INTERVISTE

Viola Valentino: Quante cose non sapete di me

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Ricordata fin dal 1979 soprattutto come interprete di "Comprami", Virginia Minnetti ha in realtà alle spalle una carriera ricca di successi, soddisfazioni e incontri importanti. Che qui racconta per la prima volta, annunciando la sua nuova battaglia: in difesa dei cani abbandonati

 

Viola Valentino è stata una delle icone della mia adolescenza, quando muovevo i miei primi passi nel mondo delle “radio libere”, e fu proprio grazie a un tam tam radiofonico che il suo nome esplose letteralmente nell’estate del 1979 con Comprami, anche se la sua attività era già cominciata alcuni anni prima con la collaborazione di grossi nomi della musica italiana. Ripercorriamo con Virginia Minnetti (il suo vero nome) le tappe della sua lunghissima carriera, scoprendo anche alcune cose che non tutti sanno…

viola valentino dario contri

Viola Valentino con il nostro Dario Contri

Per questa intervista ho tolto dai miei scaffali la tua opera omnia e, sfogliando questi dischi, mi sono ricordato che il tuo primo 45 giri risale addirittura al 1968, quando avevi 19 anni, e che è prodotto da un personaggio molto importante…
Parli di Dixie”… Questo 45 giri l’ho inciso praticamente da bambina ed era prodotto da Gino Paoli. L’incontro con lui fu assolutamente casuale: un mio amico di allora, Ricky Maiocchi (la prima “voce” dei Camaleonti; ndr), accompagnandomi a casa, mi chiese di fermarci un attimo in un ufficio dove doveva consegnare una cassetta. Mentre aspettavo che Ricky uscisse dall’ufficio, da un’altra porta uscirono Gino Paoli e la Vanoni. Lui mi notò per la mia immagine, che all’epoca era piuttosto stravagante: vestivo sempre di nero, capelli rossi lunghissimi, un basco in testa. Mi guardò e mi chiese se sapessi cantare. Io risposi di no, ma lui credette fermamente nella mia immagine e insistette molto, anche con i miei genitori, affinché realizzassimo qualcosa insieme. Alla fine nacque questo 45 giri che, pur non avendo ottenuto un grande successo, fu il primo step della mia carriera di cantante. Pensa che a un concorso della televisione svizzera, con questo brano, vinsi addirittura uno “scontro musicale” con Lucio Battisti che cantava Acqua azzurra acqua chiara. Incredibile!

Dopo di che la tua carriera di cantante rimane però in stand-by per quasi 10 anni…
Dopo Dixie dissi a Gino che non me la sentivo di andare avanti. Ero molto timida e volevo continuare a studiare. In seguito ripresi la mia carriera di modella fino al 1978, quando Giancarlo Lucariello (fino al 1976 produttore dei Pooh e poi di Riccardo Fogli; ndr) mi chiese di entrare a far parte del gruppo dei Fantasy.

dixie viola valentino
I Fantasy erano un gruppo “fantasma”, che riuniva una serie di titani della discografia dell’epoca…
Esatto, e io dovevo essere la loro immagine, perché loro, avendo già un’identità nel mondo della musica, non volevano apparire. Nei Fantasy c’erano Tony Cicco della Formula Tre, Danilo Vaona, Carla Vistarini, Luigi Lopez, tutti personaggi già affermati nel music business del periodo. Si affidarono quindi a me per dare un volto al gruppo e così il primo 45 giri tratto dall’album, Cantando, fui io a interpretarlo. Il disco uscì e fu destinato soprattutto al mercato estero, andò abbastanza bene, ma il gruppo si sciolse subito. Giancarlo, che aveva visto che mi ero molto impegnata lavorando sodo in quei 50 giorni in sala di incisione, mi propose di fare un 45 giri da solista. Ricordo che mi disse di non crederci granché, che magari non se ne sarebbe fatto nulla e fu così che entrai in studio per registrare Comprami.

Comprami” esce ufficialmente nell’estate del 1979, anche se nelle radio comincia a circolare già in primavera.
E Gino Paoli, che sicuramente non mi aveva associata alla Virginia che aveva prodotto 10 anni prima, notò questa bella ragazza che cantava Comprami e fece presente alla sua équipe che era un personaggio da seguire perchè avrebbe fatto strada. Chiese loro di contattarmi ma alla fine non se ne fece nulla. Però, mi piace ricordare questo aneddoto che lui stesso mi ha raccontato, perché alla fine tra noi c’è sempre stato una sorta di strana alchimia.

Comprami diventa “di dominio pubblico” al Festivalbar del 1979.
Dove io arrivo come ospite d’onore, perché questo brano non era entrato nel cast del Festivalbar di quell’anno, ma aveva avuto un successo tale che Vittorio Salvetti mi volle assolutamente alla finale dell’Arena di Verona.

