natale ap
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Ti piacerebbe addormentarti oggi e risvegliarti il 7 gennaio?

Lo stress del Natale, col suo buonismo forzato e la litania dei regali inutili, e poi l’obbligo di divertirsi a Capodanno, possono anche rappresentare un peso. E, qualcuno, come l’autrice di questo articolo, sogna di saltarli

 

Se siete fan degli alberi di Natale, delle lucine colorate, delle canzoncine natalizie e non vi perdete neanche una puntata di The Christmas Village, allora non leggete questo articolo. Oppure leggetelo, e cercate di comprendere il punto di vista di chi non la pensa come voi. Di chi, suo e vostro malgrado, non si sente coinvolto dall’atmosfera natalizia e ha come unico desiderio quello di addormentarsi il 24 dicembre e risvegliarsi il 7 gennaio.

IL NATALE NON LO SOPPORTO

Ebbene sì, faccio coming out e lo confesso pubblicamente: il Natale e le feste comandate, con tutti i loro annessi e connessi, non le sopporto.
Non sopporto il buonismo forzato, i falsi sorrisi e la fretta esagerata che tutti hanno, come se il mondo ogni anno finisse il 25 dicembre.
Non sopporto il traffico che paralizza le grandi città per settimane, in virtù di un consumismo che si è creato intorno a quella che è una festa religiosa e che, per chi ci crede, celebra la nascita di Nostro Signore, non la gara tra commercianti a chi emette lo scontrino più grosso.
E non sopporto le persone che non accettano che ad altre persone il Natale non solo non piaccia, ma che susciti anche sentimenti dolorosi, e che per questo si sentano in dovere di sputare sentenze, condanne e giudizi, peraltro non richiesti. Qui non si tratta di fare i diversi, gli snob o i radical chic, ma semplicemente di vivere in modo differente ciò che la maggior parte delle persone aspetta come la manna dal cielo.

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Odio Natale e anche Capodanno

Eppure una volta il Natale e le feste di fine anno piacevano anche a me, poi ci si è messa di mezzo la vita e la visione che avevo da bambina, da ragazza e da giovane donna, è radicalmente cambiata. Perché se a 20 anni aspettare il 31 dicembre era una di quelle occasioni per sfoggiare look scintillanti, a 5o è solo una gran rottura di palle. A 50 si ha (o almeno si dovrebbe avere) la consapevolezza che non tutto ciò che la società ci impone va accettato: dove sta scritto che a Natale si debba voler bene anche a chi non ce ne vuole? E chi ha stabilito che a Capodanno ci si debba divertire per forza? Fate mente locale e chiedetevi quanti veglioni abbiano rappresentato per voi serate divertenti, emozionanti e indimenticabili… se siete onesti sono certa che non arriverete a contarle sulle dita di una mano, mentre vi verranno in mente decine di serate che nulla avevano a che vedere con le feste comandate e che paghereste oro per poter rivivere. Già, perché, udite, udite, se si sta bene con se stessi, non c’è bisogno di aspettare Natale per fare un regalo a chi si ama e Capodanno per indossare un vestito scintillante e bere champagne!

I PARENTI E GLI “AMICI”

Vogliamo poi parlare dei parenti e dei cosiddetti “amici”? Che per 364 giorni non si ricordano nemmeno se siete al mondo e che invece il 25 e il 31 dicembre si palesano con quegli insopportabili messaggi, uguali per tutti e in grado di far esplodere ogni genere di chat su WhatsApp? Onestamente… non vi viene voglia di mandarli a quel paese? A me sì, così come mi ribolle il sangue all’idea di dover passare interminabili ore seduta a tavola, obbligata ad assaggiare qualunque pietanza (perché altrimenti chi ha cucinato si offende) e anche ad apprezzarla. L’agnello e il pandoro mi hanno sempre fatto schifo, eppure ogni anno me li propinano e ogni anno devo inventarmi improvvisi mal di stomaco per non essere costretta a ingoiarli.

IL VESTITO DELLA FESTA

A meno che non viviate in un altro emisfero, a Natale fa un freddo insopportabile e se non vogliamo passare i giorni successivi a curarci l’influenza è meglio non scoprirsi e indossare abiti caldi e comodi… ma che succede se vi presentate al pranzo di famiglia in calzettoni, pile e leggins felpati? Provateci, così i parenti/serpenti avranno di che sparlare fino al prossimo Natale.

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Odio Natale e anche Capodanno


I REGALI

La mia sarà anche una voce fuori dal coro, ma i regali più belli, quelli che mi hanno emozionato e fatto piangere lacrime di commozione, li ho sempre ricevuti al di fuori delle occasioni ufficiali. Inaspettati e inattesi, ognuno di quei regali è sempre stata la dimostrazione di quanto chi me li abbia fatti avesse davvero a cuore la mia felicità. Nulla a che vedere con quelli che “per obbligo” ci si deve scambiare sotto un albero e che proprio a causa di questo assurdo obbligo la maggior parte delle volte finiscono nel bidone della Caritas. Perché, parliamoci chiaro, non venitemi a dire che la maggior parte dei regali che avete ricevuto corrispondeva a ciò che desideravate. E se ci pensate bene, è ancora più paradossale il fatto che spesso, i regali sbagliati, provengano da chi vi conosce da sempre. Il che dimostra quanto sentito e sincero sia il cadeau che vi ha propinato.

IN CONCLUSIONE

Tirando le somme, visto che non è possibile andare il letargo fino al 7 gennaio, l’unica soluzione è, ancora una volta, far buon viso a cattivo gioco, forti dell’idea che la vostra presenza renderà felici genitori (se ancora avete la fortuna di averli), nonni, zie, figli e nipoti. E fa niente se voi non lo siete, l’importante è che loro lo siano.
Per questo motivo, farò esattamente tutto quello che fa chi invece ama le feste natalizie e di fine anno; terrò a bada la tristezza e conterò le ore che mi separano dal rientrare a casa. E lì, finalmente, mi sdraierò sul divano a vedere quell’unico film che per me ha senso vedere a Natale. Perché nonostante tutto, La vita è meravigliosa per davvero.

Natale vita meravigliosa
La vita è meravigliosa, di Frank Capra (1948)
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