Dalla tiroide alla circolazione, fino alla sindrome di Raynaud: le possibili cause dell’ipersensibilità al freddo e i consigli per contrastarla
Può capitare di incontrare persone vestite in modo più pesante di quanto la stagione richieda e chiedersi perché avvertano più freddo degli altri. I motivi possono essere diversi e interessare anche parti del corpo che difficilmente si immagina coinvolte in questo problema.
Un problema più femminile
Soprattutto in età fertile, le donne sentono più freddo degli uomini, perché hanno elevate quantità di estrogeni. Questi ormoni regolano la dilatazione di vene e arterie, tenendole più dilatate. Questo comporta una maggiore dispersione del calore. Inoltre, il sesso femminile ha una minore quantità di testosterone e meno massa muscolare, quindi minore metabolismo basale, utile per mantenere costante la temperatura.
Si segue una dieta scorretta
Chi non mangia adeguatamente può avvertire freddo per varie ragioni. Per esempio, perché si è troppo magre (uno strato di grasso è indispensabile in quanto isolante e protettore). Oppure si ha una scarsa quantità di ferro. Un’altra causa può essere una insufficiente assunzione di vitamina B12, che trasforma le sostanze nutrienti in energia e, quindi, in calore.
La tiroide regola il metabolismo e contribuisce al controllo della temperatura corporea.
Può dipendere dalla tiroide
A controllare la termoregolazione del corpo è soprattutto la tiroide. In base se la quantità di ormoni prodotti è bassa (ipotiroidismo), si tende a essere intolleranti al freddo. Il motivo? Una scarsa produzione di ormoni tiroidei causa un rallentamento delle funzioni dell’organismo e una riduzione del metabolismo. Questo provoca un minor sviluppo di calore, rendendo più sensibili al freddo.
Quando sono coinvolti mani e piedi
Se si ha freddo a mani e piedi, la colpa può dipendere da una ridotta circolazione. Un minor flusso di sangue alle estremità può essere dovuto a un’eccessiva attività del sistema nervoso simpatico o a una ridotta funzionalità del sistema nervoso parasimpatico. I tessuti risultano meno nutriti e si avverte maggiormente il freddo. Ad alterare l’attività del sistema nervoso possono essere stati emotivi, come ansia e stress, oppure il contatto improvviso con superfici gelide.
Nella sindrome di Raynaud le dita possono diventare pallide, fredde e intorpidite a causa della temporanea riduzione del flusso sanguigno.
La sindrome di Raynaud
Questa patologia può causare ipersensibilità al freddo, causando un restringimento dei vasi sanguigni alle mani. Il problema può durare da pochi minuti a qualche ora, facendo diventare alcune dita più bianche di altre. Il colorito ritorna normale quando lo stimolo viene meno.
Se è un problema di nervi
Alla base dell’ipersensibilità alle basse temperature ci possono essere anche lesioni o compressioni dei nervi, che alterano la conduzione dello stimolo. In questo caso, è la percezione dello stimolo che è alterato. Un esempio? La sindrome del tunnel carpale, che convolge soprattutto le donne. Il tunnel carpale è un canale del polso al cui interno passano i tendini flessori delle dita e il nervo mediano. Un’eccessiva pressione su questo nervo può alterarne l’efficienza, facendo percepire freddo anche se la temperatura non è né bassa né alta.
Prudenza con i farmaci
Per ridurre l’ipersensibilità al freddo, occorre migliorare la circolazione nelle zone periferiche del corpo. Una volta individuata la causa del fenomeno, va eliminata. Quando il fattore scatenante è l’ansia, sono d’aiuto tecniche di rilassamento. Se queste non basta, su consiglio del medico si può ricorrere a farmaci che fanno aumentare il diametro dei vasi sanguigni.
Una bevanda calda può offrire una temporanea sensazione di calore e comfort nelle giornate fredde.
I consigli utili
Di seguito alcune strategie per evitare di sentire meno freddo
Durante le stagioni fredde occorre coprirsi adeguatamente con guanti, cappello e calze in tessuto naturale, mantenendo il corpo a una temperatura costante. Soprattutto nel passaggio dagli ambienti riscaldati all’esterno.
Evitare gli shock termici, come passare da un ambiente freddissimo a uno molto caldo, e viceversa. L’ideale è restare per qualche minuto in un luogo temperato.
Applicare creme nutritive e idratanti a base di grassi omega 3 e 6 su mani, labbra e corpo: mantengono integro il film idrolipidico che ricopre la pelle e riducono la dispersione del calore.
Praticare un po’ di sport, come corsa, bicicletta o danza, camminare velocemente o salire le scale a piedi. Migliora la circolazione periferica e tonifica la massa muscolare, che aiuta a produrre calore.
Via libera a bevande calde come le tisane, ma occhio agli alcolici. Appena bevuti scaldano, ma poi fanno aumentare la percezione del freddo, perché riducono il diametro dei vasi sanguigni.
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