Lipoproteina e prevenzione
Lipoproteina e prevenzione

Lipoproteina(a): il marcatore ignorato che salva il cuore

Saper riconoscere e trattare la Lp(a) è essenziale, nuove terapie sperimentali promettono di abbassarne i livelli e migliorare la prevenzione cardiovascolare

È considerata così importante da avere una giornata mondiale dedicata: il 24 marzo si celebra infatti la Giornata della Lipoproteina(a), o Lp(a). E’, infatti, cruciale sensibilizzare la collettività su uno dei fattori di rischio cardiovascolare ancora troppo trascurato. Secondo studi recenti, livelli superiori a 50 mg/dl aumentano significativamente il rischio di infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari. La Lp(a) è una variante di lipoproteina prodotta dal fegato, responsabile del trasporto del colesterolo nel sangue. Misurarla può fare la differenza nella prevenzione, permettendo di identificare i soggetti a rischio e personalizzare le terapie.

Confronto tra particelle LDL-C e Lp(a): entrambe presentano la proteina apo(B), ma la Lp(a) include anche una catena colorata di proteine apo(a) legate esternamente
Struttura comparativa tra il colesterolo LDL-C e la lipoproteina(a): la Lp(a) si distingue per la presenza della proteina aggiuntiva apo(a),

PERCHÉ È IMPORTANTE

«Studi recenti mostrano che livelli elevati di Lp(a) possono aumentare del 20% il rischio di infarti o ictus. Che possoo aggiungersi ai fattori di rischio tradizionali, come: pressione alta, stress, fumo, diabete e stile di vita scorretto. Per questo motivo, il suo dosaggio nel sangue andrebbe valutato per una corretta definizione del livello di rischio», commenta il dottor Claudio Bilato, Direttore della cardiologia degli ospedali dell’ovest Vicentino e professore a contratto alla Scuola di specializzazione in malattie dell’apparato cardiovascolare all’università di Padova. Da un punto di vista epidemiologico, le donne over 50 presentano maggiori concentrazioni di Lp(a), pari a circa il 17% in più rispetto agli uomini, aumento che in genere coincide con la menopausa. Anche la terapia sta facendo passi avanti nello sviluppo di cure per ridurre i livelli di Lp(a). Molecole appartenenti alla classe degli ASO e siRNA sono in fase di sperimentazione clinica per valutarne l’efficacia. Tra queste: pelacarsen, un oligonucleotide antisenso in fase III di sperimentazione clinica che sta dando risultati promettenti.

Illustrazione digitale del cuore umano, con sfondo astratto blu e rosso che rappresenta la circolazione sanguigna e il contrasto tra ossigenazione e rischio cardiovascolar
Rappresentazione stilizzata del cuore umano: al centro della salute cardiovascolare, è l’organo più esposto ai rischi legati a elevati livelli di Lp(a) e altri fattori ematici.

NON SOLO LP(A)

Ma oltre alla Lp(a) ci sono altri fattori nel sangue che predispongono a infarto e ictus. Vediamo quali sono.

  • I grassi

È stato dimostrato che elevati livelli di grassi nel sangue (colesterolo e trigliceridi) sono pericolosi per la salute, perché fanno aumentare il rischio di malattie a carico del cuore, dei vasi e del cervello.

  • L’omocisteina

Se presente in quantità elevata, questo aminoacido si concentra nel sangue. Il suo eccesso può essere dovuto a varie cause, come carenza di vitamine del gruppo B, mutazioni genetiche presenti già dalla nascita, stile di vita scorretto e insufficienza renale.

  • L’acido urico

Un suo eccesso può derivare da una scarsa funzione cardiaca o da una dieta ricca di pesce, frutti di mare, frattaglie e legumi. Quando è presente in quantità elevate, si deposita nei vasi sanguigni sotto forma di cristalli, favorendo placche aterosclerotiche e aumentando il rischio di infarto, ictus, ipertensione, diabete e ipertrigliceridemia.

CHE COSA FARE

Per mantenere il cuore e l’apparato circolatorio in buone condizioni è importante seguire uno stile di vita sano. Ecco alcune regole: non fumare, fare regolare attività fisica, mantenere i livelli di glicemia bassi, avere la pressione nei limiti. Inoltre tenere sotto controllo il colesterolo e i trigliceridi, fare attenzione a quello che si mangia, ridurre lo stress e dormire a sufficienza.

Facebook
X
LinkedIn
Telegram
Threads
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *