Nato per l’Esposizione Universale del 1900, il Grand Palais incarna ancora oggi lo spirito della Belle Époque come grande centro espositivo internazionale
Nel 2021 era iniziato un gigantesco cantiere di restauro che è durato quattro anni, fino a giugno del 2025. A giugno questo enorme palazzo, simbolo dell’Art Nouveau e della Belle Époque, è stato completamente riaperto al pubblico. In mezzo, qualcuno lo ricorderà, c’era stata una temporanea riapertura in occasione dei giochi olimpici di Paris 2024, quando la grande navata centrale aveva ospitato le gare di scherma. Ora, ritornato agli splendori delle origini, si propone come un luogo d’incontro, al centro della capitale, con molti spazi che sono accessibili gratuitamente. La grande hall centrale, la magnifica Rotonde d’Antin, così come la libreria, la boutique e il ristorante permettono di ammirarne liberamente la sua inimitabile architettura in vetro e acciaio.
In apertura: Il Grand Palais torna a brillare, un’icona della Belle Époque che unisce monumentalità classica e audacia architettonica in vetro e acciaio@dariobragaglia
La maestosità del Grand Palais vista dal basso: un trionfo di luce, architettura e decorazione. @dariogragaglia
Un centro espositivo con mostre di livello internazionale
Il Grand Palais concepito fin dalla sua inaugurazione come centro espositivo si mantiene fedele a questa vocazione con un ricco programma di mostre coordinate dall’ente Réunion des Musées Nationaux. Questo ente gestisce l’edificio di proprietà dello Stato francese. Fino al 7 gennaio è ancora visitabile l’esposizione dedicata a Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely di cui ricorre, nel 2025, il centenario della nascita. Circa 200 opere, alcune raramente esposte, che raccontano lo spirito libero e ludico che animava i due artisti, lei francese di nascita, lui svizzero.
Senza dimenticare il Grand Palais des Glaces, l’iconica pista di pattinaggio con una riproduzione della Tour Eiffel imbiancata al centro della spettacolare scenografia. A chi vuole provare questa emozione consigliamo la prenotazione per evitare di ricevere un diniego all’ingresso.
La scenografica scalinata del Grand Palais: un’eleganza solenne e teatrale @dariobragaglia
Le esposizioni in corso
Il Grand Palais rimane però soprattutto un luogo espositivo. Ecco qualche suggerimento di visita alle mostre inaugurate solo da qualche giorno e che saranno visitabili nei mesi a venire.
Grottesco di Eva Jospin, un paesaggio architettonico immaginario, potente e minuzioso. @dariobragaglia
Grottesco di Eva Jospin, una cupola arcaica e visionaria, scolpita nel cartone, che fonde natura e architettura @dariobragaglia
Eva Jospin, Grottesco. Fino al 15 marzo 2026
L’artista francese presenta nella Galerie 9 una quindicina di opere, alcune specificamente pensate per questa esposizione. Il visitatore si trova a fronteggiare, aggirare, entrare nelle scenografie fantastiche create con una tecnica che mescola la lavorazione del tessuto, con il cartone, il bronzo. Un mondo immaginario fatto di cavità, dove un finto mondo vegetale inselvatichisce rovine che sembrano arrivare dall’Antichità classica. Bisogna perdersi e ritrovarsi in questi scenari, osservare il particolare e godersi gli insiemi monumentali che invitano a sognare insieme all’artista.
D’un seul souffle di Claire Tabouret, un’installazione monumentale che reinterpreta la forma della vetrata gotica in chiave pittorica e contemporanea. @dariobragaglia
Claire Tabouret, D’un seul souffle. Fino al 15 marzo 2026
Nella Galerie 10.2, l’artista presenta a grandezza naturale i lavori preparatori per sei vetrate in stile contemporaneo che andranno a completare i restauri della cattedrale di Notre-Dame. Nel dicembre 2024 Claire Tabouret, in associazione con l’atelier Simon-Marq, ha infatti vinto il concorso per completare il restauro della navata sud dell’edificio religioso simbolo di Parigi. Un’occasione per vedere da vicino i cartoni delle vetrate attualmente in lavorazione. Le vetrate si ispirano al tema della Pentecoste, simbolo di unità e armonia fra gli uomini, scelto dall’arcivescovo della capitale francese.
Un volto sospeso tra intimità e sacralità in D’un seul souffle di Claire Tabouret, @dariobragaglia
Dessins sans limite. Chefs-d’œuvre de la collection du Centre Pompidou. Fino al 15 marzo 2026
Con più di 35 mila disegni, il Gabinetto di arti grafiche del Centre Pompidou è una delle raccolte più importanti al mondo di opere su carta del XX e XXI secolo. Questo fondo, eccezionale per la sua ricchezza e diversità, è per la prima volta protagonista di una grande esposizione. Si approfitta in questo modo della chiusura per restauri del Centre Pompidou per valorizzare anche le sue collezioni meno conosciute.
Una grande carrellata di artisti alle prese con il disegno, inteso a volte come semplice schizzo, altre come studio preparatorio o come opera a sé stante. Fra i nomi presenti, ci sono:
Balthus, Marc Chagall, Willem de Kooning,
Sonia Delaunay, Jean Dubuffet, George Grosz, Vassily Kandinsky
Paul Klee, Fernand Léger, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Pablo Picasso,
Karel Appel, Jean-Michel Basquiat, Roland Barthes, Robert Breer, Trisha Brown, Marlène Dumas,
William Kentridge, Robert Longo, Giuseppe Penone, Robert Rauschenberg, Kiki Smith, Antoni Tàpies.
Le Figaro fête ses 200 ans. Il 14, 15 e 16 gennaio 2026
Uno degli storici quotidiani francesi festeggia i suoi primi 200 anni di vita con tre giorni di festa e una grande esposizione al Grand Palais. La mostra gratuita (basta registrarsi sul sito del giornale) ripercorrerà due secoli di storia attraverso oltre 300 immagini, testi originali di famosi scrittori che hanno collaborato con la testata, documenti d’archivio. Si parlerà anche di emancipazione femminile, costume, moda con le esperte di Madame Figaro.
Sotto la cupola del Grand Palais: uno spazio monumentale che unisce luce naturale, decorazione storica @dariobragaglia
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