Dall’età e dagli ormoni all’ambiente e ai farmaci: le cause dell’occhio secco sono molte e spesso interconnesse
Bruciore, arrossamento, prurito, irritazione, sensazione di corpo estraneo negli occhi ed eccessiva sensibilità alla luce sono disturbi che spesso sembrano banali. Proprio per questo, vengono facilmente sottovalutati o ignorati. In realtà, la sindrome dell’occhio secco è tutt’altro che rara: interessa 1 italiano su 5, circa 13 milioni di persone. Si tratta di una patologia infiammatoria cronica che può compromettere in modo significativo la qualità della vita. I sintomi, se trascurati, tendono a peggiorare nel tempo, rendendo fondamentale una diagnosi precoce e un trattamento mirato.
L’uso regolare di lacrime artificiali o colliri specifici aiuta a ripristinare l’idratazione e a migliorare il comfort visivo, soprattutto in presenza di stress ambientale o digitale.
COLPISCE A QUALSIASI ETÀ
«L’occhio secco è un’infiammazione cronica della superficie oculare, caratterizzata da un’ampia variabilità di manifestazioni», spiega Antonio Di Zazzo, professore associato di Malattie dell’apparato visivo all’università Campus Bio-Medico di Roma. «L’incidenza aumenta con l’età, interessando soprattutto le donne. La causa principale sono gli squilibri ormonali, anche se l’occhio secco coinvolge anche fasce più giovani».
QUALI CAUSE?
Tra le cause più frequenti ci sono:
Età avanzata: il naturale invecchiamento provoca una degenerazione delle ghiandole lacrimali, che riducono la produzione di lacrime.
Ormoni sessuali: la diminuzione degli ormoni, in particolare degli estrogeni (come avviene nelle donne in menopausa), influisce negativamente sulla secrezione lacrimale.
Ambiente: l’inquinamento atmosferico, il vento, l’aria secca o il calore dei riscaldamenti domestici alterano il film lacrimale e ne favoriscono l’evaporazione.
Lenti a contatto: l’uso prolungato può modificare la composizione delle lacrime, rendendole meno efficaci nel mantenere idratate sia le lenti sia la superficie oculare.
Sindrome di Sjögren: patologia autoimmune che colpisce prevalentemente le donne sopra i 40 anni, causando bruciore, corpo estraneo, fotofobia e difficoltà nella deglutizione dei cibi solidi.
Attività lavorative: chi lavora a lungo al computer, legge molto o utilizza apparecchi di ingrandimento tende a ridurre l’ammiccamento naturale degli occhi, contribuendo alla secchezza.
Alcuni farmaci: possono favorire il disturbo i contraccettivi orali, i diuretici, i beta-bloccanti, gli antidepressivi, gli antiacne e gli antiallergici. L’effetto, però, si manifesta solo durante il periodo di cura.
L’uso prolungato di schermi digitali riduce la frequenza dell’ammiccamento e può favorire la sindrome dell’occhio secco
MAI SOTTOVALUTARE I SINTOMI
A volte, ci sono sintomi chiari che si riferiscono a questa malattia. Altre volte sono più sfumati: in ogni caso, è fondamentale non sottovalutarli. Trascurare i segnali e non trattarli in modo efficace può comportare un forte impatto a livello fisico e psicologico. «L’occhio secco può avere un notevole impatto sulla qualità della vita dei pazienti», precisa Vincenzo Orfeo, responsabile U.O. oculistica, Clinica mediterranea di Napoli. «La sua insorgenza può portare non solo a perdita di attenzione e problemi di concentrazione sul lavoro, ma anche a disturbi del sonno, che comportano un’attività meno efficiente, o a sintomi di depressione e ansia. Con una maggiore informazione e una corretta terapia, si potrebbero prevenire e curare tante manifestazioni, anche serie, che vanno a complicare il quadro della malattia dell’occhio secco».
Un controllo oculistico regolare è fondamentale per diagnosticare precocemente la sindrome dell’occhio secco e altre alterazioni del film lacrimale.
UNA CAMPAGNA PER AIUTARE
La campagna “Occhi secchi? Falli vedere” è un’iniziativa di Alcon per accendere i riflettori su questo problema, troppo spesso sottovalutato. Aumentare la consapevolezza sulla patologia e sull’importanza di una diagnosi precoce è fondamentale per una cura efficace. Scopo dell’iniziativa, infatti, è sensibilizzare le persone a rivolgersi all’oculista, già al manifestarsi dei primi sintomi.
Per informazioni sulla malattia dell’occhio secco e per conoscere la campagna: www.occhisecchi.it.
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