Manichini con abiti dalle forme surrealiste: un vestito beige con rilievi anatomici, un abito lungo dorato e un completo con corsetto chiaro, gonna nera e decorazioni dorate sulle braccia.
Manichini con abiti dalle forme surrealiste: un vestito beige con rilievi anatomici, un abito lungo dorato e un completo con corsetto chiaro, gonna nera e decorazioni dorate sulle braccia.

DALI’ E LA MODA a Milano

A Palazzo Reale, la mostra che  il rapporto tra Dalì e la moda attraverso oltre duecento opere, tra abiti, gioielli, disegni e fotografie

“Come due sentinelle erette i miei baffi difendono l’ingresso al mio vero io”. Con queste parole Dalì offre una incisiva immagine di se stesso, personaggio estroso ed eccentrico, dalla fantasia senza confini e dalla creatività inesauribile, capace di trasformare ogni oggetto in uno strumento della propria immaginazione.

Quattro ritratti fotografici in bianco e nero di Salvador Dalí, esposti in cornici chiare: tre primi piani con espressioni diverse e una posa con cappello e abito gessato.
Salvador Dalí tra espressioni eccentriche e pose eleganti: quattro ritratti fotografici esposti nella mostra «Dalí e la moda» a Palazzo Reale, Milano.

Il rapporto tra Dalì e la moda in mostra a Milano

Considerato uno dei massimi rappresentanti del Surrealismo nel XX secolo, fu pittore, scultore, scenografo, disegnatore di gioielli e capi di moda. Ed è proprio questo suo rapporto con la moda che per la prima volta viene affrontato nella sua interezza nel corso di questa esauriente esposizione. Promossa dal Comune di Milano in collaborazione con la Fundaciò Gala-Salvator Dalì e altri importanti Enti. Sono presenti oltre duecento opere e documenti con dipinti, disegni, fotografie, abiti, gioielli e accessori, quasi tutti esposti in Italia per la prima volta. Per Dalì (1904-1989) la moda, legata ad un suo mondo onirico, è stata terreno di espressione della sua creatività.

Donna con testa di rose» di Salvador Dalí: una figura femminile con un lungo abito drappeggiato e rose al posto della testa, accanto a una seconda donna e a oggetti dalle forme deformate.
Salvador Dalí, Donna con testa di rose, 1935. L’immagine esposta nella mostra «Dalí e la moda»

Dalì e Gala: la costruzione di un’immagine

Fin dall’infanzia, osservando il lavoro di cucito della nonna sarta, cominciò ad appassionarsi alle stoffe che diventavano abiti. Lui stesso provava un vero divertimento nel giocare a travestirsi e a dare le più diverse identità al suo corpo. Col tempo l’abbigliamento divenne un linguaggio per esaltare l’immagine di se stesso e della propria personalità. Tale impulso trovò la massima affermazione e condivisione con Gala, inseparabile compagna della sua vita dal 1929 in poi. Entrambi stravaganti e ambiziosissimi si fecero ritrarre dai più importanti fotografi di moda tra i quali Man Ray, Cecil Beaton, Irvin Penn, Philippe Halsman. Consapevoli di quale importante mezzo di comunicazione fosse la fotografia per poter costruire la propria immagine pubblica. Ebbero stretti rapporti e collaborazioni anche coni più grandi stilisti del tempo come: Elsa Schiapparelli, Christian Dior, Coco Chanel, Pierre Cardin, Hubert de Givenchy, Gucci , Emilio Pucci e Paco Rabanne.

 Cappello-scarpa nero di Elsa Schiaparelli e Salvador Dalí su una testa di manichino, sopra una fotografia di Gala che indossa lo stesso modello accanto a un busto.
Cappello-scarpa, Elsa Schiaparelli in collaborazione con Salvador Dalí, collezione inverno 1937–1938. 

