Giulia Savarese: con UAHÍQUE il profumo racconta chi siamo

UAHÍQUE interpreta il profumo come un linguaggio invisibile, capace di raccontare identità, emozioni e unicità attraverso sei extrait de parfum genderless

In un panorama olfattivo spesso dominato da tendenze che si rincorrono e fragranze sempre più simili tra loro, UAHÍQUE sceglie di partire dall’unicità. La maison fondata nel 2026 da Giulia Savarese nasce da una domanda apparentemente semplice: che cosa ci rende davvero riconoscibili? La risposta è nel profumo, inteso non come semplice accessorio, ma come un linguaggio invisibile capace di anticipare le parole e imprimersi nella memoria.

Da questa visione prende forma una collezione di sei extrait de parfum genderless, sviluppati insieme alla profumiera Rosa Vaia, differenti per personalità e famiglie olfattive ma legati da una stessa firma: profondità, eleganza, evoluzione sulla pelle e capacità di lasciare una traccia emotiva.  Abbiamo incontrato Giulia Savarese per farci raccontare come nasce una nuova maison di profumeria artistica, il lavoro che precede la creazione di un profumo e l’ambizione di costruire un universo olfattivo capace non semplicemente di farsi ricordare, ma di farci riconoscere.

Giulia, da quale esperienza personale o intuizione è nata l’esigenza di creare UAHÍQUE e di entrare nel mondo della profumeria artistica?

Da appassionata nonché collezionista, notavo tanti profumi similari, caratterizzati unicamente alla rincorsa della tendenza del momento. Quindi mi sono posta una domanda: Essere unici è avere un linguaggio individuale? Ciò che ci rende davvero riconoscibili è invisibile, il profumo possiede questa straordinaria capacità, arriva prima delle parole e rimane nella memoria più a lungo di un’immagine. Con la maison UAHÍQUE ho voluto mettere al centro proprio questo linguaggio silenzioso.

 Che cosa significa esattamente UAHÍQUE e perché ha scelto il concetto di “unire anime uniche” come fondamento della maison?

UAHÍQUE nasce dall’unione di tre concetti: – linguaggio- anima- unicità

UA – HÍ- QUE          

UA: primo suono della comunicazione verbale (inteso quello usato da primati imitando le scimmie)

HÍ: dal sumero antico respiro / soffio ed anima

QUE: desinenza finale della parola francese unique (unico)

Da qui il fondamento della maison è diventato uniamo anime uniche, non soltanto un nome, ma una filosofia per la quale ogni persona rimane irripetibile la quale attraverso le emozioni può entrare in connessione con altri, riconoscersi in un linguaggio comune, il tutto attraverso una fragranza, perché no!?

Nella vostra comunicazione il profumo viene definito un linguaggio invisibile di riconoscimento. Che cosa può raccontare una fragranza della persona che la indossa, prima ancora delle parole?

Le nostre sei fragranze sono letteralmente diverse tra loro, ognuna con un carattere ben definito infatti Chi indossa UAHÍQUE manifesta silenziosamente la sua libertà di scegliere e comunicare chi si è realmente

La figura alata che caratterizza il marchio simboleggia il passaggio tra ciò che siamo e ciò che possiamo diventare. Come si traduce il tema della trasformazione nell’esperienza olfattiva di UAHÍQUE?

La figura alata, commissionata da maestri ceramisti esperti di Capodimonte è stata una scelta simbolica, indicando come UAHÍQUE potrebbe diventare un suggerimento nel chiedersi cosa cambiare, innalzarsi, e trasformarsi sempre più nella versione migliore di sè stessi

Sei flaconi di profumo UAHÍQUE disposti su una base esagonale effetto marmo, illuminati da una calda luce naturale.
La collezione di extrait de parfum UAHÍQUE, sei fragranze genderless pensate come espressioni diverse di identità e personalità.

Avete esordito con una collezione di sei extrait de parfum, sei identità differenti. Perché ha scelto di presentare subito una collezione così articolata anziché partire da una sola fragranza manifesto?

