Sfilata in costumi tradizionali valdostani davanti alla Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, durante le celebrazioni della Fiera di Sant’Orso.
Sfilata in costumi tradizionali valdostani davanti alla Collegiata di Sant’Orso ad Aosta, durante le celebrazioni della Fiera di Sant’Orso.

Fiera di Sant’Orso: Aosta celebra la sua anima più autentica

La fine di gennaio ad Aosta coincide con l’evento più atteso dell’anno: oltre mille artigiani, eccellenze gastronomiche e un centro storico in festa

La millenaria Fiera di Sant’Orso, giunta quest’anno alla 1026esima edizione, è l’occasione migliore per scoprire Aosta e la sua Valle. L’appuntamento di fine gennaio (30-31) è il più atteso dell’anno. Il centro storico della città, che ha appena festeggiato i 2050 di vita, si illuminerà ancora una volta con le vetrine delle botteghe e gli oltre mille artigiani provenienti da ogni angolo della Regione più piccola d’Italia.

Bancarelle di artigianato in legno alla Fiera di Sant’Orso ad Aosta, con botti e sabot esposti davanti a una torre medievale in pietra.
Il legno lavorato a mano anima le vie del centro storico di Aosta. ph. Enrico Romanzi

La tradizione artigiana dei sabot e dei mestieri antichi

Appuntamento amatissimo da residenti e appassionati che si ritrovano nelle giornate più fredde dell’anno attorno alla antichissima tradizione dei sabot. Gli zoccoli di legno che Sant’Orso, secondo la tradizione, fabbricava per distribuirli ai poveri che si raccoglievano attorno a lui. Il legno intagliato è il protagonista, ma girando fra le bancarelle si scopriranno artigiani che lavorano la pietra, il ferro battuto, i tessuti, i pizzi, il cuoio, le fibre naturali.

 

Artigiano intento a intagliare a mano sabot in legno durante la Fiera di Sant’Orso ad Aosta, circondato da zoccoli in lavorazione
Il gesto antico dell’intaglio rivive alla Fiera di Sant’Orso: i sabot in legno, simbolo della tradizione valdostana, ph Enrico Romanzi

Sapori valdostani tra eccellenze enogastronomiche

Piazza Plouves ospita il padiglione enogastronomico con le aziende del settore che propongono le specialità della Valle d’Aosta. Tante le categorie rappresentate: i formaggi ed i prodotti lattiero-caseari in genere, le carni, i salumi, gli affettati, i prodotti dolciari e da forno e poi mieli, marmellate, frutta, verdura e naturalmente vini e liquori. Info: www.lasaintours.it

 

Preparazione delle trifolette d’Arvi durante la Fiera di Sant’Orso ad Aosta, con volontarie al lavoro nello stand enogastronomico.
Le trifolette d’Arvi, piatto simbolo della tradizione valdostana, vengono preparate e servite durante la Fiera di Sant’Orso, celebrando i sapori autentici del territorio. ph. Enrico Romanzi

La città romana a fare da cornice

Lo scenario, lo dicevamo, è quella dell’antichissima città romana, Augusta Praetoria, fondata in onore di Augusto nel 25 a. C..Nel giro di poche centinaia di metri si incontrano l’Arco di Augusto, la Porta Pretoria, il Teatro e l’Anfiteatro Romano, le mura. La Collegiata di Sant’Orso con il suo suggestivo chiostro e il Priorato sono invece la maggiore testimonianza del periodo medioevale. Scenari che fanno da sfondo, oltre alla Fiera, anche alle indagini di Rocco Schiavone il vice questore uscito dalla penna di Antonio Manzini e interpretato nelle fortunate serie tv da Marco Giallini.

Interni affrescati di una ex cappella trasformata in ristorante e creazioni di alta pasticceria firmate Paolo Griffa, esposte in vetrina
Da un lato l’ex cappella affrescata che ospita il ristorante del Caffè Nazionale, dall’altro le creazioni di pasticceria di Paolo Griffa: dolci-scultura curati nei minimi dettagli, ph Dario Bragaglia

