Artemide la dea della Luna Crescente e la costellazione di Orione
Artemide la dea della Luna Crescente e la costellazione di Orione

Artemis III, tra Luna, NASA e mito della dea Artemide

Con Artemis III la NASA prepara il nuovo ritorno sulla Luna: tra tecnologia, orbita terrestre e la presenza di Luca Parmitano nella missione  

Il 9 giugno la NASA ha annunciato i nomi dell’equipaggio della missione Artemis III, tra i quali figura il pilota Luca Parmitano, primo europeo della missione.

Artemis III è la missione che prepara il ritorno sulla Luna, con un passaggio fondamentale, testare in orbita terrestre tutte le tecnologie necessarie per l’allunaggio futuro.

Foto di copertina: Artemide la dea della Luna Crescente e la costellazione di Orione ©2026hagamiraelaluna

La Luna domina la scena in questa immagine scattata dall’equipaggio di Artemis II. Durante il flyby lunare, mentre la Terra appare minuscola Crediti immagine: NASA

Da Artemis I ad Artemis II, il nuovo cammino lunare

Ma facciamo un passo indietro. Artemis I e Artemis II sono le due missioni che hanno aperto il nuovo cammino dell’umanità verso la Luna dopo oltre cinquant’anni. Artemis I, nel 2022, è stata la missione inaugurale del programma Artemis: un volo senza equipaggio. Artemis II è stata la prima missione con equipaggio e il primo volo umano oltre l’orbita terrestre dal 1972. Il lancio è avvenuto il 1 aprile 2026 e nei 10 giorni della missione l’equipaggio composto anche da Christina Koch – prima donna a viaggiare oltre l’orbita terrestre e in orbita lunare – ci ha regalato emozioni uniche con il flyby della Luna, segnando il record di distanza massima dalla Terra (406.700 km), nuovo primato per una missione con equipaggio.

Nel flyby, la capsula Orion con a bordo i quattro astronauti ha sorvolato la Luna, circumnavigato il lato nascosto del nostro satellite e immortalato immagini del lato nascosto della Luna che nessun essere umano aveva mai osservato prima.

ramonto della Terra (Earthset) fotografato dalla navicella Orion durante il flyby lunare dell’equipaggio di Artemis II Crediti immagine: NASA

Perché la missione si chiama Artemis

La missione Artemis è stata chiamata così per richiamare il programma Apollo.

Artemide, dal greco antico Ἄρτεμις (Ártemis), è la gemella di Apollo, la protettrice della natura selvaggia, delle giovani donne e nella tradizione greca è la dea della Luna Crescente.  La NASA ha scelto il suo nome per indicare che il nuovo programma, riprende idealmente il cammino iniziato da Apollo, che portò i primi esseri umani sulla Luna negli anni ’60 e ’70. Artemis rappresenta il “ritorno”, ma con una visione più ampia: presenza sostenibile, basi lunari e preparazione al viaggio verso Marte.

La scelta del nome è anche simbolica:

  • Apollo – il Sole, la luce, il maschile.
  • Artemide – la Luna, il femminile, l’indipendenza, la protezione.
  • Artemis infatti ha portato la prima donna sulla Luna.

La NASA ha voluto creare un ponte narrativo: dopo Apollo, torna la sua gemella Artemide, come se il ciclo si chiudesse e si riaprisse in una nuova forma, più inclusiva e più orientata al futuro.

Il lato nascosto della Luna, la parte bassa mai vista prima della missione Artemis II. Crediti immagini NASA

Il nome Orion e il legame con il mito

Anche il nome Orion, inciso sulla navicella della missione Artemis, non è un caso. Il nome greco antico di Orione è Ὠρίων (scritto in caratteri latini come Ōrīōn), e Orion è la forma inglese di Orione. Nella mitologia greca Orione era il valoroso cacciatore compagno di caccia di Artemide, noto per la sua forza e il suo coraggio. Chiamare così una navicella significa affidarle un compito: non solo attraversare lo spazio, ma seguire una direzione.  Orione è una delle costellazioni più luminose, grandi e facilmente riconoscibili nel cielo notturno di entrambi gli emisferi, usata per secoli dai navigatori per orientarsi.  La NASA l’ha scelta per simboleggiare una nuova “guida” per l’esplorazione umana verso lo spazio profondo.

Due archetipi per raccontare il viaggio nello spazio

Nella  stessa missione, convivono due archetipi: Orione — il gigante che diventa costellazione, guida e mappa celeste, Artemide — la dea che cammina tra luce e oscurità, che apre sentieri e protegge chi viaggia. Una navicella che porta il nome di una costellazione e una missione che porta il nome di una dea. È come se la NASA avesse intrecciato una costellazione e una dea. Per ricordarci che ogni viaggio verso la Luna è anche un ritorno alle origini: alla lingua greca, ai miti, alle storie che hanno insegnato agli uomini a guardare il cielo.

 

 

Logo circolare blu con un triangolo al centro che racchiude le fasi lunari e l’immagine di un angelo; al centro la scritta “Hagamira e la Luna”.

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