ATTUALITA'

Sul palco di un Festival grigio poche osano rinunciare al nero

di  | 
A parte Loredana Bertè/Fata Turchina e Virginia Raffaele/Carmen, all'Ariston finora si è visto soprattutto del gran total black. Eppure la kermesse di Sanremo, nata tra i fiori, avrebbe bisogno di un po' di colore, anche se nella seconda serata i presentatori hanno aggiustato il tiro

 

Il Festival di Sanremo aggiusta il tiro: Virginia Raffaele ridimensionata, Claudio Baglioni ben impostato, Claudio Bisio top di gamma.
All’Ariston forse hanno capito che la talentuosa Virginia è superlativa come imitatrice e caratterista, ma troppo inesperta come presentatrice. Al debutto di martedì, sicuramente per l’emozione e il bisogno di rompere il ghiaccio, aveva abusato troppo spesso della facoltà di battuta, concessale per galanteria dai due Claudii.

sanremo 2019 bisio
Ma alla seconda serata la Raffaele risulta subito ridimensionata e a proprio agio, soprattutto nello sketch iniziale che, appunto, è mestier suo. Se poi avesse indossato un abito più allegro (sarà anche chic, ma basta con tutto questo black) sarebbe stata perfetta.
Quanto alla coppia di presentatori Claudio & Claudio, non si può non dare un buon giudizio: Baglioni è misurato e preciso, molto ben calato nel proprio ruolo, coi tempi giusti da vero conduttore, mentre Bisio si conferma un animale da palcoscenico e con quella faccia può dire quel vuole.

La gara, gli ospiti e gli outfit

Cominciano a esibirsi i cantanti in gara. Il primo è Achille Lauro, nome che rievoca il tragico dirottamento dell’omonima nave da crociera nell’85 e la canzone non migliora la situazione. Poi il giovane Eimar, acerbo. Dopo di lui Il Volo, un prodottino di facile consumo, ma almeno questi tre giovanotti sanno cantare. Ed ecco che Arisa porta al Festival un motivetto pop allegro, che però stona col suo look da veuve parigina. Troppo, troppo nero in circolazione.

sanremo mannoia
Finalmente l’ospite inter… ah no, l’ospite nazionale (ma non erano internazionali le guest star a Sanremo, una volta?). Si tratta della Mannoia, sempre eccellente nell’interpretazione, ma la sua canzone m’annoia, Mannoia. Strepitosa invece quando tira fuori dal repertorio l’intramontabile successo Quello che le donne non dicono. Impeccabile il taglio del suo tailleur pantalone con gilet, ma il tessuto tipo tovaglia di Fiandra non convince del tutto e poi…ancora nero! Tu quoque Fiorella? Ma basta!

Nek è pronto. L’abbiamo capito. Nonostante il completo gessato, il suo look sembra un po’ cheap. L’occhio azzurro sovrastato da sopracciglio e ciuffo corvini, con basetta rasata, fa molto Scialpi.

Omaggio a Lelio Luttazzi e Sylvie Vartan, poi arriva Pippo Baudo per una prima comparsata. Pippo il Pennellone che però, in mezzo a Baglioni e a quella stangona della Raffaele, sembra quasi un uomo di media statura. Ma è sempre Super Pippo, che di medio non ha proprio nulla: un grande.

Gli Ex Otago fanno salire sul palco una prosperosa signorina per farsi abbracciare: che trovata geniale eh?
Daniele Silvestri invece fa centro, come sempre. Daniele è uno che sa quel che fa.

sanremo hunziker
La Hunziker poteva mancare? E poteva non essere vestita di nero? Però è brava e in gran forma. Piace soprattutto quando, per qualche infinitesimale frazione di secondo, si dimentica di sorridere a trentadue denti.
La scenetta Famiglia Addams con Baglioni-Learch, Raffaele-Morticia, Bisio-Fester ha mandato il pubblico in visibilio la prima sera, ma hanno davvero intenzione di ripeterla a ogni puntata?
Seconda ospitata: Marco Mengoni con Tom Walker (è necessario chiedere ai giovani per sapere chi sia costui). Bella esibizione. È la volta di Ghemon, ma Ghemon non era un personaggio del cartone animato Lupin III?

sanremo loredana
Arriva la Bertè e finalmente vediamo a colori. Loredana è Loredana e il suo stacco di gamba dà filo da torcere alle ventenni.
Anche Paola Turci veste in total black ma lei è, da sempre, una delle più chic della storia del Festival, quindi la si perdona.

Virginia/Carmen splendida in rosso

Passate le 23, finalmente danno il palco a Virginia Raffaele per farle fare ciò che davvero sa fare. Meraviglioso l’abito rosso, anche se non originalissimo. La performance, una parodia della Carmen di Bizet, è ottima ma perché non farle interpretare una delle sue esilaranti imitazioni di Carla Fracci o Donatella Versace? È vero che le aveva già proposte l’anno scorso ma, se ci rifilano lo sketch Addams per due sere consecutive, possono anche ripetere l’imitazione della Fracci a un anno di distanza.

sanremo raffaele
Poi è il turno dei Negrita e, quasi come un contrappasso, di Federica Carta e Shade che chiudono la gara. Federica Carta si è messa la divisa del facchino dell’hotel ma senza i pantaloni. In nero ovviamente.
Torna Pippo, segue un lunghissimo siparietto dei comici pugliesi Pio e Amedeo,  poi Cocciante interpreta Margherita in duetto vocal-pianoforte con Baglioni. Imbarazzo quando Cocciante dimentica le parole del suo brano più famoso, ma Baglioni non fa un plissè, d’altronde è quasi l’una. Per allungare il brodo fanno cantare Battisti a Laura Chiatti e Michele Riondino, ma ce n’era proprio bisogno?

Per fortuna ci risolleviamo con il premio alla carriera che viene conferito al grande, grandissimo Pino Daniele. A ritirarlo sono le figlie dell’artista, giustamente orgogliose ed emozionate.

La speranza per la prossima puntata? Vedere Anna Tatangelo e Arisa l’una accanto all’altra per capire chi delle due giovani donne abbia il look più antico.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.