Rovine della Cattedrale di Zvartnots in Armenia, con antiche colonne e archi in pietra sotto un cielo azzurro.
Rovine della Cattedrale di Zvartnots in Armenia, con antiche colonne e archi in pietra sotto un cielo azzurro.

Armenia, viaggio nel cuore più autentico del Caucaso

L’autunno, lungo, mite e soleggiato, è uno dei periodi più gradevoli per visitare l’Armenia. È anche la stagione del vino e dell’uva. L’Areni Wine Festival, il più importante di questo genere, si svolgerà quest’anno il 3 ottobre proprio nel villaggio di Areni, la culla del vino armeno. Il festival valorizza i vitigni autoctoni attraverso degustazioni, presentazioni delle cantine, musica tradizionale, mercatini artigianali e la popolare gara di pigiatura dell’uva.

Tagliere con formaggi e salumi locali, frutta fresca, frutta secca e confetture, accompagnato da un calice di vino bianco
Formaggi e salumi locali accompagnati da frutta, frutta secca e confetture, per una degustazione dei sapori armeni. © Dario Bragaglia.

Vayots Dzor, la culla del vino più antico del mondo

Nel 2011 in una grotta di Vayots Dzor, la regione circostante, sono state ritrovate tracce della lavorazione dell’uva risalenti a 6.100 anni fa. In pratica si tratta della più vecchia cantina del mondo. Nell’area sono stati rinvenuti anche altri importanti reperti utili agli storici per ricostruire usi e costumi delle popolazioni locali. Ad esempio quella che viene considerata la più antica scarpa in pelle del mondo perfettamente conservata, risalente a 5.500 anni fa.

Giardino della Van Ardi Winery in Armenia, con pergolato in legno, vigneti e installazioni decorative.
Gli spazi esterni della Van Ardi Winery, boutique winery immersa nelle colline di Aragatsotn, nei dintorni di Yerevan. © Dario Bragaglia.

Una moderna cantina vicino a Yerevan

Nuove e moderne aziende vinicole si trovano anche nei dintorni della capitale Yerevan, che è il punto di approdo dall’Italia (circa 4 ore di volo da Milano, Roma, Venezia e altri aeroporti con Wizz Air www.wizzair.com ). La Van Ardi è una moderna boutique winery. Nascosta fra le colline vulcaniche di Aragatsotn, a oltre mille metri di altitudine, è un altro indirizzo adatto per iniziare la conoscenza del vino armeno. L’azienda è nata dal sogno e dalla passione di Varuzhan Mouradian che nel 2008 ha deciso di lasciare Los Angeles per dedicarsi alla produzione di vino nella terra degli antenati. Così, con la moglie e i quattro figli, si è lanciato in una nuova avventura che lo ha portato a diventare uno dei protagonisti della moderna rinascita dell’enologia armena. Coltivazione biologica, valorizzazione delle varietà locali di uva sono alcune delle parole d’ordine di Van Ardi, dove si possono trascorrere alcune ore o un’intera giornata per vivere diverse esperienze: scoperta dei vigneti, della cantina, degustazioni di vini e di piatti locali. (www.vanardi.com)

Tempio di Garni in Armenia, edificio di epoca ellenistica con colonne in pietra, circondato dal verde.
Il Tempio di Garni, uno dei simboli dell’Armenia precristiana e tra i monumenti più suggestivi del Paese. © Dario Bragaglia.

Templi pagani e monasteri cristiani

Dopo questo primo approccio di carattere omico, sempre utile per entrare in contatto con una nuova destinazione, siamo pronti a scoprire la plurimillenaria cultura armena. Il tempio di Garni, una trentina di chilometri a sud-est di Yerevan, è il simbolo dell’Armenia pre-cristiana, oltre ad essere una delle sue attrazioni più iconiche. È l’unico tempio pagano ad essere sopravvissuto all’avvento del Cristianesimo nel IV secolo dopo Cristo: l’Armenia fu infatti il primo paese ad adottare il Cristianesimo come religione di Stato nel 301 d.C.

