RIFLESSI DI CINEMA

“Blue my mind”, fascino, sogni e anche insidie dell’adolescenza

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La macchina da presa della regista Lisa Bruhlmann sta incollata alle bellissime giovani protagoniste del film, nel passaggio della vita che è complicato per tutte le future donne, tra illusioni, sconfitte e scoperte

 

 

Blue my mind

blue my mind locandina

Regia  Lisa Brühlmann
con Luna Wedler, Zoe Pastelle Holthuizen, Regula Grauwiller

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Fra poco compirai 16 anni e non sei più la bambina di una volta. I tuoi genitori sono animali alieni, in comune con loro non ha proprio niente. E chissà, magari ti hanno adottata, perché in casa non ci sono foto della mamma col pancione e neppure di te da piccola piccola. Come se non bastasse, hai cambiato città e sei appena arrivata a Zurigo. Quindi scuola e amici tutti da reinventare.

Non è facile scegliere fra i bravi ragazzi o il gruppo di quelli che si fanno notare e che magari proprio bravi non sono. C’è qualcosa che morde dentro di te, forse è solo la vita. Forse è qualcosa di più e di peggio, ma non capisci e nessuno ti capisce. Forse sei bella, forse no, forse conoscerai l’amore e il piacere ma chissà qual è la strada. La musica ti aiuta, la droga anche e le esperienze estreme ti attirano. Sfidi il mondo e il pericolo non ti spaventa, ma sarebbe bello trovare qualcuno da amare e da cui essere amata. O anche solo capita.

Tanta confusione e tanti sogni, sempre sull’orlo del precipizio. In una parola: l’adolescenza. Passaggio complicato per tutte le future donne, epoca di guerra e di illusioni, di scelte, di sconfitte, di abiure, di scoperte. La regista svizzera Lisa Bruhlmann la racconta in modo molto personale. Lasciandosi ispirare dai film alla Mean Girl, contaminandoli però con suggestioni indie e underground, non prive di una sorta di antagonismo alla tedesca e di una grande rabbia che però si trasforma in creatività e riscatto.

In Blue my mind la sua macchina da presa sta incollata alle bellissime protagoniste, insicure fragili ribelli guerriere lasciate troppo sole e troppo libere da genitori assenti. Preda di maschi ugualmente sul crinale di un’età di passaggio o di uomini più maturi senza pietà. Lisa non giudica, racconta, guarda, segue, filma e di sicuro ama le sue ragazze, tutte vere e bravissime. Oltre che bellissimi fiori in bocciolo.

A metà film una brusca ma non inaspettata svolta fantasy tinge di magia tutta la storia accompagnandoci a un’immagine indimenticabile di riscatto adolescenziale. Un sogno immenso, totale, liberatorio. Film riuscitissimo che ci fa venire voglia di vedere quanto altro realizzerà la giovane regista (già attrice in tante pellicole) negli anni a venire che le auguriamo folgoranti e volitivi come quelli della sua ipnotica protagonista.

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