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La rivincita curvy: un manichino over size in un negozio sportivo

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Grazie alla Nike cade un altro tabù che voleva le persone sovrappeso non adatte a svolgere attività fisiche. Poter acquistare leggins, bra e t-shirt anche per chi non indossa la taglia 42 è indubbiamente molto positivo

 

All’insegna dell’ormai celebre slogan Just Do It, la Nike continua a portare avanti la sua filosofia. E questa volta lo fa rivolgendo un’attenzione particolare nei confronti delle donne. Come? Rivolgendosi alle donne di tutte le età, ma con taglie più grandi della media. Nel nuovo Nike Town London di Oxford Street a Londra, il brand americano ha esposto per la prima volta nella storia dell’abbigliamento sportivo manichini curvy e paralimpici. Ecco dunque che nel reparto femminile dello store è comparso il manichino over size e quello con un arto artificiale.

manichini curvy nike 2

Una vera rivoluzione nel mondo dell’abbigliamento sportivo. Perchè se i manichini curvy erano già stati sdoganati in negozi di abbigliamento classico, non era mai successo che lo fossero anche in quello sportivo. Ma nonostante sia un’encomiabile inziativa da interpretare come un passo avanti verso l’inclusività e la diversità, c’è chi non ha gradito e ha espresso dure critiche. Si tratta delle giornalista Tanya Gold che sul Telegraph ha pubblicato un articolo intitolato I manichini obesi vendono alle donne una pericolosa bugia, affermando che le big size non sono sane e che le donne sovrappeso non possono fare sport; “più probabilmente è pre-diabetica e dovrà sostituire la sua anca”, si legge nell’articolo.

manichini curvy nike 2 plus-size

Alla faccia della solidarietà femminile! Per fortuna le donne sanno sempre reagire. Con una grande quantità di post su Instagram le donne hanno infatti attaccato la Gold, ricordandole che plus-size non vuol dire malato e che molte donne curvy possono tranquillamente fare tanto sport. Ciò che la giornalista ha scritto è un vero e proprio paradosso: si consiglia alle persone sovrappeso di fare più sport e poi quando la loro corporatura viene rappresentata in un negozio di abbigliamento sportivo viene invece interpretata come una presa in giro. Che possa essere anche un’operazione di marketing non c’è dubbio, ma sta di fatto che il poter acquistare leggins, bra e t-shirt anche per chi non indossa la taglia 42 è indubbiamente molto positivo. E che la lotta contro il body shaming continui!

 

 

 

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