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Hollywood lancia il movimento in difesa delle donne molestate

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Chiamato Time's Up (Tempo scaduto) e fondato da oltre 300 attrici, da Cate Blanchett ad Ashley Judd, da Emma Watson a Meryl Streep, e da personaggi femminili influenti della cinematografia americana, mira ad aiutare chi non ha i mezzi finanziari per difendersi in tribunale. A prescindere dalla sua appartenenza al dorato mondo dello star system

 

attrici timesup

Natalie Portman, Reese Witherspoon, Emma Stone

A Hollywood, dopo le accuse, è arrivato il momento della ricostruzione. Più di trecento attrici, sceneggiatori e altri dirigenti cinematografici, hanno lanciato una piattaforma per combattere le molestie sessuali in tutti i mestieri, pochi mesi dopo le rivelazioni del caso Harvey Weinstein.
Il progetto, chiamato Time’s Up (Tempo scaduto), mira ad aiutare tutte quelle donne che non hanno i mezzi finanziari per difendersi in tribunale. Sul sito web dell’organizzazione, una “lettera di solidarietà” spiega che, spesso, “le molestie persistono perché gli stalker non pagano mai le conseguenze delle loro azioni”.

LetterOfSolidarity

Le 300 donne firmatarie si rivolgono a “tutte le donne impiegate in agricoltura, tutte le governanti, a tutte le cameriere importunate dai clienti, a tutte le lavoratrici nelle fabbriche, a tutte le domestiche o agli aiutanti di casa, a tutte le donne immigrate prive di documenti che sono messe a tacere, a tutte le donne in tutti i campi professionali “, che sono oggetto di indegnità e comportamento aggressivo.
A soli due giorni dal lancio, avvenuto il 1° gennaio, con una lettera a tutta pagina sul New York Times e sul quotidiano di lingua spagnola La Opinion, sono stati già raccolti complessivamente quasi 13 milioni di dollari dei 15 milioni richiesti per creare un fondo per finanziare il sostegno legale a donne e uomini vittime di molestie sessuali sul lavoro. La lettera, che comincia con Dear Sister (care sorelle) è stata firmata da personalità importanti dello star system, come le attrici Cate Blanchett, Ashley Judd, Reese Witherspoon, Natalie Portman, Emma Watson e Meryl Streep, dalla presidente della Universal Pictures, Donna Langley, l’avvocato ed ex capo dello staff di Michelle Obama, Tina Tchen , la scrittrice femminista Gloria Steinem, e la co-presidente della Fondazione Nike, Maria Eitel.

time's up manif
Lo slogan è chiaro e recita: “E’ finito il tempo del silenzio, è finito il tempo dell’attesa, è finito il tempo di tollerare abusi, discriminazioni e molestie”. Lo scopo di Time’s up, non è però solo quello di aiutare le vittime di molestie che non possono permettersi di difendersi, ma anche quello di collegare il mondo di Hollywood e le storie delle attrici molestate da uomini potenti, costrette a tacere per non essere rovinate, alla sofferenza di tante donne comuni, quotidianamente molestate in tutti i settori del mondo del lavoro dove il rapporto di potere è ancora più sproporzionato.

 

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