INTERVISTE

Tra musica e canzoni, a tu per tu con Giovanna

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In questa intervista esclusiva il nostro Dario Contri incontra Giovanna Nocetti, che continua ad affascinarci con la sua voce e la sua musica

A poche settimane dal “sold out” al Teatro San Babila di Milano per il suo “Giovanna – Omaggio a  Milva”, abbiamo incontrato Giovanna Nocetti, che tutto il pubblico conosce con il suo nome di battesimo, per parlare del concerto, del suo nuovo album e ripercorrere insieme la sua carriera.

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Foto di Francesco Razzino ©

Partiamo da questo tour dedicato a Milva: come ti è venuta l’idea?
“Milva ci aveva lasciato da poco più di un mese, e sono andata a una celebrazione in suo suffragio. Sono rimasta molto sorpresa dal fatto che in chiesa ci fosse  pochissima gente e mi sono sentita pervadere da una grande tristezza.  E’ stato lì che ho deciso di dedicare un intero spettacolo a lei, alla sua voce e alle sue canzoni, per celebrarla e continuare a tenere viva la sua musica. Quest’idea è diventata un tour, che è iniziato la scorsa estate, è ripreso a gennaio al Teatro San Babila di Milano, e che continuerò a portare in giro per l’Italia accompagnata al pianoforte e alla fisarmonica dal Maestro Walter Bagnato. Sull’onda dell’emozione, ho anche scritto delle poesie che ho voluto inserire tra una canzone e l’altra e che permettono allo spettatore di entrare ancora di più nell’atmosfera. Questa iniziativa ha permesso anche a molti giovani che non la conoscevano di avvicinarsi alla musica di questa artista immensa”.

La regia dello spettacolo è di Dario Gay, che non avevo mai visto in questo ruolo. Come l’hai convinto?
“Dario è un grande cantautore, e Milva ha inciso con lui il suo ultimo duetto, “Libero”. Anche lui era presente a quella messa di cui raccontavo prima, e parlandone poco dopo è stato quasi naturale che avesse questo ruolo nel progetto. Tra l’altro nei concerti riproponiamo insieme proprio quel brano, che trovi anche nell’album uscito in questi giorni”.

Infatti “Giovanna canta Milva” costituisce la prima parte del tuo nuovo cd che è appena uscito.
“Abbiamo registrato interamente una delle prime date l’estate scorsa e abbiamo voluto riproporla in cd per chi, a causa di problemi logistici, non riusciva ad assistere allo show dal vivo. Non abbiamo toccato volutamente nulla, lasciando anche magari qualche piccola imperfezione, proprio per mantenere invariata l’emozione della serata”.

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Dario Contri intervista Giovanna – Foto di Francesco Razzino ©

Milva ha un repertorio enorme: come hai scelto le canzoni?
“Anche in questo caso ho seguito il mio cuore, mi sono lasciata guidare dalle emozioni, selezionando pezzi storici e di grande successo, come “La filanda”, “Canzone” o “Milord”, ma anche brani meno noti o tratti da suoi spettacoli teatrali, un altro mondo che le apparteneva completamente. Ho voluto inserire anche un pezzo splendido, presentato a Sanremo nel 1993 e che all’epoca non era stato capito, “Uomini addosso” e che oggi è uno dei più applauditi in questi concerti”.

La seconda parte del cd invece è  “Io Giovanna, Ieri e Oggi”, quindi una sorta di retrospettiva della tua carriera, ma che guarda anche al presente e al futuro…
“Sì, ho voluto ripercorrere un po’ del mio passato e reinterpretarlo. Nel disco ci sono nuove versioni di miei successi, ma anche brani che all’epoca non hanno avuto la visibilità che meritavano e ai quali ho voluto dare una seconda occasione. Inoltre ci sono alcuni brani che canto per la prima volta”.

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Foto di Francesco Razzino ©

Moltissimi pezzi portano la firma di Paolo Limiti…
“Con Paolo c’era un’amicizia e un’affinità artistica uniche, una cosa senza precedenti. Qui ho voluto riproporre classici come “Vi amo tutti e due” o “Il mio ex”, in un’inedita versione dance, ma anche la versione integrale di “Ahi mi amor”, rifatta anche da Mina, e una mia versione de “La voce del silenzio”, che portò Dionne Warwick a Sanremo del 1968. Inoltre c’è uno degli ultimi brani che abbiamo firmato insieme io e Paolo, “Dietro un grande amore”, che ha dato il titolo a un box di Orietta Berti. Pensa che l’ho scritta di getto portando a spasso una mattina la mia cagnolona. Sono tornata a casa, mi sono messa al pianoforte e poco dopo la canzone era nata. Orietta quando l’ha sentita ne fu entusiasta! Qui ho voluto interpretarla proprio come l’avevo pensata io. Questa però non sarà l’ultima canzone mia e di Paolo, lui infatti mi ha lasciato alcuni testi che ho musicato e che inciderò per il mio prossimo album di inediti”.

