Locandina della Nuit de la Rive Gauche 2026 a Venezia, in programma il 30 ottobre nei sestieri di Santa Croce e San Polo, con mappa degli spazi espositivi e ingresso gratuito.
Locandina della Nuit de la Rive Gauche 2026 a Venezia, in programma il 30 ottobre nei sestieri di Santa Croce e San Polo, con mappa degli spazi espositivi e ingresso gratuito.

La Nuit de la Rive Gauche: Venezia apre le porte all’arte

Venerdì 30 ottobre, dalle 18 alle 21, dieci luoghi d’arte nei sestieri di San Polo e Santa Croce accoglieranno il pubblico per la terza edizione dell’iniziativa promossa dalla Fondation Valmont

Venezia si prepara a vivere una serata speciale all’insegna dell’arte. Venerdì 30 ottobre torna “La Nuit de la Rive Gauche” , l’iniziativa promossa dalla Fondation Valmont che, dalle 18 alle 21, offrirà l’occasione di visitare dieci luoghi dedicati alla creatività nei sestieri di San Polo e Santa Croce. Del resto Venezia è una città che non si lascia scoprire al primo sguardo. È quella nascosta dietro i portoni dei palazzi, nelle sale di antiche dimore, negli atelier dove gli artigiani continuano a custodire mestieri preziosi. Una città che, quando scende la sera e il rumore dei visitatori si attenua, sembra ritrovare la propria anima più autentica. E se, per una notte, quei portoni si aprissero tutti insieme?  La manifestazione giunta alla terza edizione invita a scoprire una Venezia meno conosciuta.  Un  itinerario che comprende palazzi storici, gallerie, fondazioni e atelier artigianali. Un percorso dove pittura, scultura, design e antichi savoir-faire dialogano con il patrimonio architettonico della Serenissima.

Didier Guillon, presidente del Gruppo Valmont, all’interno di Palazzo Bonvicini a Venezia, sede della Fondation Valmont.
Didier Guillon a Palazzo Bonvicini, nel cuore di Venezia, dove arte e cultura si incontrano grazie alla Fondation Valmont.

Didier Guillon e Fondation Valmont: un legame speciale con Venezia

La manifestazione nasce dal profondo legame che unisce Didier Guillon, presidente del Gruppo Valmont, alla città lagunare. Un rapporto coltivato attraverso la Fondation Valmont, istituita nel 2015 per sostenere gli artisti emergenti e promuovere l’arte in tutte le sue espressioni. Il cuore delle attività veneziane è Palazzo Bonvicini, sede della fondazione, trasformato in uno spazio culturale aperto a mostre, incontri, proiezioni e iniziative che avvicinano il pubblico al mondo dell’arte. «Da oltre 10 anni abbiamo scelto di prendere un impegno importante e duraturo con la città di Venezia e con l’universo culturale ed artistico veneziano – dichiara Didier Guillon, Presidente e Direttore Artistico del Gruppo Valmont -.  Palazzo Bonvicini, The Intimate Museum, è oggi uno luogo permanente di produzione culturale dove turisti ma anche veneziani possono ammirare l’arte ed il bello in tutte le sue forme. Dove l’arte incontra la bellezza e dove è possibile non solo visitare una mostra ma incontrare artisti. Assistere ad una proiezione cinematografica, fare meditazione e partecipare a seminari ed eventi. Nel nuovo concept store filantropico La Bottega è possibile acquistare opere degli artisti sostenuti dalla fondazione ed i proventi andranno a sostegno di opere locali di restauro e beneficenza».

Dieci luoghi da scoprire in una notte

La Nuit de la Rive Gauche coinvolge dieci realtà culturali, ciascuna con una propria identità e una diversa proposta artistica. Dalle interpretazioni femminili del mito di Penelope alle sculture di Kiki Smith. Dalle sperimentazioni artistiche alle tecniche del ricamo d’alta moda. Il programma offre uno spaccato della ricchezza creativa che anima Venezia.

