Bra celebra la sua salsiccia con chef stellati e sapori piemontesi

Non solo festival: tra caffè storici, osterie, relais, spa e cucina piemontese contemporanea, Bra e le Langhe invitano a un weekend tutto da assaporare

 

Bra, la capitale del Roero, è una delle città più interessanti da visitare nella provincia Cuneo. Città d’arte, ricca di capolavori del Barocco, è anche uno dei più importanti centri enogastronomici piemontesi. È famosa in tutto il mondo per essere la patria del movimento Slow Food fondato dal gastronomo e scrittore Carlin Petrini (1949-2026) e pe alcuni prodotti tipici. Come la salsiccia, il formaggio Bra tenero e duro (protetto dalla DOC), il riso e il pane tradizionale a lenta lievitazione. Proprio a questi prodotti, e in particolare alla salsiccia, è dedicato Bra’s, il festival che animerà le strade del centro cittadino dal 17 al 20 settembre. Info: www.brasfestival.com

Marchio della Salsiccia di Bra del Consorzio di Tutela e Valorizzazione, con scritta bianca su fondo rosso e profilo bovino stilizzato.
Il marchio ufficiale della Salsiccia di Bra, prodotto simbolo della tradizione gastronomica piemontese tutelato dal Consorzio di Tutela e Valorizzazione.© Dario Bragaglia

La storia della salsiccia di Bra

L’unicità di questo prodotto sta nel fatto che viene prodotta con carne di razza bovina (Piemontese, nel caso specifico) e non con carne di maiale. Le ragioni di questa particolarità bisogna ricercarle nella prima metà dell’Ottocento. Nel borgo medievale di Cherasco era attiva una storica comunità ebraica che frequentava il vicino mercato della città di Bra. I macellai braidesi da tempo confezionavano segretamente per i loro clienti ebrei delle salsicce speciali a base di macinato di vitello, non potendo essi consumare carne suina. Fu Re Carlo Alberto che nel 1847 con un Regio decreto ne autorizzò ufficialmente la produzione, concedendo ai soli macellai braidesi il privilegio di produrre salsiccia di vitello. Ma nel contempo delimitò la zona, stabilendo che il confezionamento non potesse avvenire in nessun altro luogo se non a Bra.

Salsiccia di Bra fresca appena preparata, disposta su un tagliere di legno
Salsiccia di Bra fresca appena preparata da uno dei macellai del Consorzio di Tutela. © Dario Bragaglia.

Salsiccia di Bra, una tradizione custodita da otto macellai

Una rara tradizione che ancora oggi è portata avanti da otto macellai autorizzati che fanno parte del Consorzio di Tutela istituito dal 2003 (qui l’elenco: www.salsicciadibra.it ). Naturalmente la ricetta è leggermente diversa da macelleria a macelleria e gli artigiani amano custodirla gelosamente. L’impasto è costituito prevalentemente da carne magra di bovino macinata finemente e condita con spezie, aromi e sale. Essendo oggi destinata a un pubblico più vasto, non più solo a una comunità religiosa, viene consentita l’aggiunta in piccola percentuale di pancetta di suino per dare maggiore morbidezza alla preparazione. L’altra caratteristica della salsiccia di Bra è che, non avendo bisogno di stagionatura, viene prodotta giornalmente e può essere consumata fresca. È buonissima passata in padella e come soffritto da accompagnare al risotto, ma un modo popolare per degustarla è quello di entrare in macelleria, vederla uscire fresca dalla macchina insaccatrice e, una volta fuori dal negozio, mangiarla alla stregua di uno street food molto local.</strong>

Ritratto dello chef Antonino Cannavacciuolo in giacca bianca da cucina, tra gli ospiti più attesi del Bra’s Festival 2026.
Antonino Cannavacciuolo, tra i protagonisti più attesi del Bra’s Festival 2026.