Gli abiti di Gala e le creazioni di Dalì

Alcuni di loro hanno firmato gli elegantissimi abiti di Gala presenti in mostra. Il guardaroba di Dalì invece comprende sue creazioni legate alle sue performance e alle apparizioni pubbliche. E’ particolare La giacca afrodisiaca (1936), una giacca da smoking personalizzata con bicchierini di liquore, con riferimento al reggiseno push-.up dell’epoca. L’abito si trasforma. Non è oggetto che ricopre il corpo ma ne modifica la percezione attraverso elementi ironici, erotici o fantastici.

Tre figure femminili con teste floreali in un paesaggio desertico, accanto a strumenti musicali dalle forme molli e a una tastiera di pianoforte distesa sul terreno.
Salvador Dalí, Tre giovani donne surrealiste che tengono fra le braccia le pelli di un’orchestra, 1936, olio su tela. In mostra a Palazzo Reale

Le illustrazioni di moda tra sogno e fantasia

Agli abiti si alternano anche illustrazioni. E’ del 1935 “Dream” pubblicato per Harper’s Bazar. In un paesaggio onirico sono presenti due figure femminili dalle linee allungate e sottili in abiti da sera. Una ha la testa piena di fiori, l’altra i capelli scarmigliati. Di entrambe però non si colgono i volti, quasi a voler suggerire alle lettrici di sognare di essere loro stesse a indossare quegli abiti.

Due abiti su manichini: a sinistra un modello rosa satinato con coppe a forma di scarpe con il tacco e gonna drappeggiata; a destra un abito nero con grandi fiori rosa e arancio intorno al busto
Scarpe trasformate in coppe e fiori che avvolgono il busto: due creazioni esposte nella mostra «Dalí e la moda» a Palazzo Reale

Le collaborazioni con Schiapparelli e Chanel

Dal 1936 al 1938 Dalì tenne una importante collaborazione con Elsa Schiapparelli. Con i suoi disegni ispirò alcuni dei più importanti capi della stilista di origine italiana come l’Abito-Cassetti, l’Abito Aragosta e l’Abito Scheletro. Grazie alle foto pubblicate sulla rivista Vogue, tali modelli ottennero risonanza internazionale. Nel 1939 collaborò anche con Coco Chanel per la realizzazione dei costumi del Baccanale. Una produzione dei Balletti Russi di Monte Carlo, ispirati ai sogni di Ludovico di Baviera e con la coreografia di Leonide Massine. Per l’occasione Dalì disegnò anche la scenografia e scrisse il libretto. In una foto di quel tempo Coco Chanel appare in fotografia con Gala ove entrambe indossano uno strano cappello a forma di scarpa, realizzato dalla stilista su ispirazione di un disegno di Dalì.

Fotografia in bianco e nero di Salvador Dalí seduto con un bastone e un libro, circondato da tre modelle che indossano abiti composti da dischi e placche.
Salvador Dalí con modelle in creazioni di Paco Rabanne: un incontro tra l’immaginario surrealista e la sperimentazione nella moda.

Da Dior a Paco Rabanne

La duttilità dell’immaginario surrealista daliniano risalta anche nei fantasiosi costumi ispirati al Carnevale di Venezia progettati in collaborazione con Dior. Realizzati e indossati in occasione del Bal Oriental ovvero il Ballo del Secolo organizzato a Venezia a Palazzo Labia il 3 settembre 1951 Negli anni sessanta Dalì fu attratto dalle creazioni dell’esordiente stilista spagnolo Paco Rabanne, composti con dischi e placche di metallo uniti da cerchi e placche sempre in metallo. Per lui organizzò performances ove quei modelli, quasi sculture impossibili da indossare, venivano presentati da importanti modelle tra cui la nota show girl e amica Amanda Lear.

La mostra è accompagnata da un volume pubblicato da Skirà Editore.

Dalì e la moda a Milano, Palazzo Reale fino al 31 gennaio 2027

 

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