Interno de La Bottega della Fondation Valmont a Venezia, con lampade sospese intrecciate, un grande dipinto astratto e una scultura dorata raffigurante un volto.
La Bottega, il concept store filantropico della Fondation Valmont a Palazzo Bonvicini, dove arte e solidarietà si incontrano. © Fondation Valmont

Fondation Valmont PENELOPE. Her Journeys

Penelope era una tessitrice visionaria che trasformò l’unica forma di espressione concessa alle donne in un atto di resistenza. Lontana dall’attendere passivamente il ritorno del marito, usò il suo telaio per sovvertire l’ordine costituito. Affermando il controllo sul proprio tempo e sul proprio destino. La mostra Penelope. Her Journeys, restituisce la sua storia ponendo la voce femminile al centro. Per le artiste Gayle Chong Kwan, Stephanie Blake e Kimiko Yoshida, Penelope non è un simbolo di obbedienza, ma una donna in cerca di libertà, di spazio creativo e di identità. Un’artista che trasforma la vita in linguaggio. Le loro interpretazioni rivelano una figura sfaccettata, la cui lotta rispecchia quella di molte donne e artiste di oggi. In questo racconto, le mura di Palazzo Bonvicini non sono più un vincolo domestico, ma un luogo di potere creativo. Penelope non tesse più in silenzio; parla, agisce e plasma il proprio mito. Una nuova mitologia che risuona con le voci di tutte le donne.

Fondazione dell’Albero d’Oro Patrick Saytour. Le pli et le temps / La piega e il tempo

Palazzo Vendramin Grimani presenta la prima mostra in Italia dedicata a Patrick Saytour, in dialogo con l’opera di Piero Manzoni attorno ai temi del gesto, della materia e del tempo. Curata da Daniela Ferretti, l’esposizione mette in relazione le opere dell’artista con la storia e gli spazi del palazzo veneziano. Il progetto prosegue la ricerca della Fondazione dell’Albero d’Oro, concentrandosi sulla piega come metafora di complessità e imperfezione. La mostra è realizzata in collaborazione con Ceysson & Bénétière.

Sculture di Kiki Smith raffiguranti figure femminili e agnelli, esposte in una galleria veneziana con pareti bianche e travi in legno a vista
Le sculture di Kiki Smith alla Galleria Lorcan O’Neill di Venezia esplorano il rapporto tra essere umano, natura e vulnerabilità. © Kiki Smith

Galleria Lorcan O’Neill Kiki Smith

Una selezione di opere di Kiki Smith riunisce sculture in bronzo a grandezza naturale raffiguranti figure femminili e agnelli. Attraverso questi incontri silenziosi e simbolici, Smith esplora la relazione tra il mondo umano e quello naturale. Affronta temi quali la cura, la vulnerabilità, la spiritualità e la trasformazione. Le opere compongono un paesaggio intimo, quasi pastorale, sospeso tra mito e realtà.

JOYSTICK Such a Fever: I Can’t Stop Living / Che febbre: non riesco a smettere di vivere

Curata da Mara Sartore, la mostra esplora il territorio condiviso tra due linguaggi artistici distinti. Accomunati da una profonda attenzione alla fragilità, alla memoria e ai modi sottili in cui i materiali possono farsi portatori di esperienza emotiva. Piuttosto che costruire un dialogo attraverso affinità formali, il progetto nasce da un comune paesaggio emotivo. Entrambi gli artisti lavorano con presenze fragili, narrazioni sospese e materiali ordinari capaci di custodire memoria, affetto e vulnerabilità. Le loro opere raramente si impongono allo sguardo. Al contrario richiedono una forma di attenzione più lenta, in cui ciò che appare quasi impercettibile diventa il centro dell’esperienza. La mostra si sviluppa come un paesaggio più che come una sequenza di opere individuali. Disegni emergono dal legno e dalla grafite come apparizioni botaniche. Piccoli interventi scultorei, testi manoscritti e composizioni sonore abitano lo spazio con pari importanza.

Lunardelli Venezia

Lunardelli Venezia è un atelier nel cuore di Venezia dove la tradizione artigiana incontra il design contemporaneo. Nato dall’esperienza di Lunardelli Est. 1967, il brand reinterpreta il legno e altri materiali della tradizione veneziana per creare oggetti e complementi d’arredo ispirati alla città, alla laguna e alla sua architettura. Nel corso della Nuit de la Rive Gauche, l’atelier apre le sue porte per raccontare da vicino questo dialogo tra materia, creatività e savoir-faire italiano. Un’occasione per scoprire le collezioni, conoscere la storia di Lunardelli Venezia e incontrare un luogo dove il lavoro artigianale continua a trasformarsi attraverso il design.

