Sulle tracce di Don Chisciotte: dai mulini a vento della Mancia ai palazzi storici di Almagro, un viaggio tra letteratura e architettura castigliana
Sulle tracce di Don Chisciotte scopriamo la Spagna più autentica: la regione Castiglia-La Mancia è situata nel cuore del paese iberico. Offre al visitatore grandiosi paesaggi naturali, piccole città d’arte e un’enogastronomia che accontenta tutti i gusti, dai ristoranti di alta cucina con la stella Michelin alle locande più semplici dove gustare piatti e vini regionali. Don Chisciotte sarà il nostro riferimento nell’itinerario, perché è in queste zone e, in particolare nella provincia di Ciudad Real, che Miguel de Cervantes fa vivere molte delle avventure (e disavventure) al suo personaggio. Una delle figure più famose e amate della letteratura di tutti i tempi.
A CAMPO DE CRIPTANA INCONTRIAMO DON CHISCIOTTE E SANCHO PANZA
Nel nord della Provincia, a Campo de Criptana sulla Sierra de los Molinos ci sono ancora i famosi mulini a vento che ispirarono a Cervantes alcuni capitoli del libro. Con protagonista il nobile cavaliere senza paura accompagnato dal fedele scudiero Sancho Panza. È su questa collina battuta dal vento e con un eccezionale panorama a 360 gradi, che Don Chisciotte scambia i mulini per dei giganti e vi si scaglia contro diventando l’immortale paladino delle cause perse.
ATMOSFERA MANCHEGA: TRA CASE BIANCHE, SILENZIO E VENTO TRA LE PALE DEI MULINI
I mulini più antichi, come il Sardinero, il Burleta e l’Infante risalgono al XVI secolo e conservano al loro interno il meccanismo originale che serviva per macinare i cereali. Dopo aver ascoltato le guide all’uscita vi potrà capitare di incontrare proprio Don Chisciotte e Sancho Panza. I due personaggi, impersonati da due attori, raccontano le surreali avventure della coppia picaresca. Il luogo è talmente ricco di fascino che realtà e finzione si confondono anche fra le stradine del villaggio sottostante. Le tipiche case mancheghe sono bianche con il basamento e l’inquadramento delle porte dipinto in una splendida tonalità di azzurro. Per scoprile basta percorre le stradine e le scalinate acciottolate in un silenzio rotto solo dal rumore delle pale dei mulini che cominciano a ruotare quando il vento si fa più intenso.
SAN CARLOS DEL VALLE, UN APERITIVO ALL’OMBRA DELLA GRANDE CHIESA
Qualche decina di chilometri più a sud scopriamo San Carlos del Valle un villaggio che si è meritato il titolo di “Piccolo Vaticano Manchego”. Il perché di questo soprannome lo si scopre da lontano, quando si scorge il profilo della enorme chiesa del SantÍsimo Cristo del Valle. La chiesa incombe sulle basse case di un borgo rurale che conta poco più di mille abitanti. Dall’aspetto barocco e neoclassico costruita fra il 1713 e il 1729 e poi restaurata in più occasioni, affaccia sulla bella e appartata Plaza Mayor. Qui si trovano anche l’Ayuntamiento, la casa comunale, e la Casa Grande de la Hospedería. Al fondo della piazza c’è l’Hospedería Santa Elena, un ristorante-bar con tavoli all’aperto, il posto ideale per un aperitivo quando, con il calare della sera, l’atmosfera si rinfresca. A disposizione di chi vuole fermarsi ci sono delle camere, per godere di una notte in questo posto incantato.
VERSO ALMAGRO, NEI TERRITORI DEI CAVALIERI DI CALATRAVA, PER IL FESTIVAL DEL TEATRO CLASSICO
Andando verso occidente si attraversa il cosiddetto Campo de Calatrava, un territorio che appartenne al più importante ordine monastico-militare della Spagna. Nato nel Medioevo con la finalità di combattere gli Arabi che controllavano la vicina Andalusia e che per secoli godette di grande potere nella zona, fino a che i beni dei cavalieri non vennero presi da Ferdinando il Cattolico, re di Castiglia. Le occasioni per una sosta sono molte: castelli e cittadine di grande importanza storica come El Viso del Marqués, Almuradiel e Calzada de Calatrava.
CALZADA DE CALATRAVA: IL BORGO NATALE DI PEDRO ALMODÓVAR TRA CINEMA E MEMORIA
Calzada de Calatrava è il paese natale di Pedro Almodovar che è rimasto molto legato alla sua regione di origine, tanto da esservi tornato per girare Volver (Tornare), il film del 2006 con Penélope Cruz e Carmen Maura. La nostra destinazione finale è Almagro, la storica città che fu il quartier generale dei cavalieri dell’Ordine di Calatrava e nel secolo XVIII fu anche capitale di tutta la provincia. Il periodo è quello giusto, perché dal 3 al 25 luglio è in programma il Festival del Teatro Classico, una rassegna di livello internazionale dedicata alle opere teatrali del Siglo de Oro. Chiese, chiostri, cortili, piazze diventano lo scenario dove compagnie spagnole e straniere fanno rivivere l’epoca di Lope de Vega, Tirso de Molina, Caldéron de la Barca.
Veduta rurale della Mancia, nel cuore della Spagna, con campi coltivati che si alternano a distese di erba secca e uliveti. Questa regione conserva un paesaggio autentico fatto di colline ondulate, terre rosse e una luce intensa che scolpisce i contorni della terra.
NEL CORRAL DE COMEDIAS SI FA TEATRO DA QUATTRO SECOLI
Non è un caso se Almagro, che fa parte dell’associazione dei Los pueblos más bonitos de España, i villaggi più belli di Spagna, sia la sede di questo importante festival. Nella splendida Plaza Mayor, caratterizzata da una lunga infilata di finestre incorniciate di verde, troviamo infatti l’ingresso al Corral de Comedias, la corte delle commedie, dove fin dal 1628, anno di costruzione, si continua a svolgere attività teatrale. Quello di Almagro è il più antico spazio dedicato all’arte scenica di questo tipo rimasto intatto e in uso fino ad oggi. Il Corral e Plaza Mayor, chiusa dal monumento dedicato a Diego de Almagro (conquistatore e condottiero del secolo XV), sono il centro del festival che però invade tutto il suggestivo centro storico della città.
IL RINASCIMENTO DI ALMAGRO: MECENATI, BANCHIERI E ARCHITETTURE RITROVATE
Da visitare il Palacio Fúcares che ci ricorda la ricchezza della città quando, dopo il declino dei Cavalieri di Calatrava in città si insediarono i rappresentanti dei Fugger e dei Welser, i potenti banchieri dell’imperatore Carlo V. Splendido anche il recente restauro del Palacio Marqueses de Torremejía, un edificio del XV secolo riportato agli antichi splendori dopo quattro anni di lavori grazie al mecenatismo dell’imprenditore messicano Mauricio Fernández Garza. Per trovare un’accoglienza nello spirito del Siglo de Oro si può far tappa nel Parador de Almagro ricavato nell’antico Convento di San Francesco. Nei patios, nelle stanze, nei corridoi arredati con mobili d’epoca, come da tradizione dei paradores, si respira tutta la grande storia passata nelle strade e nelle piazze di Almagro.
Il Palacio de los Marqueses de Torremejía, ad Almagro è un elegante esempio di architettura nobiliare castigliana del XVII secolo. La facciata è caratterizzata da finestre con grate in ferro battuto e un portale in pietra scolpita in stile barocco.
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