Antiche decorazioni scolpite nella pietra del Monastero di Geghard, in Armenia, con figure animali e motivi simbolici.
Particolare delle antichissime decorazioni in pietra del Monastero di Geghard, uno dei luoghi di culto più suggestivi dell’Armenia. © Dario Bragaglia.

Geghard, il Monastero scavato nella roccia

Siamo nella regione di Kotayk contraddistinta da altopiani montuosi e profonde gole, che si alternano a valli più verdi. A poca distanza da Garni il Monastero di Geghard risale al IV secolo ed è un insieme affascinante di antichissimi e bui ambienti di culto dove ancora oggi i fedeli amano recarsi per accendere candele votive. Le antiche tombe parzialmente scavate nelle pareti di roccia completano uno scenario di grande bellezza protetto dall’UNESCO.

Lago Sevan in Armenia, con le acque azzurre circondate da montagne verdi e vegetazione.
Il Lago Sevan, uno dei paesaggi più suggestivi dell’Armenia, circondato dalle montagne del Caucaso. © Dario Bragaglia.

L’occhio azzurro dell’Armenia: un grande lago a quasi 2000 metri di altitudine

 Saliamo adesso verso il grande Lago Sevan: situato a 1.900 metri di altitudine è il più grande specchio d’acqua del Caucaso. Qui l’ambiente è più verde e diventa di carattere alpino. Tutta l’area, molto adatta ad attività di trekking e ad altre attività sportive, è protetta dal Sevan National Park, uno dei quattro parchi nazionali dell’Armenia. Per scoprire un’altra tradizione ancora viva nelle montagne armene raggiungiamo il villaggio di Artsvakar dove la famiglia Mikayelyan alleva animali e produce latte e formaggi. Visitiamo le cantine di affinamento, dove maturano i formaggi “al vino” e quelli “al brandy”. Al termine del tour ci sarà tempo per una degustazione delle varie tipologie di formaggio e trascorrere un po’ di tempo in questo luogo tranquillo, dall’atmosfera familiare.

Bottiglia di Ararat Brandy 10 Years accanto a un bicchiere da degustazione con il celebre distillato armeno.
Ararat Brandy, uno dei distillati simbolo dell’Armenia, qui nella versione invecchiata 10 anni. © Dario Bragaglia

Ararat Brandy, il distillato simbolo dell’Armenia

Il Brandy Armeno è uno dei prodotti più famosi ed esportati della nazione caucasica. La tradizione risale al 1887 quando a Yerevan venne fondata la prima distilleria. Nel corso dei decenni, anche nel periodo sovietico, la fama di questo liquore che si ricava dalle varietà locali di uva Voskehat e Kangun, continuò ad aumentare. Si racconta che Winston Churchill venne omaggiato di bottiglie di Ararat Brandy durante la conferenza di Yalta e in seguito ne divenne un fedele consumatore. La visita della Yerevan Brandy Factory che comprende il tour del museo e le degustazioni è ancora oggi una delle maggiori attrazioni della capitale armena.

Rovine della Cattedrale di Zvartnots in Armenia, con antiche colonne e archi in pietra sotto un cielo azzurro.
Le rovine della Cattedrale di Zvartnots, uno dei più importanti siti archeologici dell’Armenia e patrimonio UNESCO. Foto: Dario Bragaglia.

La lunga tradizione cristiana dell’Armenia

I vecchi monasteri e le antichissime chiese cristiane, spesso posizionate in splendidi contesti naturali, catturano gli occhi del visitatore. Impossibile non citare le rovine della Cattedrale di Zvartnots, altro sito UNESCO. Zvartnots fu costruita fra il 642 e il 653 d.C. La visita nelle giornate serene offre l’impressionante sfondo dell’Ararat (5.137 metri). La montagna dove secondo la tradizione si posò l’Arca di Noè è molto cara al popolo armeno, ma oggi si trova in territorio turco.

