Forte dei Gavi
Forte dei Gavi

A Gavi, dove il Piemonte profuma di Liguria

La riapertura dell’imponente forte genovese è l’occasione per scoprire una terra di grandi vini e cibi d’eccellenza

Il Forte di Gavi è la porta che unisce tre regioni. Non lontano dal punto di incontro tra Piemonte, Liguria, Lombardia (l’Emilia è poco distante), domina da secoli uno dei principali corridoi di collegamento tra la pianura padana il Mar Ligure. Collocato nell’estremo sud della provincia di Alessandria, è infatti facilmente raggiungibile da Milano, Torino e Genova. Con il vantaggio di essere inserito in un contesto che ogni anno richiama milioni di visitatori, grazie alla presenza, a pochi chilometri, del Serravalle Designer Outlet.

Veduta aerea del Forte di Gavi, circondato dai boschi e dal paesaggio collinare dell’Alessandrino.
Il Forte di Gavi visto dall’alto, con le sue mura, i bastioni e gli edifici interni immersi nel paesaggio dell’Appennino piemontese. © MiC – Musei nazionali del Piemonte.

Da forte militare a contenitore culturale

Persa la sua funzione militare, oggi domina isolato e magnifico il paese di Gavi con una nuova vocazione di riferimento culturale per pubblici dai molteplici interessi. A quattrocento anni, dall’avvio del cantiere che, a partire dal 1626, trasformò l’antico castello medievale nella fortezza. Il Forte di Gavi ha appena riaperto al pubblico profondamente rinnovato e accessibile. Nuovi spazi museali, percorsi inclusivi, tecnologie digitali e aree finora inaccessibili aperte alla visita offrono al visitatore un’esperienza innovativa.

Veduta panoramica dal Forte di Gavi con torretta in mattoni, mura storiche e paesaggio collinare dell’Appennino.
Il panorama sull’Appennino e sul territorio circostante visto dall’alto del Forte di Gavi. © MiC – Musei nazionali del Piemonte.

Il nuovo volto del Forte

La trasformazione del Forte è il risultato di un percorso avviato nel 2022, sostenuto dal Ministero della Cultura attraverso diversi programmi di investimento e, negli interventi più recenti, dai finanziamenti del PNRR. Dal 2022 a oggi sono stati investiti oltre 4 milioni di euro in un progetto che ha interessato il complesso monumentale nel suo insieme. Oltre ad affrontare le principali criticità del sito: la sicurezza, l’accessibilità, la qualità dell’accoglienza, la manutenzione del patrimonio e l’adeguamento del percorso museale.

Installazione artistica site specific dai colori vivaci lungo la scala esterna di uno degli edifici storici del Forte di Gavi.
Una delle installazioni artistiche contemporanee allestite negli spazi del Forte di Gavi, in dialogo con l’architettura storica della fortezza. © Dario Bragaglia.

Un nuovo allestimento museale da scoprire in sicurezza

Il nuovo allestimento accompagna il visitatore lungo un racconto che intreccia architettura, storia e vita quotidiana della fortezza. Totem e leggii accessibili, progettati anche per persone ipovedenti o in carrozzina, affiancano il percorso con testi essenziali e strumenti di lettura immediati. Inoltre si trovano: un plastico del Forte e la riproduzione di un cannone seicentesco che possono essere esplorati anche attraverso il tatto, ampliando le possibilità di conoscenza del monumento. Accanto al racconto storico trovano spazio nuovi ambienti esperienziali che restituiscono la dimensione umana della fortezza.

Angusto passaggio interno in pietra del Forte di Gavi, con archi, gradini e aperture tra gli antichi ambienti della fortezza
Uno degli stretti passaggi interni del Forte di Gavi, un tempo utilizzati per collegare le celle dei detenuti agli altri ambienti della prigione.© Histouring

Dalla vita dei soldati all’apertura dell’Alto Forte

Il visitatore può entrare negli spazi dedicati alla vita dei soldati, osservare la ricostruzione del loro giaciglio, ascoltare i suoni della ronda notturna, immergersi nell’atmosfera delle antiche celle. In prastica seguire l’evoluzione del complesso, dal castello medievale alla fortezza moderna fino al suo utilizzo come carcere. Un percorso pensato per rendere più leggibili ambienti che, fino ad oggi, affidavano il proprio racconto quasi esclusivamente alla forza dell’architettura. Tra le novità più significative, l’apertura dell’Alto Forte, resa possibile grazie agli interventi di messa in sicurezza che consentono oggi, per la prima volta, di accedere a una parte del complesso rimasta finora esclusa dal percorso di visita.

