Tra Palais Galliera e Musée des Arts Décoratifs, Parigi rilegge il Settecento attraverso moda, interni e immaginario contemporaneo
Detestata e condannata alla ghigliottina durante la Rivoluzione, Maria Antonietta vive da tempo un revival di popolarità. La più famosa regina di Francia, l’autricienne, l’austriaca traditrice, portata sul patibolo il 16 ottobre 1793 comincia ad essere venerata come martire almeno dalla metà dell’Ottocento, l’epoca del Secondo Impero. Con il passare dei decenni, Marie-Antoinette diventa un’icona di stile. Una delle figure che meglio rappresentano il XVIII secolo. Fino alla completa riabilitazione degli ultimi anni, quando si va oltre gli schieramenti ideologici, E si arriva a celebrare il personaggio pop, la sua eleganza, la sua grazie unita al rifiuto delle convenzioni che nutre la fantasia di romanzieri, stilisti, registi e anche autori di videogiochi.
Al Palais Galliera, il Settecento rivive in chiave contemporanea tra estetiche teatrali, suggestioni queer e reinterpretazioni della figura di Maria Antonietta. @DarioBragaglia
Un héritage fantasmé al Palais Galliera: il dialogo tra passato e contemporaneo
Il 2026 sarà un anno di grandi mostre ed eventi che rifletteranno sulla modernità della regina morta a soli 38 anni. Appena terminata la grande esposizione al Victoria and Albert Museum di Londra è adesso Parigi che ci fa entrare nell’atmosfera del XVIII secolo con due mostre, al Palais Galliera e al Musée des arts décoratifs. Al Museo Galliera l’esposizione La mode du 18e siècle. Un héritage fantasmé riserva una teca speciale al preziosissimo corsetto di Maria Antonietta, che per la sua fragilità sarà esposto solo in questa occasione. Una settantina di abiti consentono poi ai visitatori di comparare gli originali del XVIII secolo con le reinterpretazioni dei secoli successivi. In particolare con quelle di alcune maison iconiche della creazione contemporanea, da Chanel a Christian Dior, da Louis Vuitton a Christian Lacroix, da Vivienne Westwood a Dries van Noten. Un’estetica che, negli ultimi anni, arriva a flirtare con il kitsch, o i generi camp o queer.
Un abito settecentesco al Palais Galliera racconta l’eleganza e la teatralità della moda al tempo di Maria Antonietta tra sete e ricami @DarioBragaglia
Musée des Arts Décoratifs: un viaggio immersivo nella Parigi del 1780
Il Musée des arts décoratifs propone invece la straordinaria ricostruzione, ambiente per ambiente, di un hôtel particulier di Parigi nel 1780. Si entra nell’intimità di un palazzo parigino scoprendo il lusso dell’art de vivre à la française delle élites dell’epoca, fra ricercati paraventi, letti a baldacchino con tele di Jouy, servizi di porcellana di Sèvres. Qui il segno lasciato da Maria Antonietta non è tanto quello di icona della moda. Piuttosto è l’influenza che la regina ha esercitato ridisegnando gli interni dei suoi castelli, a partire dal suo arrivo a Versailles. Uno stile più conviviale, colorato, fantasioso presto copiato anche nei palazzi parigini da aristocratici e ricchi borghesi che volevano sentirsi “alla moda”.
Una scrivania settecentesca al Musée des Arts Décoratifs restituisce l’intimità della vita quotidiana tra lettere, oggetti preziosi e arte del vivere alla francese. @DarioBragaglia
Marie-Antoinette ritorna a Versailles
L’omaggio a Maria Antonietta non si esaurisce in queste due mostre. Il 2026 ha in serbo molte sorprese per gli appassionati del XVIII secolo. A Versailles, il 24 maggio, si terrà un’eccezionale serata in costume, organizzata in occasione della decima edizione delle Fêtes Galantes che si svolgeranno il giorno successivo al Castello. Chi ama i costumi d’epoca tenga pronti i vestiti più belli (si possono anche noleggiare). Armati di ventagli e bastoni, con parrucche incipriate e nei applicati sulle guance si vivranno momenti che celebrano l’arte di vivere a corte proprio nel luogo più amato da Maria Antonietta, il domaine del Petit Trianon.