Candele votive accese all’interno del Monastero di Geghard, in Armenia, durante un momento di preghiera e devozione
Un momento di devozione all’interno del Monastero di Geghard, dove ancora oggi i fedeli accendono candele votive. © Dario Bragaglia.

Alle radici del cristianesimo armeno

Poco distante, Etchmiadzin è la città sacra dell’Armenia: la chiesa principale del complesso religioso, costruita a partire dal V secolo, è considerata la più antica cattedrale del mondo. Sono due tappe suggerite sulla strada del ritorno verso Yerevan, per scoprire le radici profonde di questa piccola nazione che fa da ponte fra l’Europa e l’Asia e difende le sue tradizioni cristiane.

Cattedrale di Etchmiadzin in Armenia, con il campanile in pietra finemente decorato e la cupola sormontata dalla croce.
Etchmiadzin, città sacra dell’Armenia e cuore spirituale della Chiesa apostolica armena, con il complesso della sua antica cattedrale. © Dario Bragaglia.

Sevanavank, il monastero sospeso sul Lago Sevan

Non fa eccezione il monastero di Sevanavank (IX secolo) affacciato sul Lago Sevan. È una popolare destinazione turistica locale, soprattutto in estate, quando si sfugge dal caldo per salire in montagna in cerca di aria più fresca. Dalle sponde ci si riempie gli occhi con gli spettacolari colori delle acque in cui si specchiano le verdeggianti montagne circostanti. Basterà superare l’affollata area con bar, ristoranti, bancarelle di souvenir e salire verso le antiche chiese dei santi Apostoli e della Vergine Santissima per ritrovarsi in ambienti più solitari che rimandano all’atmosfera mistica delle origini.

Strada del centro storico di Dilijan, in Armenia, con edifici tradizionali in pietra e legno restaurati e circondati dal verde.
Il centro storico di Dilijan, accuratamente restaurato, conserva edifici tradizionali in pietra e legno che raccontano l’architettura armena del XIX secolo. © Dario Bragaglia.

Dilijan, la perla turistica circondata da foreste e montagne

La discesa nella verde valle del fiume Aghstev ci conduce verso Dilijan, la più importante località della regione di Tavush, considerata la “Svizzera Armena”. Come suggerisce il nome siamo al centro di un’area di montagne coperte di foreste: il posto ideale, in questo periodo dell’anno, per godere del foliage e intraprendere belle escursioni all’interno del Dilijan National Park.

 

Gioielli artigianali in metallo lavorato raccolti in una scatola, espressione della tradizione orafa armena.
La tradizione artigianale armena è ancora molto viva: nella foto, gioielli femminili finemente lavorati. © Dario Bragaglia.

Sharambeyan Street, il cuore storico di Dilijan

La parte storica della cittadina, in particolare Sharambeyan Street, è stata accuratamente restaurata, dando valore alle architetture del XIX secolo che ora ospitano piccoli boutique hotel, come la Tufenkian’s Ananov Guest House, attività artigianali, ristoranti (Old Dilijan’s Haykanoush Restaurant). Qui si scoprono le più antiche tradizioni dell’Armenia: la scultura delle croci di pietra o “khachkars”, la fabbricazione del duduk, un piccolo fluato ricavato dal legno di albicocco che è considerato uno più arcaici strumenti a fiato. Per la particolarità del suono è stato utilizzato nelle colonne sonore di film di grande successo come Il Gladiatore, Le cronache di Narnia e anche Games of Thrones.

Dettaglio di una decorazione armena scolpita nella pietra, con motivi geometrici, figure umane e simboli religiosi.
La lavorazione della pietra a scopi religiosi vanta in Armenia una tradizione millenaria, testimoniata da raffinati motivi ornamentali e simbolici. © Dario Bragaglia.

Info: www.armenia.travel

Per approfondire: Guida Verde Armenia di Nadia Pasqual (con un racconto inedito di Antonia Arslan), Touring Club Italiano, 2026

 

 

 

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