Il ricordo dei prigionieri e le mostre d’arte

Nel corso della seconda guerra mondiale il Forte diventò luogo di detenzione. Soprannominato dagli stessi prigionieri come “Bad Boys Camp”, era riservato agli ufficiali britannici che avevano già tentato la fuga da altri campi, e che erano considerati particolarmente difficili da sorvegliare. Tra i detenuti più celebri figuravano David Stirling, fondatore dello Special Air Service (SAS) e Jack Pringle, maggiore dell’VIII Reggimento degli Ussari Reali Irlandesi. Quest’ultimo fu protagonista di un rocambolesco tentativo di evasione che lo stesso militare inglese, con l’ausilio dell’intelligenza artificiale, racconta in un filmato visibile in una delle postazioni multimediali.

Dettaglio di un’installazione artistica contemporanea dai colori vivaci, con forme geometriche e un volto stilizzato
Particolare dell’installazione site specific di Truly Design realizzata negli spazi del Forte di Gavi. © Truly Design.

Arte contemporanea e poesia al Forte

L’arte contemporanea entra negli spazi del Forte con tre installazioni site specific, pensate per dialogare con l’architettura e la memoria della fortezza. La prima edizione di Fortissima Parade – Special Art riunisce i progetti di IDEM Studio, Truly Design e Maya Zignone, inaugurando una nuova rassegna –  fino al 4 ottobre 2026 – destinata a intrecciare arti visive, performance, musica, reading teatrali e cinema. Un programma che nasce con l’obiettivo di aprire il Forte al confronto con i linguaggi del presente, costruendo nel tempo un calendario sempre più ricco, grazie al coinvolgimento di artisti e realtà culturali del territorio. Il nuovo percorso espositivo offre anche un dialogo tra arte contemporanea e letteratura con la mostra Fammi un quadro del sole. Omaggio a Emily Dickinson. Quattro artistiMatilde Domestico, Floriana Porta, affiancate dalla partecipazione di Alberto Casiraghy e Nicolò Tomaini – rileggono l’universo poetico della scrittrice americana nel 140 esimo anniversario della morte con installazioni, libri d’artista, acquerelli e opere site specific.

Filari di vigneti sulle colline di Gavi, circondati da boschi e vegetazione verde sotto un cielo azzurro.
I vigneti del territorio di Gavi, dove nasce il Gavi DOCG, si estendono tra colline e boschi dell’Alessandrino.

Un paesaggio ricco di vigneti e di boschi

Il recupero del vigneto storico sul Bastione San Tommaso, realizzato in collaborazione con i Produttori del Gavi e con la supervisione del Consorzio Tutela del Gavi, rafforza il dialogo tra il monumento e il paesaggio che lo circonda. Un modo per valorizzare una presenza storicamente documentata all’interno della fortezza. Intorno al Forte si sviluppa infatti un territorio ricco di attrattive, dove cultura, natura ed enogastronomia si intrecciano in modo complementare. Il comprensorio del Gavi è conosciuto a livello internazionale per la produzione del Gavi DOCG, una delle denominazioni più prestigiose del panorama vitivinicolo italiano. Un vino che oggi è prodotto in oltre 13 milioni di bottiglie esportate al 91% in oltre 100 paesi nel mondo.

Tra i vigneti del Gavi e i sapori liguri

Dall’alto del forte si scopre un territorio dove i filari si alternano ai boschi, le valli ai colli. Un paesaggio che invita a scoprire osterie e ristoranti tra i vigneti per brindare con un calice di Gavi abbinandolo al pesce e alla cucina ligure. Perché l’Oltregiogo, ovvero l’antico entroterra che è appartenuto alle signorie di Genova per cinquecento anni, profuma di Piemonte, ma sa di mare.

