. Voto: 5

ELETTRA LAMBORGHINI Musica (E il resto scompare) 

(di Davide Petrella)
Allora… le chitarre spagnoleggianti? Le abbiamo. Un po’ di reggaeton? Anche. Perle disseminate nel testo? Certo! Una su tutte: “La vita è corta per l’aperitivo”. Detto questo Elettra Lamborghini, fedele  a se stessa propone una hit radiofonica che in tre minuti ti scaraventa sulla spiaggia dell’estate 2020. Non so come andrà sul palco di Sanremo, ma la canzone tra un remix e l’altro arriverà alle vacanze estive. Voto: 7/8

FRANCESCO GABBANI Viceversa  

(di Francesco Gabbani-Pacifico)
Il Gabbani 2.0 abbandona gli Amen e la scimmia che balla e affronta il suo terzo festival con una ballata in crescendo caratterizzata da un testo molto particolare e da un refrain anche fischiettato. Il brano racconta gli alti e bassi dell’amore: romanticismo e sentimento. Vediamo se funzionerà. Voto: 7

GIORDANA ANGI Come mia madre  

(di Giordana Angi-Manuel Finotti)
La risposta degli anni 2000 a Son tutte belle le mamme del mondo non è esattamente quello che ci aspettavamo dalla seconda classificata di Amici dello scorso anno. Giordana, già autrice di successo per nomi altisonanti e spesso accostata a Mia Martini, pubblica per il Festival una canzone dedicata alla madre che si apre con piano e voce e cresce intensa e commovente. Forse troppo. Ottima comunque le prova vocale. Voto: 6

MICHELE ZARRILLO Nell’estasi o nel fango 

(di Valentina Parisse)
Uno dei volti storici di Sanremo ci ritorna per l’ennesima volta, ma con un pezzo uptempo assolutamente fuori dai suoi schemi. Brano squisitamente pop rock Anni 90 che parla di amicizia e che si lancia in falsetti che sono quasi una citazione di Mango. Voto: 5

JUNIOR CALLY No grazie 

(di Junior Cally, Jacopo Angelo Ettorre)
Lui è uno degli illustri sconosciuti che ogni anno compaiono nella lista dei Campioni sanremesi spiazzando il pubblico e i meno “in dentro” degli addetti ai lavori. La maschera che non si sa se metterà e la sua produzione precedente decisamente discutibile hanno già fatto parlare di lui a sufficienza. Il brano è cantato, anche benino, e parlando della politica social, tira dentro nemmeno troppo velatamente i due Matteo: Salvini e Renzi. “Spero si capisca che odi il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito”. Voto: 3

PAOLO JANNACCI Voglio parlarti adesso 

(di Andrea Bonomo-Paolo Jannacci)
Jannacci al pianoforte e un’orchestra d’archi per una canzone dedicata alla propria figlia. L’arrangiamento punta ad arrivare dritto al cuore e forse con qualcuno ci riuscirà. Ma da Jannacci a Sanremo ci si aspettava qualcosa di meno nazionalpopolare. Voto: 4/5

IRENE GRANDI Finalmente io 

(di Vasco- Roberto Casini-Andrea Righi)
Irene ha una grande voce, una grande personalità e una canzone scritta dal grande Vasco. Un bel pop-rock grintoso con un ritornello magnetico. Una donna innamorata non più giovanissima e che ha il  coraggio di essere sfacciata: se vuoi fare sesso, facciamolo adesso, oppure è lo stesso! Voto: 7

LE VIBRAZIONI Dov’è 

(di Roberto Casalino)
Un uomo solo, segnato dalle delusioni che riflette sul senso della vita. Le Vibrazioni abbandonano un po’ la dimensione rock per avvicinarsi al pop, con un pezzo che potrebbe risultare un po’ datato. Con le giurie potrebbe funzionare, magari meno con i loro fan-base. Voto: 6/7

RANCORE Eden

(di Rancore)
A metà del brano c’è un ta-ta-ta che ricorda da vicinissimo l’handclappin’ di Soldi di Mahmood e che indubbiamente, insieme ad un ritornello molto catchin’, costituisce il punto di forza del pezzo. D’altra parte, anche in questo caso la produzione è di Dardust Faini, che ultimamente non sbaglia un colpo. Nel testo, tra le mille metafore legate alla mela, c’è di tutto: da Biancaneve all’ Irak e alla Siria. Voto: 6

 PIERO PELÙ Gigante

(di Piero Pelù)
Allora: la Angi canta per la mamma, Jannacci per la figlia e Pelù, nonno rock, canta per il nipotino. Il brano è scritto e pensato per Sanremo e porta con sè una ventata di ottimismo per le generazioni future, ma i fan dei Litfiba urleranno “vade retro!”. Voto: 4

PINGUINI TATTICI NUCLEARI Ringo Starr

(di Riccardo Zanotti)
Già dal titolo sapevamo che il pezzo ci avrebbe riportato ad atmosfere Beatlesiane. Gli altri “illustri sconosciuti ai più” di questo Festival si propongono con una canzone che è evasione e divertimento allo stato puro. Il tentativo è probabilmente quello di  replicare l’effetto de Lo Stato Sociale di due anni fa. Ci riusciranno? Voto: 5/6

LEVANTE Tikibombom 

(di Claudia Lagona)
Il titolo mi avrebbe suggerito un pezzo diverso e invece si tratta di un brano sull’orgoglio femminile, un pop elegante ma che sembra non decollare. Forse va riascoltata più volte. Voto: 4/5

MARCO MASINI Il confronto 

(di Marco Masini, Camba, Coro)
Masini è sempre Masini. In questo caso festeggia il trentennale della carriera e con il brano di Sanremo fa una specie di seduta di autocoscienza, un bilancio esistenziale. Una ballata pop di quelle potenti che andrà ad arricchire il suo best di duetti in uscita dopo il festival. Voto: 6/7

RITA PAVONE Niente (Resilienza 74) 

(di Giorgio Merk)
Di Rita, come prevedibile, si è già parlato fin troppo dal momento stesso in cui è stato fatto il suo nome. Il pezzo però ha un suo perché: un uptempo rock con un bel refrain che valorizza le innegabili doti vocali dell’ex Giaburrasca. Forse l’arrangiamento cerca di nascondere l’età anagrafica della canzone, che potrebbe essere nel cassetto già da qualche anno, ma mi fa piacere che a Rita Pavone sia stata data la possibilità di proporla. Voto: 6/7

RIKI Lo sappiamo entrambi 

(di Riccardo Marcuzzi)
L’amore degli anni 2010 che corre sulle chat dello smartphone. Per il terzo amicodimaria in gara, un brano pop super-radiofonico che per lui potrebbe essere l’ultimo tentativo di rilancio… la difficile e a volte breve vita artistica dei vincitori dei talent! Voto: 5

TOSCA Ho amato tutto 

(di Pietro Cantarelli)
Pezzone piano e voce per Tosca che ci teletrasporta in un’atmosfera jazzy e da club. Assolutamente apprezzabile, ma avrebbe potuto portarla a Sanremo anche la Casale nell’89. Un po’ datata. Voto: 5/6

RAPHAEL GUALAZZI Carioca 

(di Raphael Gualazzi, Davide Petrella)
Raphael Gualazzi continua a cercare la sua identità. Questa volta ci prova con con sonorità e atmosfere sudamericane, magia, diavoli, sogni, un po’ di saudade e quasi un samba danzereccio. Le radio la ameranno. Voto: 6

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