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Et voilà, la dolce lentezza del corteggiamento in tempo reale

Mektoub my love è un film di tre ore sconsigliato a chi pensa che in amore la facciano da padroni i siti di incontri, ma che piacerà a chi crede nella frenesia di passioni che non si misurano con l’orologio, ma con il cuore

 

MEKTOUB MY LOVE CANTO UNO

locandina maketub

 

 

di Addellatif Kechiche
con Haïn Boumédine, Salim Kechiouche, Ophélie Bau, 
Hafsia Herzi, Lou Luttiau, Alexia Chardard

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Non è solo un film: è un’esperienza onirica. O vi lasciate abbagliare dalla luce dell’estate e dalla frenesia delle passioni dimenticando il dilatarsi del tempo, oppure lasciate perdere, perché la visione delle tre ore tonde tonde di Mektoub my love potrebbero diventare estenuanti e addirittura una tortura per chi è ostaggio della fretta del mondo di oggi o peggio ancora per chi pensa che in amore la facciano da padrone i siti di incontri e non la lentezza dolce del corteggiamento con tutti i suoi insondabili misteri, con le sue mille incerte oscillazioni.

maketube-my-love3Luogo: la costa francese affacciata sul Mediterraneo, nei dintorni di Sète.
Tempo: l’esplosione dell’estate.
Protagonisti: giovani in amore.
Il centro di gravità del film è Amin, bellissimo tunisino che ha abbandonato gli studi di medicina a Parigi per dedicarsi alla sua passione vera, il cinema, ed è tornato per le vacanze in famiglia. Intorno a lui, tutti gli altri, “arabi” lontani mille miglia da ogni tentazione integralista, uomini e donne con un solo credo, quello dell’amore e della leggerezza, per sintetizzare diciamo della vita quando si lascia trascinare dal predominio della sensualità.

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C’è la splendida Ophélie, disegnata col compasso che, promessa sposa di Clément (assente), amoreggia gioiosamente con lo sciupafemmine Toni e flirta con chi capita, ragazze comprese. Ci sono Charlotte e Céline, adolescenti francesi in vacanza, sedotte dalla sensualità dei tunisini, ci sono tutti i loro parenti, impegnati fra ristoranti e altri lavori ma non per questo distratti nei confronti della vita, che si tratti di musica, cibo o sesso, nuotate o dell’attrazione del sole accecante dell’estate mediterranea, non cambia molto, nessuno di loro vuole perdersi nulla della bellezza del creato.

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Kechiche
usa in abbondanza i primi primissimi piani con cui accarezza i corpi vibranti dei suoi protagonisti, ignorando la tirannia del tempo e anche del montaggio cinematografico. Chi l’ha detto che il cinema è come la vita senza le parti noiose? Per Kechiche il cinema deve raccontare tutto, compreso il lungo, sereno parto di una pecora che mette al mondo due agnellini gocciolanti tenerezza.
Per tre ore viviamo l’estate assieme ai protagonisti, familiarizzando coi loro gesti, entrando in confidenza con la loro conoscenza antica, interrogandoci sulle direzioni che potrebbe prendere la danza della seduzione.

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Un’esperienza, non un film
. Mektoub My love non concede mezzi termini, o lo si detesta, o lo si adora. Non c’è dubbio che Kechiche, regista di film di successo come Cous Cous e il pluripremiato la Vie d’Adèle, abbia una sua idea precisa di cinema e la persegua senza farsi intimidire da niente e da nessuno. E che ami la vita, i corpi (soprattutto le rotondità delle donne) che lo racconta istante dopo istante in questo film che non ha nulla di scontato né di banale.

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