Davanti all’armadio, l’indecisione non è femmina. Lei infatti sa già cosa indosserà e come farà schiattare d’invidia le altre donne. Ma lui no, lui è assalito dal panico e sa elaborare pochissime soluzioni. Tutte sbagliate
Finalmente, dopo i bistrattamenti riservati alle fiftyda “signori” convinti di essere il non plus ultra, arriva un affascinante e colto cinquantenne a ristabilire l’equilibrio delle parti, ironizzando sull’uomo medio (o mediocre). Signori, siete sicuri di essere così cool come pensate? Da infiltrato speciale nel mondo fifty, ho qualche dubbio in proposito…
Il temuto sabato all’Ikea
La peggior minaccia che un uomo possa subire, da parte della propria partner, è una: ‘E’ sabato, andiamo all’Ikea!’
In realtà, il timore non è provocato dalle code in tangenziale e alle casse o all’interminabile ricerca del parcheggio, più ostica di quella dell’Arca perduta, ma la paura che in realtà attanaglia il maschio italico è un dubbio che nell’immaginario collettivo sembra prerogativa del mondo femminile: e ora come mi vesto?
Sfatiamo un mito: l’uomo non sa sempre ciò che deve fare
Davanti all’armadio, l’indecisione non è femmina. Lei infatti sa già che cosa indosserà, come farà schiattare d’invidia le altre donne o la cassiera che spia le sue shopper griffate.
Ma lui no, lui è assalito dal panico e da animale semplice, qual è, può elaborare massimo tre soluzioni. Tutte e tre ovviamente sbagliate.
I 3 imbarazzanti outfit maschili
Il finto sportivo
Wannabe chic
Il tamarro pretenzioso
1) Il finto sportivo
La prima è la risposta che spesso si dà quando sta per accingersi a una qualunque avventura, metropolitana o esotica che sia: “ma sì, mi metto la tuta così sono comodo!”
Lui possiede la tuta anche se negli ultimi trent’anni non ha praticato nemmeno sei minuti di sport, ovviamente non ha le scarpe da ginnastica, per questo opta per la più che perversa delle soluzioni: il mocassino.
A questo punto il mostro prende forma: tuta in acetato, mocassino e, per dare un senso compiuto a questo oltraggio al pudore, calzino in spugna. Preferibilmente quello con il dettaglio delle racchette incrociate. Per finire il borsello, anch’esso immolato sull’altare della comodità (perché ha la tracolla e ci sta dentro tutto).
2) Wannabe chic
La seconda opzione è, nel limite del possibile, ancor più tragica : se la mia partner è elegante non voglio esser da meno.
Il dramma è dietro l’angolo e si materializza in un pantalone verde muschio di velluto, privo di forma, abbinato a una giacca un po’ pied de poule un po’… zamp de porc, che alterna colori dal sottobosco della tundra ai licheni rappresentati nei libri di biologia. Camicia gialla o rosa, con cravatta bordeaux stampa cachemire concludono questa apocrifa natura morta degna del peggior pittore ultimo periodo, quando ultranovantenne firmava come opere autentiche anche i volantini del circolo del decoupage.
Le scarpe? Ma ovviamente intrecciate e in quel materiale simil renna, che assomiglia al panno in microfibra per lucidare i vetri .
3) Il tamarro pretenzioso
E finalmente entriamo nella galleria degli orrori, la terza soluzione: il casual aggressivo. Maglietta, possibilmente con scollo a V rigorosamente:
nera e attillata, che evidenzi l’adipe più di quando un pennarello fluo possa fare sulle frasi nel diario di un liceale,
sintetica che a confronto una poesia di Umberto Saba è opera di un logorroico,
traslucida ed elettrostatica da poterci scrivere un manuale di Fisica 2
Jeans ovviamente strappato e attillato con effetto “pancia alla zuava” all’altezza del girovita.
Ma è la giacca il pezzo forte dell’ensamble trasgressivo; il massimo (dei minimi) è il blazer nero adornato inspiegabilmente da numerose spille da balia (le partenopee spingole francesi, recitava un noto adagio) come se a indossarle fosse una nanny attempata che cambia i pannolini con l’antica tecnica del ciripà!
Quanto alle scarpe, per non farci mancare nulla, un bel paio di stringate con punta affilata, assimilabile ad arma impropria, guarnite di spade o dalle iniziali di un sedicente stilista.
E come nella migliore tradizione del Rischiatutto, scelta la 1, la 2 o la treeee, l’orrenda metà è pronta a far da bodyguard all’amata compagna, tra un corridoio di cornici per foto e una gimkana tra comodini dai nomi uguali a quelli dei figli di Odino.
Parafrasando il mitico Memo Remigi: “Sapessi com’è strano seguirti col carrello a San Giuliano…”.
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