C’è anche una “E penso a te”, che avevi presentato a una lontana “Canzonissima” e che non era mai stata pubblicata.
“E’ vero! E’ una canzone che ho sempre amato e che per qualche strano meccanismo discografico, all’epoca non era più uscita. Tra l’altro era andata anche piuttosto bene e avevo ricevuto parecchie richieste da parte del pubblico, ma era rimasta nel cassetto, quindi ho voluto finalmente darne una mia interpretazione”.

Foto di Francesco Razzino ©

Parliamo anche del tuo rapporto con la musica lirica e operistica: nell’album canti “Nessun dorma” e  da anni con la tua Kicco Records ti occupi soprattutto di questi generi musicali…
“Ho studiato per anni con la Professoressa Ida Neuheusler Masini: a lei va il merito di avermi avvicinato e fatto amare la lirica e l’operistica. Questa è la musica che non passa mai di moda, è sempre di attualità ed è una di quelle cose per le quali l’Italia è conosciuta in tutto il mondo.  La Traviata e la Turandot si ascoltano da secoli, e appena ne esce una nuova versione, migliaia di melomani si precipitano ad acquistarla su qualsiasi supporto venga proposta, compresi gli store digitali: un motivo ci sarà… È la musica che affonda le radici nella nostra cultura, l’abbiamo creata noi e le prime “canzoni” erano propri le arie delle opere: pensa a “La gelida manina”, “Lucean le stelle” o, appunto a “Nessun dorma” che ho voluto inserire nel mio “Ieri e oggi”, proprio perché è parte della mia storia artistica”.

Tu sei stata anche una delle prime donne direttrici d’orchestra in uno show televisivo…
“Anche di questodevo ringraziare Paolo Limiti, che proprio 10 anni fa, nel 2012 ha voluto fortemente che fossi io a dirigere l’orchestra del suo spettacolo televisivo “Estate con noi in TV”. Mi è stata data carta bianca e ho formato un’orchestra tutta al femminile, scegliendo personalmente ogni strumentista, tutte bravissime. Oltretutto sono riuscita a portare in televisione brani inusuali, anche di un certo spessore. E’ stata davvero un’esperienza esaltante che spero un giorno di poter ripetere”.

Negli anni hai partecipato a moltissimi concorsi musicali, da Settevoci a Canzonissima, a Un Disco per l’estate, ma non ti abbiamo mai visto a Sanremo. E’ stata una scelta o è stato un caso?
“C’è stato un anno che sembrava cosa fatta: avevo già inciso il pezzo, mi ero preparata sia musicalmente che psicologicamente ad affrontare il Festival, che come puoi immaginare è un’esperienza estremamente stressante, improvvisamente, una settimana prima, mi chiama il mio discografico e mi dice che la partecipazione è saltata. Ci sono rimasta talmente male che da allora non ho più voluto saperne. Non per la delusione in sé di non essere stata a Sanremo, ma per tutto il lavoro e la preparazione sprecati”.

Chiudiamo questa intervista con un gioco: ti mostrerò alcuni tuoi 45 giri che rappresentano in qualche modo le fasi della tua carriera e ti chiedo di associare un ricordo a ciascuno di essi. Il primo è “Il muro cadrà”, del 1969…
“Era un pezzo scritto dai Bee Gees! Quelli erano gli anni dei sogni, di una ragazza che aveva lasciato il suo paese per trasferirsi nella grande città e cercare la sua strada. Ricordo che dividevo una stanza con tre amiche in corso Sempione e giravo per la città in moto con Christian a bussare a tutte le case discografiche: mangiavamo solo pane e mortadella perché altro non ci potevamo permettere!”

Il secondo è “Cronaca nera”, del 1970
“Il mio primo 45 giri per la Ariston di Alfredo Rossi. Lì i sogni cominciavano davvero a prendere forma. Pensa che questo pezzo l’aveva scritto per me Bruno Lauzi, avevo finalmente occasione di collaborare con altri autori molto importanti e di lì a poco avrei pubblicato il mio primo album”.

Arriviamo al 1979, con “Il mio ex”…
“Forse uno dei miei più grandi successi, contenuto in uno dei miei album che amo maggiormente, “Giò” del 1980, dove c’erano anche “Vi amo tutti e due” e “Un baffo diabolico” che reinciderò la prossima estate in una versione dance. “Il mio ex” uscì anche in spagnolo: fu un periodo fantastico, ricco di grandi soddisfazioni”.

 

Infine “Dimmelo”, l’ultimo 45 giri che hai pubblicato, poi il vinile ha lasciato il posto al digitale…
“Era il 1989 e già da qualche anno incidevo per la mia etichetta, la Kicco Records. Quelli erano gli anni della maturità artistica, in cui potevo scegliere in prima persona cosa volevo fare. Il lato B di questo disco “Se Arbore ti cucca” era molto divertente, parlava del fatto che, dopo anni di lotte femministe, improvvisamente sembrava che tutte le ragazze non desiderassero altro che coprirsi di piume per fare le “ragazze coccodè” nei programmi di Arbore! Che ironia!”

 

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