Donna con mano sul petto che indica dolore o fastidio toracico
Donna con mano sul petto che indica dolore o fastidio toracico

Fitte al petto: come distinguere tra cuore, ansia e altre cause

Dolore al petto: tutte le possibili cause, dai problemi muscolari al reflusso fino allo stress, e i segnali da riconoscere per capire quando è necessario rivolgersi al medico

Pochi sintomi generano allarme quanto il dolore al petto: quando compare, il pensiero corre subito al cuore. Eppure non è sempre così. Non tutti i dolori toracici sono legati a problemi cardiaci e le cause possono essere molteplici. Riconoscere e inquadrare correttamente i sintomi è il primo passo per risalire all’origine del disturbo. Oggi, come emerso alla 43ª edizione del congresso di Firenze “Conoscere e curare il cuore 2026”, anche l’intelligenza artificiale può offrire un supporto in questa fase. Ma come distinguere i segnali che richiedono una valutazione medica da quelli meno preoccupanti?

Schema della respirazione con inspirazione ed espirazione, evidenziando diaframma e muscoli intercostaliI dolori intercostali

I dolori intercostare hanno origine nelle strutture del torace, come muscoli, cartilagini intercostali e costole. Possono essere provocati da movimenti bruschi o scorretti, oppure dall’esposizione al freddo. In genere, sono dolori molto forti, di tipo trafittivo, simili a puntura di uno spillo. Possono durare alcuni secondi e sono presenti in un punto ben preciso del torace. Non si diffondono ad altre zone del corpo e non si ripresentano nel tempo. Non esiste una terapia, in quanto non c’è nulla da curare, e il dolore passa da solo con il riposo.

Infiammazione dell’articolazione sterno-costale

Spesso, il dolore è dovuto a sforzi eccessivi o a tensioni della parte toracica, tipico per esempio delle persone che lavorano a maglia per molto tempo. Può provocare un leggero fastidio, simile a un peso al centro del torace, che aumenta se lo si schiaccia con un dito. In genere, il dolore è continuo e non si propaga alle zone vicine. Il rimedio? Tenere a riposo le cartilagini articolari e non fare sforzi. Utili i farmaci antinfiammatori non steroidei da pendere per bocca per qualche giorno e su consiglio del medico.

L’ernia del disco

È la fuoriuscita di parte del nucleo dal disco intervertebrale per perdita di elasticità dei dischi presenti tra una vertebra e l’altra. Il dolore è la conseguenza dello schiacciamento della radice del nervo intercostale dove esce dalla colonna vertebrale o per infiammazione della radice del nervo stesso.

Nevralgia intercostale: dolore lungo il decorso del nervo

Si manifesta come un dolore continuo che segue il decorso del nervo, disegnando una linea dalle vertebre fino al torace. Può intensificarsi con tosse, starnuti o cambi di posizione e, in alcuni casi, associarsi a formicolio o intorpidimento degli arti. Il trattamento prevede farmaci antinfiammatori e fisioterapia; nei casi più complessi si può ricorrere anche alla chirurgia.

Donna che si tocca la gola con evidenza di bruciore nella zona del collo
Sensazione di bruciore alla gola, spesso associata a reflusso gastroesofageo o irritazione delle vie esofagee.

Il reflusso gastro-esofageo

Può essere causato da un’infiammazione all’esofago per risalita di acidi dallo stomaco nell’esofago o per rilassamento del diaframma, il muscolo che divide l’esofago dallo stomaco. Oltre alla familiarità, un’altra causa può essere la risalita di parte di stomaco nel torace attraverso un’apertura del diaframma.

I sintomi

Dolore simile a bruciore della zona dietro lo sterno e nella parte alta dello stomaco, che compare dopo circa un’ora dal pasto o anche a digiuno. A volte, il cibo può risalire fino in gola, in particolare se la persona è sdraiata. In alcuni casi, il dolore è simile a quello dell’angina pectoris.

 Le terapie più indicate

Gli antiacidi creano una barriera protettiva contro i succhi acidi dello stomaco. I procinetici sono utili a regolare le contrazioni dell’esofago e a rafforzare il tono dello sfintere tra esofago e stomaco. I farmaci anti-H2, invece,  riducono la produzione di acido gastrico bloccando i recettori responsabili.

 La pleurite

È un’infiammazione della pleura, la sottile membrana che riveste i polmoni e la cavità toracica. Può derivare da polmonite estesa, complicanze tumorali o tubercolosi; più raramente da infiammazioni di articolazioni, tendini o muscoli. Provoca un dolore intenso, soprattutto nella parte bassa del torace, che peggiora con il respiro profondo, la tosse o gli starnuti e può attenuarsi in presenza di liquido. Possono comparire febbre alta, tosse secca e, nei casi più severi, senso di oppressione al petto.

Quale terapia?

La terapia dipende dalla causa: antibiotici nelle forme batteriche, antinfiammatori in quelle virali. Il liquido pleurico può riassorbirsi spontaneamente se limitato, mentre quantità più elevate richiedono drenaggio con toracentesi.

E se fosse colpa dell’ansia?

Nelle persone molto ansiose, i dolori possono essere dovuti a disagio psicologico. Vita disordinata, problemi familiari o lavorativi, eccessiva stanchezza possono ripercuotersi sull’organismo, causando attacchi di panico.

Oltre al dolore, sono presenti sudorazione più o meno abbondante, aumento dei battiti del cuore e senso di mancanza d’aria. Per alleviare i sintomi è utile rallentare i ritmi e favorire il rilassamento. Sotto controllo medico si possono assumere ansiolitici, utili per gestire le difficoltà momentanee.

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