Un altro film denuncia che punta l’obiettivo sono le presunte torture inflitte ai prigionieri di Abu Ghraib e Guantanamo, dopo il terribile attentato dell’11 settembre. E andrebbe proiettato nelle scuole
The report
Scritto e diretto da Scott Z. Burns
Con Adam Driver, Annette Bening e Jon Hamm
Nelle sale il 18-19-20 novembre Disponibile su Amazon Prime Videodal 29 novembre
La lista è lunga, si va da Tutti gli uomini del presidente a The Post, passando per Il caso Spotlight e decine di altre pellicole. Tutte ispirate alla cronaca, tutte con lo stesso sviluppo: c’è del marcio in America. Ma il Sistema è anche sufficientemente democratico e forte da far venire tutto alla luce, fino al trionfo della giustizia. Possono essere i giornali a far esplodere lo scandalo, protagonisti indomiti reporter, e in quel caso è il rombo delle rotative a indicare la vittoria. Ma si possono scoperchiare le malefatte anche presentando una relazione al Senato. L’importante è la trasparenza e la capacità del Sistema di autoregolamentarsi e individuare le “mele marce”.
In questo ultimo rigoroso, austero film, prodotto da Amazon che assieme a Netflix sta ampliando l’influenza nello show business, l’obiettivo sono le presunte torture inflitte ai prigionieri di Abu Ghraib e Guantanamo, dopo il terribile attentato dell’11 settembre.
L’indagine parte dalla richiesta della senatrice democratica Feinstein che incarica della stesura del rapporto il suo assistente Daniel Jones. La ricerca si trasforma per il giovane in un’ossessione che lo assorbe completamente per cinque anni, fagocitando la sua vita privata. Jones non si risparmia nulla e non si risparmia, consulta sei milioni di pagine, viene accusato dalla Cia di essere un hacker ma alla fine il rapporto approda al Senato.
Film asciutto, poco spettacolare ma preciso. Con un regista ossessivo sul dettaglio, come Jones lo era stato nei suoi lunghi anni di ricerche. Una storia che tratta di politica, ma anche di filosofia politica e di etica. Un film che dovrebbe essere proiettato nelle scuole e poi discusso (e male non farebbe anche a tutti quelli che sproloquiano con totale superficialità su Facebook, dicendo la loro su ogni cosa, di cui, il più delle volte non sanno un bel niente).
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