Malattie reumatologiche: prevenzione, stili di vita e salute

Dalle nuove terapie all’intelligenza artificiale: come sta cambiando la cura delle malattie reumatologiche e quali prospettive aprono le innovazioni più recenti

Quando si parla di malattie reumatologiche, si pensa subito ai reumatismi, un gruppo di dolori e acciacchi causati dal tempo, dal freddo e dall’umidità. Ma i reumatismi non colpiscono solo le articolazioni. Si tratta di oltre 200 disturbi diversi, spesso cronici, che interessano i muscoli, i tendini, le ossa e a volte anche organo interni.

Colpiscono a ogni età

La malattie reumatiche non colpiscono solo gli anziani: molti pazienti sono giovani-adulti, con un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, mentre alcune malattie possono interessare anche la fascia dei 20-40ennni. Se non curate al più presto, possono avere un impatto importante sulla qualità della vita e causare danni irreversibili, associandosi a complicanze e a importanti forme di invalidità.

Si possono prevenire

La malattie reumatologiche si possono non solo curare, ma prevenire. Anche se la genetica riveste un ruolo importante, si può fare prevenzione. Ogni persona può adottare comportamenti per prevenirle o impedire che si trasformino in forme più gravi.

Donna con dolore al polso arrossato.
Dolore e rigidità a polsi e mani possono essere segnali iniziali di una malattia reumatologica.

Non ignorare i segnali

Purtroppo, molte malattie reumatologiche iniziano in modo silenzioso e alcuni segnali non vanno ignorati. I più importanti? Rigidità al mattino, dolori articolari, stanchezza cronica, dita bianche e febbricola. Intervenire presto è cruciale. Una diagnosi tempestiva premette di iniziare subito una cura e rallentare la progressione della malattia. Anche semplici esami del sangue e un’ecografia alle articolazioni possono offrire preziosi dati.

Interfaccia digitale con intelligenza artificiale e mano che interagisce.
L’intelligenza artificiale sta diventando un supporto prezioso nella diagnosi e nella cura delle malattie reumatologiche, migliorando precisione e tempestività.

Un aiuto dall’intelligenza artificiale

Un importante aiuto nella diagnosi e nella cura delle malattie reumatiche la può offrire l’intelligenza artificiale. In che modo? Ce lo spiega Angela Anna Padula, direttrice dell’UOC di Reumatologia all’ospedale San Carlo di Potenza e responsabile del Dipartimento di reumatologia della Regione Calabria. «L’intelligenza artificiale può analizzare gli esami di laboratorio, le immagini radiografiche ed ecografiche in modo rapidissimo e preciso, individuando le alterazioni che all’occhio umano possono sfuggire. Ecco perché l’intelligenza artificiale può essere uno strumento importante in grado di migliorare la diagnosi e la scelta delle cure».

Le nuove terapie

«L’innovazione più promettente è la terapia cellulare, nata dalla ricerca sui tumori», spiega Andrea Doria, professore di Reumatologia all’università di Padova e presidente della Società italiana di reumatologia. «Le CAR-T (Chimeric Antigenic Receptor T cells) sono linfociti del paziente riprogrammati in laboratorio per riconoscere e distruggere le cellule che producono le sostanze responsabili dell’infiammazione e di altri danni a organi e tessuti. Già usate in oncologia, stanno mostrando risultati sorprendenti anche in alcune malattie autoimmuni, come lupus e sclerodermia. E la ricerca si sta spingendo oltre, con una nuova generazione di CAR-T dette regolatorie, in grado di spegnare l’infiammazione invece di distruggere le cellule immunitarie».

Sigaretta spezzata con scritta STOP
Smettere di fumare è una delle azioni più efficaci per ridurre l’infiammazione e il rischio di sviluppare o aggravare le malattie reumatologiche.

Come prevenire queste malattie

Fondamentale scoprire queste malattie il più presto possibile. Più il tempo passa tra la comparsa del disturbo e la diagnosi, maggiore è la serietà del problema. Ecco alcuni suggerimenti per evitare la loro comparsa.

  • Il Fumo
    Ha un impatto negativo sul sistema immunitario, creando un terreno fertile per le malattie autoimmuni.
  • Il sovrappeso e l’obesità
    È importante fare attenzione al peso e, se necessario, ridurlo anche solo del 5–10%: questo aiuta a diminuire l’infiammazione e a migliorare la qualità della vita.
  • Proteggere il corpo
    Evitare di sottoporre articolazioni e muscoli a sovraccarichi eccessivi.
  • Muoversi
    Adattare l’attività fisica all’età e alle condizioni fisiche: anche pochi minuti al giorno sono utili.
  • I vaccini
    Uno strumento semplice e sicuro per proteggere il sistema immunitario, oggi e in futuro.
  • La dieta
    Privilegiare ogni giorno i cibi freschi, che aiutano a proteggere il sistema immunitario e a prevenire l’infiammazione.
  • La vitamina D
    Fondamentale per la salute delle ossa, il metabolismo del calcio e il corretto funzionamento del sistema immunitario.

 

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