Caffè storici e tavole stellate

L’attore romano, alias Rocco Schiavone, ha spesso l’abitudine di sedersi ai tavolini del Caffè Nazionale, sotto i portici di Piazza Chanoux, il salotto buono aostano. Cosa che consigliamo di fare a tutti, non solo agli appassionati di fiction, perché il locale fondato nel 1850 è una vera e propria istituzione della città. Dal 2022 a condurre questo storico indirizzo, che è aperto dalle colazioni alla cena, è lo chef piemontese Paolo Griffa, classe 1991. Un vero e proprio talento che si è guadagnato la stella Michelin in soli 2 mesi dopo l’arrivo al Caffè Nazionale. Il rigore, la creatività, la passione per il foraging sono alcune caratteristiche della cucina di Griffa che, la sera, ha come scenario d’eccezione una ex cappella affrescata del Trecento dalle forme decagonali. Lo chef non dimentica tuttavia di essere nato pasticcere. Ogni momento è buono per una sosta al Nazionale. La mattina vengono sfornate dolci creazioni, dai lievitati, alle viennoiseries che possono accompagnare al meglio l’inizio della giornata. Poi ci sono i cioccolatini, le torte, le monoporzioni (anche da asporto) da gustare ai tavoli abbinandole a uno specialty coffee o a un cocktail. Info: www.paologriffa.com

Panorama innevato sulle piste da sci di Courmayeur, con impianti di risalita e rifugi alpini ai piedi del Monte Bianco.
Le piste da sci di Courmayeur si snodano tra boschi e pendii spettacolari, con il massiccio del Monte Bianco ph. Archivio fotografico della Regione Valle d’Aosta

Da Aosta a Courmayeur

La Fiera di Sant’Orso può essere l’occasione per allungare il fine settimana e scoprire le vicine piste da sci. Mai come quest’anno, l’abbondante innevamento naturale rende magici i paesaggi valdostani. In poco più di mezz’ora, dai 500 metri di Aosta si sale al cospetto dei 4.810 metri del Monte Bianco. Stiamo parlando di Courmayeur, una delle località simbolo del turismo in valle.

 

Vista sul giardino e sulla piscina del Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur, con grandi vetrate affacciate sulle montagne del Monte Bianco
Gli spazi del Grand Hotel Royal e Golf dialogano con la natura: vetrate a tutta altezza, giardino curato e piscina outdoor ph. Dario Bragaglia

Il fascino discreto di un grande albergo storico

Pochi anni dopo il Caffè Nazionale, nel 1854, a Courmayeur veniva fondato il Grand Hotel Royal e Golf (www.hotelroyalegolf.com ), uno dei più prestigiosi indirizzi all’ombra della cima più alta delle Alpi. In realtà, il titolo di “Royal” arrivò qualche anno dopo, quando l’hotel accolse la regina d’Italia Margherita di Savoia, di cui proprio in questi giorni si ricordano i cento anni dalla morte. Le atmosfere eleganti dello storico albergo sono ideali per godersi le ore dell’après-ski. Quale occasionemigiore per un aperitivo al Lounge bar, un calice di bollicine alla Champagnerie Ruinart. Oppureuna cena gastronomica al ristorante Grand Royal (dove è passato anche Paolo Griffa) o una sosta più informale al bistrot. Dopo un breakfast davvero reale per la ricchezza delle proposte, la giornata invita a diversi appuntamenti open air, anche per chi non scia.

Rifugio alpino illuminato di sera sulle piste da sci di Courmayeur, con terrazza panoramica e tavoli all’aperto sulla neve
Cena in quota sulle piste di Courmayeur: un rifugio alpino accogliente per vivere la montagna anche dopo il tramonto, tra gusto e paesaggi innevati. ph. Archivio fotografico della Regione Valle d’Aosta

Motoslitta, ciaspole e shopping

Dai test drive durante i quali si può imparare a guidare in sicurezza un’auto sportiva su ghiaccio, alla cena sulle piste da sci con salita in motoslitta, alle passeggiate con le racchette o in mountain bike sulla neve. Per il resto, Courmayeur offre una vivace vita commerciale. Il Grand Hotel Royal e Golf affaccia direttamente su via Roma, la storica via dello shopping pedonale lunga quasi un chilometro. Sono presenti le grandi griffe della moda, i negozi dell’artigianato locale, negozi di abbigliamento tecnico sportivo, gioiellerie, boutique di design e arredamento. Al termine del percorso pedonale, da non mancare una visita al Museo Alpino Duca degli Abruzzi. E’ la casa delle guide alpine che dal 1850 portano gli ospiti della località alla scoperta delle magnifiche montagne che fanno da confine fra Italia, Francia e Svizzera. Info: www.guidecourmayeur.com/museo.php

 

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