Salone VerdeMatriclysm: An Archaeology of Connections Lost

E’ una mostra personale di Jewel, presentata in collaborazione con il Crystal Bridges Museum of American Art e curata da Joe Thompson, direttore fondatore di MASS MoCA. Riunendo scultura, pittura, suono, luce e opere basate sui dati, la mostra esplora cosa accade quando perdiamo la relazione con noi stessi, con gli altri e con il mondo naturale. Al centro del progetto si trova una domanda che attraversa l’intera pratica di Jewel: in che modo ciò che ci circonda modifica ciò che accade dentro di noi?

Interno della libreria Rupture Arts & Books a Venezia, con tavoli ricchi di libri d'arte, scaffali alle pareti e travi in legno a vista
Rupture Arts & Books, la libreria veneziana di Alexandre Sap, dove editoria, arte e cultura si incontrano. © Rupture Arts & Books

Rupture Venice: dalla Giudecca a Santa Croce, una libreria diventa una piattaforma editoriale

Rupture di Alexandre Sap si è trasferita nel distretto museale di Venezia, ampliando le proprie attività attraverso l’editoria, le mostre e le collaborazioni internazionali. Al contempo continua a considerare i libri come oggetti di ricerca più che di vendita. Tre anni dopo l’apertura della sua prima libreria veneziana alla Giudecca, Rupture si è trasferita nel centro storico di Venezia. La nuova sede, nel sestiere di Santa Croce, nei pressi della fermata del vaporetto San Stae, rappresenta molto più di un semplice cambio di indirizzo. Il progetto si amplia, trasformandosi da libreria indipendente in una piattaforma che riunisce, all’interno di un unico spazio, editoria, mostre. Un’interessante produzione editoriale e importanti collaborazioni internazionali.

Interno dello spazio Le Minor, con un antico armadio in legno intagliato che custodisce tessuti colorati, accessori artigianali e oggetti decorativi.
L’arte tessile di Maison Le Minor, tra ricami, tessuti e savoir-faire artigianale. © Le Minor

Le Minor L’arte del ricamo Cornely guidato a mano

La tecnica del ricamo Cornely guidato a mano è stata inventata in Francia alla fine del XIX secolo. Utilizzando un’impugnatura fissata sotto la macchina, la ricamatrice guida manualmente l’uncinetto che crea il punto a catenella. Utilizzata dalle maison di alta moda, questa forma artistica di ricamo richiede tutta la maestria della ricamatrice, che deve seguire con precisione il contorno del disegno. Formate per diversi anni all’interno dei nostri atelier, le ricamatrici di Maison Le Minor preservano questa tradizione artigianale ai massimi livelli. Una vera e propria arte decorativa al servizio di creazioni tradizionali e contemporanee.

Donna bionda di spalle, con abito bianco, davanti a un'enorme nube a fungo illuminata dai bagliori di un'esplosione
Love You to Death di Maggie Hall, un’opera dedicata all’amore, alla perdita e alla fragilità dell’esistenza. © Maggie Hall

Ryan Green (Palazzo Priuli Bon) Maggie Hall: Love You To Death

Love You to Death segna la prima presentazione in Italia dell’artista canadese Maggie Hall e si sviluppa in due sedi veneziane: Palazzo Priuli Bon e Domus Civica. Attingendo al linguaggio visivo della Pop Art e della cultura contemporanea dell’immagine, Hall combina pittura, testo e neon con humour nero e un’esperienza profondamente personale. Le sue opere, meticolosamente costruite, esplorano l’amore, la perdita e il modo complesso in cui affrontiamo la consapevolezza che tutto ciò a cui teniamo è destinato a finire.

Zolforosso

Zolforosso è un artist-run studio nato a Venezia nel 2017, uno spazio aperto al confronto e alla sperimentazione, che nel tempo ha assunto la forma di laboratorio, associazione e spazio espositivo. Oggi zolforosso si articola in tre spazi ed è vissuto complessivamente da 15 artistə e curatorə. Dstribuitə in due atelier: uno nel centro storico di Venezia, a Santa Croce, e l’altro a Mestre, in Viale San Marco. Oltre a un Terzo Spazio, dedicato alla ricerca, sperimentazione e alla condivisione. All’interno dello studio veneziano, le ricerche delle artiste Giulia Maria Belli, Caterina Casellato, Lena Melis Koneberg, Valeria Pin e Cristina Porro si sviluppano attraverso pratiche e linguaggi differenti, interrogando la produzione artistica contemporanea.

Maggiori informazioni sono disponibili presso il sito della Fondation Valmont

 

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