E qui inizia il tuo rapporto conflittuale con Comprami, perché come tutti gli artisti che hanno una canzone che li caratterizza così fortemente, il rapporto con la canzone stessa è inevitabilmente un po’ combattuto…
Per forza! In un certo qual modo la odi e e allo stesso tempo la ami. Senza Comprami  probabilmente non sarei dove sono oggi, ma di contro, uscire da Comprami è stato difficilissimo. Per tutti sono sempre stata “la voce di velluto” e dimostrare di poter crescere vocalmente è stata davvero dura.

D’altro canto il mondo della musica è sempre attratto da Comprami di cui in questi giorni è uscita una nuova versione.
Ne escono continuamente di nuove versioni! A volte qualcuno le fa di sua iniziativa, altre volte mi chiedono l’autorizzazione. L’ultima, quella che è appena uscita, l’ha fatta Federico Assolari, che è un DJ e mio carissimo amico, al quale ho prestato volentieri la mia voce e la mia immagine per una versione dance molto carina. Pensavo che per quest’estate fosse finita qui e invece pensa che proprio ieri mi hanno proposto una versione reggaeton…

comrami 2017 viola valentino
Comunque dopo questa partenza col botto, Viola Valentino inizia a macinare successi da alta classifica: da Sei una bomba ad Anche noi facciamo pace, che fa parte del tuo primo album Cinema, a Sera coi fiocchi che è stata sigla di Domenica in. C’è però una canzone che non viene ricordata spesso ma che a me piace molto: Verso sud.
Verso sud per me più che una canzone, è una poesia in musica. Il suo autore Vincenzo Spampinato in effetti è un po’ un poeta. Pensa che al Disco per l’estate dell’85, dove arrivò seconda, mi avvicinò Billy Idol e mi disse che secondo lui era la canzone più avanguardistica della manifestazione, per suoni, mood e atmosfera. Ovviamente parlava dei brani italiani in gara, perché all’estero succedeva ben altro.

Certo perché gli Anni 80 hanno portato delle belle cose, musicalmente parlando, ma anche cose un po’ discutibili…
Sì, prima fra tutti quella moda che si era creata di scegliere dei personaggi che avevano un’immagine bella o accattivante a cui veniva data loro una voce in prestito. Non farò nomi di italiani ma all’estero mi viene in mente una bellissima ragazza, tale Madeleine Kane, prodotta da Giorgio Moroder, che fece due o tre dischi e poi scomparve, o Sterling Saint Jacques, il famoso nero con gli occhi azzurri, che andò benissimo finché non arrivò a Sanremo e dovette cantare dal vivo…

Tu invece a un certo punto decidi che la voce la vuoi tirare fuori! E quando esce Sola, la colonna sonora del tuo film con Thomas Milian Delitto sull’autostrada, comincia a fare capolino la Viola Valentino che conosciamo oggi.
Quando incisi Sola, dovetti accettare l’arrangiamento che secondo me non la valorizzava perché era troppo veloce, ma così si usava allora. Però insistetti per cantare a voce piena quantomeno il ritornello, visto che la “voce di velluto” mi cominciava a stare stretta.

viola valentino
La voce di Viola Valentino che invece finalmente viene fuori nel 1992 con l’album Esisto, prodotto da Gianni Bella.
Non esattamente… In effetti anche Gianni dovette insistere parecchio per farmi cantare in un certo modo, perché lui non voleva sentirmi “urlare “. Quindi ottenni di cantare come volevo io per un 50 per cento del disco ma dovetti accettare il compromesso per il rimanente 50. D’altra parte Gianni è un autore e un arrangiatore a un livello tale che non avrei potuto discutere oltre, e comunque i risultati finali nel disco si sentono, eccome!

E arriviamo infine alla Viola Valentino di oggi con quella serie di album che escono dal 2009 in poi e che più che album sono dei progetti a tutto tondo. Per esempio, quando esce nel 2009 I tacchi di giada, si parla per la prima volta in un disco di musica pop italiana che parla della violenza sulle donne…
Lo scorso anno, con Amiche in Arena, le mie colleghe hanno scoperto il femminicidio e il tema della violenza sulle donne, ma io canto questo problema da quasi 10 anni! E soprattutto lo canto credendoci e non per fare business, perché quello che canto io ne I tacchi di Giada o in Daisy, sono storie che mi hanno raccontato in prima persona le dirette interessate. Sono vicende sulle quali gli autori hanno messo nomi di fantasia ma sono storie vere vissute da persone vere. Così come è vera la storia di Ti amo troppo, dove riprendo l’argomento quasi 10 anni dopo I tacchi di giada. Quando io canto un argomento del genere, non lo canto a caso, ma perché qualcuno si è confidato con me cercando aiuto. La stessa cosa è successa in Domani è un altro giorno di Dario Gay, in cui canto il tema dell’omofobia. Il testo di quel brano narra una storia vera, raccontatami da un ragazzino di 14 anni che viveva malissimo la sua diversità e che purtroppo ha poi fatto una brutta fine. Secondo me, parlare di questi argomenti lanciando un messaggio musicale, soprattutto tra i giovani, permette di ottenere dei migliori risultati che solo attraverso la stampa o i media, quindi nei limiti delle mie possibilità, faccio di tutto per portare avanti queste battaglie.