Le Fêtes Galantes a Palace of Versailles riportano in vita l’atmosfera del XVIII secolo tra costumi, eleganza e rievocazione storica.
L’Hameau de la Reine, un angolo segreto della Reggia
Insofferente alle formalità di corte la regina amava ritirarsi negli angoli più tranquilli della reggia. In una parte del Petit Trianon, fra il 1783 e il 1786, la regina si fece costruire un vero e proprio villaggio campestre, quello che oggi viene chiamato l’Hameau de la Reine. È costituito da edifici in legno ricoperti di tetti di paglia e da un grande stagno centrale per la pesca sorvegliato da una torre che serviva anche da imbarcadero per le passeggiate in barca.
Il Petit Trianon, rifugio prediletto di Maria Antonietta, incarna il desiderio di intimità e libertà lontano dalle rigidità della corte. @DrarioBragaglia
Il cuore privato della regina tra piacere e quotidianità rurale
Al centro ci sono gli edifici destinati al piacere della regina (la casa, la sala biliardo, il boudoir) e tutto intorno quelli di una vera e propria azienda agricola. Dove si trovano: la fattoria, la latteria, le stalle per mucche e pecore, la porcilaia, il pollaio, la pescheria. All’epoca vennero piantate delle vigne e ciascuna delle abitazioni era fornita di un orto per la produzione di frutta e verdura. Maria Antonietta amava trascorrere le giornate in questo villaggio, dove riceveva un ristretto numero di invitati, organizzava cene più leggere di quelle di corte, e degustava le produzioni casearie nella Laiterie de propieté.
Un bassorilievo alla Château de Rambouillet celebra l’ideale pastorale caro a Maria Antonietta tra natura idealizzata e raffinatezza neoclassica.@DarioBragaglia
La sorpresa di Louis XVI: una fattoria per la regina a Château de Rambouillet
Per compiacere le tendenze bucoliche della regina, il re Luigi XVI pensò a una sorpresa. Fece costruire un’altra micro-fattoriaalcastello di Ramboillet, una cinquantina di chilometri a sud di Parigi. Il 26 giugno 1787, Maria Antonietta scopre la laiterie d’apparat, nei giardini del castello amato dal re per le sue battute di caccia. Il dono del consorte non servirà a far amare Ramboillet alla regina che continuò a detestarlo, definendolo “un luogo pieno di rospi”. A noi rimane la fortuna di poter ammirare questa bizzarra latteria reale, simbolo di quel ritorno alla natura vagheggiato dai filosofi dell’Illuminismo.
L’Hameau de la Reine, rifugio bucolico di Maria Antonietta, evoca un ideale di natura e semplicità costruito nel cuore di Versailles. @DarioBragaglia
Omaggio al film di Sofia Coppola
Ritorniamo a Versailles, dove in autunno si aprirà la mostra Marie Antoinette by Sofia Coppola che celebrerà i 20 anni dall’uscita del film della regista americana. Un’opera che ha contribuito a ricostruire l’immaginario contemporaneo della sovrana, in particolare la sua versione pop. L’esposizione di costumi originali, che meritarono l’Oscar alla costumista italiana Milena Canonero), scenografie, fotografie di scena, storybord, la proiezione di spezzoni del film serviranno a sottolineare l’impatto culturale del film e la sua importanza nella ricostruzione dell’immagine di Maria Antonietta, interpretata nel film da Kirstel Dunst.
L’estetica pop e zuccherina di Marie Antoinette di Sofia Coppola trasforma la regina in icona contemporanea tra eccesso, moda e immaginario visivo.
La mostra al Petit Trianon: un ritorno nei luoghi di Maria Antonietta
La mostra sarà curata da Laurent Salomé, direttore del Musée national des châteaux de Versailles et de Trianon, insieme alla storica dell’arte Hélène Delalex. Aprirà il 22 settembre e rimarrà visibile fino al 24 gennaio 2027 proprio nello scenario del Petit Trianon che è stato anche la location per le riprese del film. Un rimando diretto fra uno dei luoghi del cuore di Maria Antonietta e la sua più emblematica reinterpretazione contemporanea.
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