“Non romperle!”, la campagna per la salute delle ossa
“Non romperle!”, la campagna per la salute delle ossa

“Non romperle!”, la campagna per la salute delle ossa

Visite gratuite e incontri con specialisti in 8 città italiane: tutte le tappe di giugno

In Italia, ne sono affette circa 4 milioni di persone, quasi l’80% sono donne e il numero è destinato a crescere ulteriormente. Stiamo parlando dell’osteoporosi, malattia caratterizzata da fragilità alle ossa, soprattutto di femore, vertebre, omero e polso. Si stima che ogni anno questa malattia costi al Sistema sanitario nazionale circa 10 miliardi di euro tra cure, riabilitazione e ricoveri. A questo, si devono aggiungere gli impatti indiretti, come giornate lavorative perse, isolamento sociale, depressione e perdita di autonomia. Prendersi cura della salute delle ossa vuol dire molto più che evitare fratture: è un passo fondamentale per restare socialmente attivi e indipendenti, cioè vivere meglio e più a lungo.

Illustrazione degli stadi dell’osteoporosi con tre figure maschili di profilo a 40, 60 e 70 anni che mostrano la progressiva perdita di massa ossea e la curvatura della colonna vertebrale; accanto, sezioni ossee ingrandite evidenziano osso normale, ridotto e osteoporotico.

“NON ROMPERLE!”: UNA CAMPAGNA PER LA SALUTE DELLE OSSA

Con l’obiettivo di fornire informazioni su come mantenere ossa sane e forti, sfatare falsi miti, fornire utili consigli e buone pratiche nelle attività quotidiane è nata “Non romperle! Non perdere tempo, proteggi le tue ossa”. Si tratta di una campagna promossa da Italfarmaco con il patrocinio della Federazione italiana osteoporosi e malattie dello scheletro (Fedios). L’iniziativa è attiva anche online su www.nonromperle.it, dove è possibile trovare contenuti informativi, aggiornamenti sulle tappe e approfondimenti utili per ogni fascia d’età. Durante il mese di giugno, un punto informativo mobile farà tappa in 8 città per offrire incontri individuali e gratuiti dalle 9 alle 18, con un medico specialista del metabolismo osseo. Le città interessate sono: Genova (7 e 8 giugno), Torino (9 e 10 giugno), Varese (11 e 12 giugno), Pavia (13 e 14 giugno), Ancona (16 e 17 giugno), Bari (19 e 20 giugno), Battipaglia (22 e 23 giugno), Frosinone (24 e 25 giugno).

Illustrazione comparativa tra osso sano e osso osteoporotico: a sinistra una struttura ossea densa e regolare, a destra un osso con densità ridotta e porosità accentuata.

 

COME PREVENIRE LA MALATTIA

«Le evidenze scientifiche internazionali ci dicono che per prevenire la fragilità ossea serve un approccio integrato, che combini corretti stili di vita, attività fisica mirata, alimentazione ricca di calcio e vitamina D, e un supporto farmacologico mirato quando necessario», precisa la professoressa Giulia Letizia Mauro, ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università degli studi di Palermo e direttore del Dipartimento assistenziale di riabilitazione e fragilità e continuità assistenziale al policlinico di Palermo. «Regimi alimentari non bilanciati e allenamenti non idonei, spesso presenti online e senza solide basi scientifiche, possono avere effetti negativi sul metabolismo osseo».

Alimenti ricchi di vitamina D disposti su un tavolo: salmone, latte, uova, formaggio, tofu, piselli e ricotta, con una lavagnetta che riporta la scritta “Vitamin D”.
Alcuni degli alimenti più ricchi di vitamina D, fondamentale per l’assorbimento del calcio e la salute delle ossa: pesce grasso, latticini, uova e legumi sono ottimi alleati contro l’osteoporosi

SÌ A CALCIO E VITAMINA D

Un recente articolo pubblicato su Archives of osteporosis, firmato da esperti italiani di diverse discipline, ha ribadito l’importanza del calcio e della vitamina D. L’assunzione quotidiana di queste sostanze rappresenta un pilastro nella protezione delle ossa da fragilità. «Si tratta di due elementi essenziali per la salute dello scheletro: il primo perché componente principale delle ossa, la seconda perché favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale e contribuisce al corretto rinnovamento e alla mineralizzazione del tessuto osseo», avverte il professor Maurizio Rossini, ordinario di reumatologia all’Università di Verona e direttore dell’Unità operativa complessa di reumatologia presso l’Azienda ospedaliero universitaria integrata di Verona.

NO AI FALSI MITI

«Grazie a importanti studi, sappiamo che l’assunzione di calcio e vitamina D nelle giuste quantità non fa aumentare il rischio di problemi cardiovascolari o renali, salvo in caso di particolari patologie», dice il dottor Andrea Giusti, direttore di Medicina Interna Asl 3 di Genova. «Rinunciare a questa integrazione per paure infondate può essere un errore, soprattutto per chi ha un apporto alimentare insufficiente».

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