i tacchi di giada viola valentino
Nel tuo nuovo singolo “Il suono dell’abbandono” affronti un altro argomento di grande attualità…
Sì, in questo brano canto la storia di un cane abbandonato. Non lo si capisce fino a metà della canzone perché sembra che si tratti del rapporto tra un uomo e una donna, invece poi diventa chiaro che Il suono dell’abbandono è quello di un animale da parte del suo padrone. Sia chiaro che io quando canto queste situazioni non lo faccio per cavalcare una moda o comunque per accattivarmi pubblico o associazioni, ma perché le sento mie. Adoro i cani, ne ho tre, e vivendo ogni giorno on the road vedo cosa succede a questi poveri animali e di conseguenza, anche in questo caso, non ho potuto fare a meno di usare la mia voce e la mia musica per lanciare un messaggio.

Il suono dell’abbandono e Ti amo troppo sono inclusi nell’album Eterogenea live, il tuo doppio cd live, uscito a gennaio di quest’anno e che contiene appunto questi due inediti, ma che raccoglie anche il meglio di tutta la tua produzione. Tra cui alcune canzoni di cui vorrei parlare perché sono scritte da autori importanti. Per esempio c’è Barbiturici nel the, che è scritta da Bruno Lauzi…
Pensa che è stata l’ultima canzone pubblicata scritta da Bruno… Me l’aveva data dopo la mia esperienza a Music Farm, uno dei primi reality in cui erano coinvolti dei cantanti. È un pezzo che a me è sempre piaciuto molto ma che purtroppo non ha avuto grosso riscontro, probabilmente anche per un problema di promozione.

C’è poi una canzone che a me piace moltissimo e che s’intitola Stronza. Come nasce questo pezzo?
Beh, “Stronza” è un po’ una mia autobiografia... Come sa,i non sono un’autrice, però nel tempo, lavorando e chiacchierando con i miei autori, che in questo caso sono Mignogna e Germanelli, è venuta spesso fuori questa parte del mio carattere un po’ particolare, un po’ eccessiva sotto certi punti di vista. Loro l’hanno fotografata in questo testo, che mi sono sentita calzare perfettamente addosso. Il pubblico l’ha amata subito e ancora oggi il video è virale.

viola valentino eterogenea-2016
E chiudiamo citando tutta una serie di autori che negli anni hanno scritto per te, da Alberto Camerini a Bruno Lauzi a Cristiano Malgioglio, fino a Paolo Limiti che giusto un paio d’anni fa scrisse per te Abracadabra.
Sì, ed è purtroppo dei suoi ultimi testi a essere stato pubblicato. Per me è stato un grande onore cantare un pezzo scritto da lui con cui i miei autori hanno collaborato componendo la parte in francese che ha personalizzato il brano.

L’estate 2017 di Viola Valentino com’è?
Come sempre… In tour, accompagnando sulle piazze e nei locali questo nuovo singolo Il suono dell’abbandono”e le canzoni contenute nel doppio album Eterogenea live 2016. Certo, la crisi si fa sentire, ci sono un po’ di problemi, ma per fortuna il pubblico continua a dimostrare di amarmi. Seguite gli aggiornamenti delle date sulle mie pagine Facebook e vediamoci in giro per l’Italia.

Infatti, proprio poche settimane fa ti ho visto a Desio con Ivan Cattaneo e Alberto Camerini per un concerto con una piazza assolutamente gremita di un pubblico entusiasta. Ma vacanze non ne fai mai?
Fondamentalmente sono una che non ama fermarsi una settimana in un villaggio vacanze. Magari ogni tanto mi ritaglio il tempo per andare a visitare una città o una località dove non sono mai stata. Per esempio sono stata anni fa a fare Sanremo nel mondo a Tokyo ma, essendo lì per lavoro, non ho avuto modo di visitarla come dico io. Ecco, quella potrebbe essere una delle mie prossime destinazioni.

 

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