Gli appuntamenti del Festival

Il festival si apre il giovedì sera con il Gran Galà della salsiccia di Bra, una cena di inaugurazione a cura dello chef stellato Massimo Camia. In questa occasione i prodotti del territorio incontrano la creatività di alcuni dei migliori rappresentanti della cucina italiana. Nelle varie edizioni del festival, a Bra sono stati protagonisti Enrico Bartolini, Gennaro Esposito, Davide Palluda, Gian Piero Vivalda solo per fare qualche nome. E quest’anno toccherà a Carlo Cracco, Michelangelo Mammoliti, Gabriele Boffa e all’attesissimo Antonino Cannavacciuolo. Il Festival della salsiccia è un’occasione per degustare piatti stellati a prezzi accessibili e per passeggiare fra le strade e le piazze della cittadina piemontese animate dagli stand dello street food e dello street market.</p>

Salsiccia di Bra esposta sotto una campana di vetro durante una precedente edizione del Bra’s Festival, con fiori e teste d’aglio in primo piano.
La Salsiccia di Bra protagonista di una precedente edizione del Bra’s Festival.

Brajoux, Bicerin e vermouth

Lasciatevi sorprendere da accostamenti e sapori inediti; poi potrete assistere a uno show cooking o partecipare a una degustazione o a una masterclass, alcune delle opportunità che offre il festival. Nell’ala stellata di corso Garibaldi verrà allestita un’Antica bottega dei macellai, la suggestiva e fedele ricostruzione con arredi storici di una macelleria braidese all’epoca di Re Carlo Alberto. Qui sarà possibile acquistare la Salsiccia Cruda di Bra fresca, rivivendo la storia di un prodotto unico al mondo. Poco distante, il Caffè Storico Sabaudo invita a un viaggio nell’atmosfera degli eleganti bar italiani di fine ‘800. L’occasione per degustare la pasticceria salata farcita con l’immancabile salsiccia, i Brajoux , le bignole di pasta choux da abbinare a specialità tipicamente piemontesi come il Bicerin o un bicchiere di vermouth. Non mancheranno la pasticceria dolce con il cioccolato Baratti & Milano e uno speciale dessert firmato da pastry chef d’eccellenza.

Veduta del centro storico di Bra con due persone a passeggio, la facciata barocca di una chiesa e gli edifici storici della città.
Una passeggiata nel centro storico di Bra, tra architetture barocche e palazzi storici. © Mikael Masoero – Archivio Ente Turismo LMR.

Fra caffè storici e osterie che hanno fatto la storia

Chi non vuole fermarsi alle ricostruzioni storiche, a Bra troverà alcuni indirizzi per una sosta all’insegna della vera tradizione piemontese. Prima di tutto il Caffè Converso, un piccolo tempio del buon gusto, ricco di boiserie, che fa parte dei Locali storici d’Italia. Dalla colazione all’aperitivo, passando per i prodotti di pasticceria e i gelati c’è di che rimaner soddisfatti ad ogni ora del giorno. Tra i ristoranti, Battaglino ha una lunga storia che inizia nel 1919. E’ l’indirizzo giusto per gustare il fritto misto, la finanziera e altri piatti tipici del territorio. Chi vuole scoprire il luogo dove è stata avviata la rivoluzione nel modo di pensare il cibo e la gastronomia, non deve mancare una sosta all’osteria Boccondivino. Qui è nato il movimento Slow Food: in via della Mendicità Istruita. Il nome suggestivo di questa viuzza del centro storico dove si cucinano piatti della tradizione apprezzati anche da Re Carlo d’Inghilterra. Quando era ancora principe, seduto ai semplici tavoli dell’osteria, trascorse una serata andata avanti fino all’alba con Carlin Petrini, creando non pochi problemi alla scorta reale.