Bottiglie di Gavi DOCG disposte in cassette di legno con paglia.
Alcune bottiglie di Gavi DOCG, il vino bianco simbolo del territorio, prodotto da uve Cortese

I piatti tipici da abbinare a un calice di Gavi DOCG

Sono il vento marino che soffia dalla Liguria e il clima dell’Appennino che rendono speciale quest’angolo di Piemonte. Qui nasce un vino che parla di territorio: fresco, intensamente profumato, con persistenze di note terziarie e minerali. La presenza di un grande bianco in una regione di straordinaria qualità per i vini rossi rivela il profondo legame che la terra del Gavi ha sempre avuto con la Repubblica di Genova. Oggi ancora presente nelle ricette tipiche a base di carni bianche, pesce, verdure, pasta fresca e nei prodotti “must” del territorio: come la Testa in Cassetta e i famosi ravioli. Tradizionalmente preparati con carni bovine e suine, uova, formaggio, borragine e scarola, i ravioli di Gavi si presentano con una sfoglia sottile e gustosa: a tavola si servono al “tocco”, il locale sugo di carne, in scodella al vino e “a culo nudo”, cioè solo schiumati, senza condimenti. Si chiude con i tradizionali amaretti accompagnati dallo zabaione.

Raviolo di Gavi condito con sugo di carne, sollevato da una forchetta sopra un piatto di ravioli
I tradizionali ravioli di Gavi, preparati con una sfoglia sottile e serviti con il tipico sugo di carne.

Info

Forte di Gavi, via al Forte 14, Gavi (AL) www.museipiemonte.cultura.gov.it; tel. 0143 643554

drm-pie.gavi@cultura.gov.it

Consorzio Tutela del Gavi, Via Mameli 173, Gavi (AL), www.consorziogavi.com  info@consorziogavi.com

Facciata di Villa Pomela a Novi Ligure, circondata da un ampio giardino con alberi secolari
Villa Pomela, relais di charme alle porte di Novi Ligure, immerso in un grande parco. © Dario Bragaglia.

Dove dormire

 Villa Pomela, via Serravalle, 69 ; Novi Ligure; www.pomela.it

A pochi km da Gavi, un relais di charme con un magnifico giardino. In origine era una villa del XVII secolo, residenza della nobildonna Giovanna Pomela Tassisto. Restaurato a fine ‘800 secondo i dettami dello stile Liberty dall’architetto milanese Rovelli, il relais elegante ed esclusivo accoglie gli ospiti dal 1994.

Amaretti di Gavi ricoperti di zucchero a velo, serviti con una ciotola di zabaione.
I tradizionali amaretti di Gavi accompagnati dallo zabaione, serviti all’Osteria Piemontemare. © Dario Bragaglia.

Dove mangiare

 Osteria Piemontemare, Vico Rose 2R; www.ghiovini.it

In un suggestivo vicolo del centro storico, l’osteria dell’azienda vinicola condotta da Roberto Ghio è il posto giusto per provare alcune delle specialità territoriali. Dalla testa in cassetta alla torta di riso, dai corzetti novesi, al ravioli di Gavi alla moda di Bosio. Da accompagnare con i vini dell’azienda fra cui spicca il Gavi Riserva Vigna Le Zucche.

Cantine del Gavi, via Goffredo Mameli, 69 ; www.ristorantecantinedelgavi.it

Palazzo Mazzarello si affaccia su quella che un tempo era la strada maestra di Gavi. Uno dei palazzi nobiliari che nascondono sale affrescate o dalle volte a botte, cappelle private e giardini segreti. In questi ambienti unici si gustano piatti che fondono tradizioni liguri, emiliane e piemontesi.

La quaglia marinata, il risotto al Gavi con Parmigiano stagionato 40 mesi e i bottoni di ombrina con erbette e ciuppin sono solo alcune delle proposte che raccontano l’identità della cucina.

 

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