RIFLESSI DI CINEMA

“A casa tutti bene”, e sullo schermo stanno ancora meglio

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Il nuovo lavoro di Gabriele Muccino è un film corale come da tempo non se ne vedevano. Merito del regista, ma soprattutto degli attori, perché nessuno sgomita per surclassare gli altri - e nessuno doveva farlo - e il loro affiatamento è tangibile. Il che offre al pubblico una bella sensazione

 

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A CASA TUTTI BENE

locandina a casa tutti bene

3 stelle cinema

 

di Gabriele Muccino
con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gianmarco Tognazzi.

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Gabriele Muccino è probabilmente il regista più amato e più odiato d’Italia. Chi non lo sopporta non gli perdona il successo di L’ultimo bacio, un po’ come è accaduto a DiCaprio, che sta ancora scontando la fama precoce del Titanic. Chi ama il regista romano spesso si vergogna a dirlo temendo di passare per uno sdolcinato, come chi ancora legge le poesie di Prévert. La verità sta nel mezzo: Gabriele Muccino è un buon regista, pieno di passione che gira buoni film. Non capolavori, ma neppure film da buttare via.

a casa tutti bene 2
Il primo merito del suo ultimo lavoro, che invaderà le sale il giorno di San Valentino con più di 500 copie, è la passione, non tanto quella raccontata, ma quella vibrante del regista che si percepisce in tutte le inquadrature in ogni dettaglio e che ha contagiato gli interpreti, a grandi linee il meglio di quel che c’è nel Paese.
E conviene dedicare qualche riga a loro, agli attori, perché nessuno sgomita per surclassare gli altri e nessuno doveva farlo in un film corale come da tempo non se ne vedevano e il loro affiatamento è tangibile: una bella sensazione. Tutti i nomi del supercast hanno il loro momento, i loro cinque minuti di fama, come direbbe Andy Warhol, tutti si ritagliano uno spazio per la loro accorata dichiarazione d‘amore in un mondo dove la passione è una merce rara.

a casa tutti bene 1
Serve che vi racconti la storia? L’avrete sentita a tutti i Tg, alla radio, letta sui giornali, sbirciata sul Web. Ma riassumiamola: un folto gruppo di famiglia allargata, figli, mogli, ex mogli, mariti, cugini, nipoti si riunisce dai patriarchi, Stefania Sandrelli (sempre adorabile) e Ivano Marescotti (burbero) che festeggiano i 50 anni di matrimonio nella splendida villa immersa nel verde dove si sono ritirati, nel mezzo del mare. Il film è girato a Ischia, che diventa nella visione del regista un‘isola più piccola, si pensa a Ventotene, si pensa a Filicudi.

a casa tutti bene
La giornata di festa si allunga, complici le proibitive condizioni del mare che impediscono ai traghetti di partire e nel tempo dilatata affiorano e poi si esasperano le tensioni sopite che serpeggiano all’interno delle coppie e fra tutti i membri del clan. Anche se l’ipocrisia, il perbenismo, la paura spinge ciascuno a dire (e a crederci) che “A casa tutti – e tutto – bene”.

stefano accorsi
Che cosa non funziona?
Non funzionano i siparietti dei piccoli problemi, che a volte diventano sketch superficiali, non funziona Stefano Accorsi nel ruolo dell’artista di famiglia, lo scrittore scapestrato appena tornato da un viaggio in bici in Sudamerica che non riesce a dare forza al personaggio. Avremmo voluto sapere di più di ciascuno, ma sono troppi e il tempo del film non bastava (e se fosse il pilot di una serie Tv?).

massimo ghini
Funziona invece Massimo Ghini, in un ruolo per lui totalmente inedito, avvezzo com’è ai personaggi sbruffoni: qui interpreta con molta delicatezza il marito di Claudia Gerini, malato di Alzheimer, sospeso fra oblio e tenerezza. Davvero un bellissimo personaggio.

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Quello che mi convince poco in Muccino senior è la sua poetica, il suo credo che lo porta a ridurre l’equilibrio e la storia di una coppia a una questione di fedeltà e infedeltà, trascurando la complessità di una relazione, la costruzione e la distruzione di un amore, le condivisioni, la vita quotidiana, insomma i mille altri aspetti della dialettica uomo donna, miniera ancora inesplorata di una dialettica senza fine. E invece qui è solo questione di chi va a letto con chi. Figurarsi poi raccontato a una come me, che ha sempre considerato il tradimento una faccenda molto sopravvalutata. Però: buon San Valentino a tutti.

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