Dove Dormire e Mangiare

 Albergo Cantine Ascheri, Via G. Piumati, 25, Bra (CN)

Le Cantine Matteo Ascheri, fondate nel 1880, sono oggi alla settima generazione e sono una delle rare cantine urbane rimaste in Langa e Roero. Con l’Albergo/Spa e l’Osteria Murivecchi, allo stesso indirizzo in via Piumati, costituiscono una enclave di accoglienza. Qui  si ospitano le persone e si creano vini, fra cui alcune importanti etichette di Barolo, secondo una visione del tutto personale. L’Albergo Ascheri si sviluppa al piano superiore della cantina. È una struttura minimalista che si ispira alla storia post-industriale di Bra, influenzata dalle fabbriche di concia del cuoio che resero la città prospera nel XIX secolo. Il cuoio e il cemento, utilizzati in varie forme, rievocano questo passato industriale, mentre la malta tradizionale e i frangisole in legno evocano il legame con la tradizione rurale. Elementi naturali come la quercia da sughero e la vite selvatica colonizzano gli spazi, richiamando i vigneti collinari. Dispone di 27 camere, una ampia sala lounge e una terrazza estiva.

 

Area lounge dell’Albergo Ascheri di Bra, con arredi in fibre intrecciate, ampie vetrate e soffitto con travi in legno a vista.
La lounge dell’Albergo Ascheri di Bra, caratterizzata da grandi vetrate, travi in legno e arredi dal gusto contemporaneo.

SPA Gallery, tre livelli dedicati al benessere e al relax

L’ultimo tassello dell’hotel è la SPA Gallery inaugurata nel 2022, aperta su prenotazione tutti i giorni anche per chi non soggiorna in albergo, e dislocata su tre livelli. Al primo piano si trova la palestra con attrezzi Technogym e un’area benessere con due saune (bio-sauna a 60° e sauna finlandese a 85°). Con docce emozionali e un solarium con vasca idromassaggio esterna accessibile tutto l’anno. Al pianterreno l’idromassaggio interno, un corner tisaneria, un bagno turco ovoidale e una sala massaggi offrono ulteriori spazi per il relax. Al sotterraneo, si trovano un percorso per il massaggio plantare con temperature alternate e una sala sensoriale con aromi, suoni e immagini per un’esperienza immersiva.

Info: www.ascherihotel.it

Botti in legno nelle Cantine Ascheri di Bra, utilizzate per l’affinamento dei vini.
Le botti delle Cantine Ascheri di Bra, storica realtà vinicola piemontese fondata nel 1880. © Cantine Ascheri.

Vinea Relais, via Torino 160, Dogliani (CN)

A pochi chilometri da Bra, ma sull’altro lato del Tanaro (quindi siamo nelle Langhe), Vinea Relais è una nuova country house nel cuore di una delle più apprezzate aree vinicole del Piemonte. Dogliani è famosa soprattutto per il Dolcetto, che qui si è conquistato la menzione Dogliani DOCG, ma non mancano belle etichette a base di uve Nebbiolo. Le dodici camere, dalle Classiche alle Junior Suite, sono state ricavate in quella che era una villa di campagna di fine Ottocento: ora sono circondate dai vigneti appena ripiantati, mentre la piscina riservata agli ospiti promette momenti di relax.

Esterno del Vinea Relais a Dogliani, nelle Langhe, con facciata chiara, logge ad arco e dettagli in mattoni.
Il Vinea Relais di Dogliani, country house immersa nel paesaggio delle Langhe. © Dario Bragaglia.

Cucina Decanto, una tavola che racconta il territorio

Al momento di mettersi a tavola non c’è la necessità di cambiare indirizzo. Il ristorante Cucina Decanto ricavato all’interno della struttura propone una cucina piemontese riletta con sensibilità contemporanea. Fra i piatti del nuovo chef Vincenzo Mignuolo ci sono gli immancabili ravioli del plin ai tre arrosti, la battuta di Fassona con Robiola di Roccaverano, i tajarin 40 tuorli, il risotto affumicato al fieno e un piatto molto interessante e non facile da trovare come l’anguilla scottata accompagnata da cuore di lattuga e aceto di albicocche. La torta di nocciole della tradizione di Langa accompagnata da un gelato all’albicocca è la chiusura più appropriata.

Info: www.vinearelais.com

 

Tajarin 40 tuorli conditi con ragù, serviti al ristorante Cucina Decanto di Dogliani e guarniti con erbe fresche
I tajarin 40 tuorli del ristorante Cucina Decanto di Dogliani, una delle proposte dello chef Vincenzo Mignuolo. © Dario Bragaglia.
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