La scelta di proporre subito sei fragranze, appartenenti a famiglie olfattive diverse, nell’ottica UAHÍQUE è stata voluta poiché non esiste un’unica identità, bensì le persone cambiano, vivono e attraversano momenti differenti. Volevamo offrire si dall’inizio più interpretazioni della stessa filosofia permettendo a ciascuno di trovare quella più affine e che sente più vicina

Come è nata la collaborazione con la profumiera Rosa Vaia e come avete diviso i ruoli tra direzione creativa e composizione olfattiva?
La collaborazione con la profumiera Rosa Vaia è nata dalla condivisione della stessa idea di profumeria: creare emozioni ancora prima di semplici profumi. Dalla ricerca degli ingredienti fino alla loro magica alchimia c’ è stato confronto nel garantire un filo conduttore ancorata alla filosofia del brand.

Quanto tempo è stato necessario per sviluppare la collezione e quali sono state le fasi più complesse, dalla prima idea alla formula definitiva?
Orientativamente due anni e mezzo dalla ricerca fino alla realizzazione del prodotto. Fasi più complesse di questo percorso sono state il definire quali fragranze di qualità avessero la personalità che vuole trasmettere il mondo UAHÍQUE. Questo, unitamente ai consigli preziosi di Rosa Vaia, ha permesso di unire ogni dettaglio olfattivo, creando ogni fragranza come un’opera unica, facendo raggiungere il giusto equilibrio e superando le immancabili difficoltà incontrate.

Flacone del profumo LEMOUD di UAHÍQUE su una superficie chiara, tra elementi in pietra e piccoli fiori bianchi.
LEMOUD di UAHÍQUE, extrait de parfum genderless con lampone, bergamotto e limone di Procida, cuore di oud e Akigalawood, fondo di ambra grigia e muschio.

Nella collezione convivono agrumi, oud, tabacco, spezie, incenso, fiori e legni. Qual è il filo conduttore che rende immediatamente riconoscibile una fragranza UAHÍQUE?
Nel progetto UAHÍQUE pur utilizzando materie prime diverse tra loro, tutte condividono una firma precisa: profondità, eleganza, evoluzione sulla pelle ed una forte capacità di lasciare un ricordo. Oltre all’effetto immediato, cerchiamo un’emozione che rimanga.

Il progetto attribuisce grande importanza a forme, materiali, essenze e dettagli. Come avete sviluppato il flacone, il packaging e l’identità visiva affinché dialogassero con le fragranze?
Nella visione UAHÍQUE ogni elemento è stato pensato per dialogare con il contenuto. Il flacone è essenziale perché il protagonista deve essere volutamente il profumo, i materiali sono ricercati, le rifiniture sono realizzate con cura artigianale ed ogni colore rappresenta un0identità olfattiva. Nulla è decorazione: tutto ha un significato!

Dopo il debutto della prima collezione, quali saranno i prossimi passi: nuovi profumi, distribuzione internazionale, boutique selezionate o altri progetti legati all’universo sensoriale?
Il nostro obiettivo è collaborare con profumerie artistiche e boutique che condividano la nostra visione, esistono già nuovi progetti olfattivi, e miriamo a costruire una presenza internazionale mantenendo sempre la qualità ed esclusività della maison.

Flacone LATIF ETÉ di UAHÍQUE su una superficie in pietra chiara, tra rocce, foglie verdi e un fiore bianco, illuminato da luce calda
LATIF ETÉ di UAHÍQUE, extrait de parfum: fiori bianchi aprono un cuore ricco di mughetto, ibisco, violetta, peonia, rosa, iris e resine, su un fondo morbido di vaniglia e muschio.

Tra le sei fragranze, quale racconta più profondamente Giulia Savarese?
Ogni fragranza creata rappresenta una parte del mio percorso come fondatrice del brand UAHÍQUE. Se dovessi sceglierne una, direi: LATIF ETE’, quella fragranza che con un’esplosione di bouquet floreale unito a vaniglia e resine la rende non solo dolce, ma vellutata che si fonde alla pelle. È una di quelle fragranze che non si indossa, si Vive!

UAHÍQUE: non creiamo profumi per essere ricordati, creiamo profumi perché le persone possano riconoscersi!

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