Riscaldamento, gradualità e alimentazione corretta sono le chiavi per godersi sci e snowboard limitando stress su muscoli, tendini e articolazioni
Per molti italiani, le vacanze natalizie sono il ritorno sulle piste di sci e nelle località di montagna. Secondo i dati ISTAT 2025, sono oltre 2,4 milioni le persone che ogni anno praticano sport invernali, attività che richiedono attenzione a muscoli e articolazioni. Ma come è possibile coniugare il piacere di attività sulla neve con sicurezza e salute? Lo abbiamo chiesto al professor Michelangelo Giampietro, docente di Medicina dello sport e dell’esercizio fisico all’università Sapienza di Roma.
Sci alpinismo e freerando: discipline affascinanti ma impegnative, che richiedono preparazione fisica e rispetto dei propri limiti per ridurre il rischio di traumi e incidenti.
Rischi e benefici dello sportivo occasionale
Tra i protagonisti delle vacanze e dei fine settimana sulla neve ci sono persone che concentrano tutta l’attività fisica al sabato e alla domenica o durante le festività. «Se praticata con buonsenso, lo sport sulla neve può portare benefici: meglio poco movimento che niente, anche se concentrato in pochi giorni», avverte il professor Michelangelo. Tuttavia, questa abitudine può portare a determinati rischi, specialmente se si sottovaluta la preparazione e la gradualità nel praticarli.
Freeride e sci fuori pista offrono emozioni intense, ma richiedono tecnica, controllo e consapevolezza delle condizioni della neve per prevenire cadute, traumi e infortuni.
Quali gli errori
Proprio la tendenza a concentrare lo sforzo in brevi periodi, spesso si possono commettere errori: saltare il riscaldamento, esagerare con l’intensità o ignorare i segni di fatica del corpo, aumentando la probabilità di traumi, distorsioni, contratture e dolori muscolari. «Gli errori più comuni sono: la mancanza di preparazione, i gesti eseguiti in modo scorretto, il voler recuperare in poco tempo quello che non si è fatto nel resto dell’anno. A cui si aggiunge il sottovalutare la fragilità dei tendini, soprattutto con l’avanzare dell’età», precisa lo specialista.
Quali soluzioni
L’ideale è distribuire l’attività fisica durante la settimana, anche con sessioni brevi, ma regolari. Tuttavia, anche chi può allenarsi solo nei weekend deve ricordare l’importanza di ascoltare il proprio corpo. Scegliere attività piacevoli e sostenibili e non pretendere troppo da sé stessi in poco tempo.
Le zone più a rischio
Le differenze tra le varie attività si riflettono anche sulle parti del corpo più esposte a infortuni e dolori: ginocchia, spalle. Nei casi più gravi, a essere colpite sono le strutture ossee degli arti inferiori, soprattutto per chi ama scendere sulle piste. Le fasce d’età più a rischio sono i giovani, per eccesso di slancio e sottovalutazione dei pericoli. A rischio anche gli over 60, che spesso compiono gesti non più adeguati alla propria condizione fisica, con una maggiore predisposizione a fratture e lesioni tendinee.
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La prevezione passa anche dalla preparazione fisica
Quando si parla di prevenzione degli infortuni sulle piste, è importante considerare lapreparazione fisicae l’alimentazione. La preparazione fisica inizia prima di mettere gli sci ai piedi. «Riscaldamento e stretchingsono fondamentali, così come una preparazione progressiva già nelle settimane precedenti la vacanza. Anche l’alimentazione ha una parte fondamentale. Ladisidratazionee la carenza dizuccheri aumentano il rischio di crampi e lesioni a muscoli e tendini. Prima e durante l’attività fisica, via libera azuccheri semplici, frutta secca, acqua e bevande leggermente zuccherate. Sì anche a proteine, calcio e vitamina D per la salute muscolo-articolare».
Come comportarsi
Anche se si è esperti, può capitare di incorrere in piccoli incidenti. «Dopo un trauma, come una distorsione, una contusione o una caduta sulle piste, è bene applicare sulla zona il ghiaccio per non più di 10 minuti consecutivi e a intervalli», precisa il professor Michelangelo. «Per alleviare il dolore e l’infiammazione, possono essere usati farmaci ad azione antinfiammatoria o antidolorifica, in gel, creme o compresse, mentre nei casi di contrattura muscolare vanno bene i miorilassanti. Prima si comprime e si raffredda l’area, poi, se necessario, si interviene con il miorilassante».
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