BPCO, la svolta arriva da un farmaco biologico

Dupilumab è il primo anticorpo monoclonale mirato approvato dall’Ema per intervenire sui meccanismi infiammatori alla base della BPCO, riducendo riacutizzazioni e progressione

Una nuova frontiera si apre nella cura della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Si chiama dupilumab ed è il primo farmaco biologico mirato approvato dall’EMA, l’Agenzia europea per i medicinali. E’ un anticorpo monoclonale umano che interviene in modo selettivo sui meccanismi infiammatori alla base della malattia. Un passo avanti significativo in un ambito terapeutico che, fino a oggi, disponeva soprattutto di trattamenti sintomatici.

Medico con mascherina osserva un’illustrazione digitale dei polmoni circondata da particelle virali
La BPCO è una patologia respiratoria cronica caratterizzata da ostruzione persistente delle vie aeree e infiammazione progressiva

Una malattia respiratoria cronica e progressiva

La BPCO è una malattia caratterizzata da un’ostruzione persistente delle vie aeree, che provoca sintomi respiratori cronici. Possono anche verificarsi frequenti riacutizzazioni che compromettono progressivamente la qualità di vita. Inoltre, l’infiammazione delle vie aeree e dei bronchi causa l’ispessimento delle loro pareti. I principali sintomi sono: tosse persistente, con o senza produzione di muco, difficoltà respiratorie, possibili disturbi del sonno, ansia e depressione.

Non va sottovalutata

La BPCO non va presa sottogamba, in quanto rappresenta la terza causa di morte nel mondo, responsabile di 3,5 milioni di decessi nel 2012, pari al 5% di tutte le morti. Nonostante questi numeri, la malattia è ancora molto sottovalutata e sottodiagnosticata, complice l’età media di comparsa. In genere sopra i 40 anni, con un aumento della prevalenza che supera il 25% negli over 80. Inoltre, chi soffre di BPCO presenta altri disturbi, come malattie cardiovascolari e diabete, nonché compromissione di numerosi organi e funzioni.

Passo in avanti con dupilumab

«L’avvento di dupilumab segna una svolta terapeutica che attendavamo da decenni», precisa Alberto Papi, professore ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio e direttore dell’unità respiratoria del Dipartimento cardio-respiratorio all’ospedale universitario Sant’Anna di Ferrara. Il nuovo principio attivo è il primo farmaco biologico ad agire in maniera mirata, bloccando l’attività di due molecole importanti dell’infiammazione, l’interleuchima-4 e l’interleuchina-13. Come conseguenza, si ha un miglior controllo della malattia e una riduzione delle riacutizzazioni».

Donna esegue una spirometria con boccaglio sotto supervisione medica in ambulatorio
La spirometria è un esame fondamentale per diagnosticare e monitorare la BPCO

Agire su più fronti

«La BPCO porta con sé ferite invisibili, come ansia e depressione, nonché la paura delle crisi respiratorie e di non saper gestire l’evoluzione della malattia», avverte Maria Dolores Listanti, fisioterapista e insegnante di mindfulness. «Proprio per superare questi disturbi emotivi è di grande importanza un approccio orientato al benessere olistico del paziente. Pertanto, la riabilitazione respiratoria e la mindfulness non sono semplici esercizi.  Sono strumenti essenziali che permettono al paziente di riappropriarsi del proprio respiro e gestire il carico emotivo».

Il farmaco non è solo per la BPCO

Già approvato in oltre 60 Paesi, in Italia il farmaco è rimborsato anche per le seguenti malattie: dermatite atopica di grado moderato-grave negli adulti e adolescenti dai 12 anni d’età e grave nei bambini dai 6 mesi di vita agli 11 anni, asma grave a partire dai 6 anni d’età, rinosinusite cronica con poliposi nasale grave negli adulti, esofagite eosinofila da i 12 anni d’età, prurigo nodularis nei pazienti adulti.

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