I Palazzi da non perdere nel centro storico di Genova: da Palazzo Rosso a Palazzo Tursi, fino al giardino segreto di Palazzo Lomellino, con suggerimenti su come organizzare il proprio percorso
A Genova il 26-27 aprile e il 3-4 maggio tornano i Rolli Days, l’apertura straordinaria dei palazzi nobiliari e delle ville suburbane con i loro giardini storici che testimoniano la ricchezza raggiunta dalla città fra Cinquecento e Settecento. In particolare nel Seicento, il “siglo del los genoveses”, Genova diventa famosa in tutta Europa per la qualità delle sue architetture e per lo stile di vita raffinato e di altissimo livello. Un’occasione per visitare la Superba e scoprire le sue ricchezze artistiche più segrete in coincidenza con un altro appuntamento di rilievo, la tredicesima edizione di Euroflora, prestigiosa Mostra internazionale florovivaistica che si terrà dal 24 aprile al 4 maggio.
In apertura Palazzo Lomellino ph. Dario Bragaglia
Giardino Palazzo Bianco ph Jacopo Baccani 2022
CHE COSA SONO I PALAZZI DEI ROLLI
Il ruolo di potenza europea a cui giunta la Repubblica Genovese da fine Cinquecento imponeva un importante scambio di rapporti diplomatici, di contatti commerciali, di relazioni con i più celebri artisti dell’epoca. Il Palazzo Ducale, per ragioni politiche e logistiche, era inadatto ad accogliere gli ospiti di Stato, ma le famiglie nobiliari e le più abbienti avevano cominciato a rinnovare o a costruire nuovi magnifici palazzi, come quelli che ancora oggi rendono meravigliosa una passeggiata in via Garibaldi (allora denominata Strada Nuova). E così, nel 1576, il Senato della Repubblica comincia a creare degli elenchi, i “Rolli degli alloggiamenti pubblici”, degli elenchi che comprendono i principali palazzi aristocratici adatti a poter ospitare le delegazioni straniere in visita a Genova. I rolli sono quindi dei documenti, via via aggiornati, che ancora oggi sono conservati presso l’Archivio di Stato.
Palazzo Tursi ph Jacopo Baccani 2022
L’ORGANIZZAZIONE DELL’OSPITALITÀ AFFIDATA ALLE FAMIGLIE PIÙ ABBIENTI
Fu quindi l’aristocrazia, vecchia e nuova della Repubblica, a farsi carico del famigerato “hospitaggio”, ovvero l’accoglienza delle visite di Stato. Un onore ma anche un onere per i ricchi genovesi: il lato positivo è che l’essere scelti per questo servizio accresceva il prestigio, il lato negativo era che solo in taluni casi le spese sostenute per l’ospitalità degli stranieri era rimborsata con denaro pubblico; il più delle volte toccava al padrone di casa metter mano al portafoglio. E spesso le delegazioni erano molto numerose e i soggiorni piuttosto lunghi, con relativi mugugni del patriziato genovese. I palazzi erano suddivisi in “bussoli”, livelli che indicavano lo status della famiglia ospitante ed erano basati su tre fattori principali: la grandezza e la sontuosità dell’edificio, il prestigio dell’ospite e l’importanza sociale ed economica del proprietario del palazzo. Durante il corso degli anni i Palazzi potevano salire o scendere di categoria sulla base di diversi fattori, come quello politico, i frequenti tracolli economici delle famiglie o semplicemente una ristrutturazione dell’edificio.
Palazzo Nicolosio Lomellino giardino ph I.Murtas
UN INSIEME MONUMENTALE CHE HA OTTENUTO LA PROTEZIONE DELL’UNESCO
Dal 2006, 42 di questi Palazzi sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità UNESCO e i Rolli Days offrono l’opportunità di conoscerne almeno qualcuno più nel dettaglio. È importante sapere che per visitare i siti aperti in questa occasione è necessaria la prenotazione (le prenotazioni aprono il 15 aprile; Rolli Strade Nuove), magari costruendosi un percorso a seconda degli interessi personali e tenendo conto dei tempi di trasferimento da un palazzo all’altro, visto che viene assegnata una fascia oraria. Il 3 maggio – novità di questa edizione dei Rolli Days- ci saranno anche alcune aperture serali per favorire la scoperta dei siti ritenuti più significativi. La visita è gratuita, salvo dove indicato diversamente.
Il giardino sospeso di Palazzo Nicolosio LomellinoPalazzo Rosso ph. I.Murtas
LA STRADA NUOVA, UNA MERAVIGLIA URBANA RINASCIMENTALE E BAROCCA
Difficile suggerire cosa visitare prioritariamente a chi non conosce i palazzi genovesi. Nel loro insieme, i musei dei palazzi di Strada Nuova sono il più grande insieme di arte antica della città: conservano dipinti, sculture, arredi dal Cinquecento all’Ottocento. Palazzo Rosso con la celebre quadreria della famiglia Brignole-Sale, i suoi appartamenti storici e i suoi ambienti affrescati di età barocca, è uno splendido esempio di dimora nobiliare e, insieme alla ricca pinacoteca di Palazzo Bianco offre uno straordinario percorso di pittura genovese, italiana ed europea, dalle Fiandre alla Spagna. Non bisogna infatti dimenticare che nel secolo d’oro furono ospiti della Superba (e alcuni di loro ospitati nei palazzi dei rolli) artisti del calibro di Peter Paul Rubens e Anton Van Dyck, per citarne solo un paio. In Palazzo Tursi, la più grandiosa residenza privata costruita in città nel XVI secolo si trova una ricca esposizione di arti decorative e applicate oltre a due opere straordinarie: la Maddalena Penitente di Antonio Canova e il prezioso violino appartenuto a Nicolò Paganini.
Palazzo Rosso ph. Dario Bragaglia
Imperdibile anche la visita di Palazzo Nicolosio Lomellino: oltre agli affreschi di Bernardo Strozzi, bisogna scoprire il giardino sospeso, una fantasia barocca resa possibile dall’estro del grande artista Domenico Parodi che ideò, all’inizio del Settecento, uno dei ninfei più spettacolari della città. Marmi e stucchi, pietra e materiali naturali ricostruiscono per il diletto dei proprietari e dei suoi ospiti una natura artificiosa con un grande salto d’acqua che fa riferimento al mito di Fetonte.
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