Si chiama Carote&Cannella l’iniziativa di Anita Trapella, una milanese di 46 anni che, dopo aver lavorato per 15 anni nel settore farmaceutico, si è inventata chef a domicilio. E che in vista dei vari pranzi e cenoni di fine anno è in grado di dare una mano a chi non sa da che parte cominciare
Vi piacerebbe ricevere a casa già bell’e pronto e solo da servire in tavola il pranzo o la cena di Natale?Ebbene, quest’anno potete realizzare questo sogno: basta che vi rivolgiate ad Anita Trapella, milanese di 46 anni, mamma di una bimba di 9, che dopo aver lavorato per 15 anni nel customer care di un’azienda farmaceutica, si è improvvisata chef. Ma una chef molto particolare, che prepara piatti d’asporto. Cucina a casa sua e consegna a domicilio le sue creazioni ai clienti. Che sembrano apprezzare entrambe le cose: la bontà delle sue ricette e la comodità di vedersele recapitare direttamente in sala da pranzo dalla titolare di Carote&Cannella, il nome che Anita ha scelto per la sua nuova impresa. Impresa alla quale le casalinghe… disperate perché non sanno da che parte cominciare per mettere a tavola i loro ospiti il 24 o 25 dicembre possono chiedere aiuto.
“A loro”, spiega Anita, “posso proporre un buffet studiato ad hoc per le festività che permetta alla padrona di casa di ricevere in tutta tranquillità predisponendo le preparazioni sul buffet senza essere costretta a stare in cucina. Tale buffet è perfetto anche per la sera del 31. In più, in collaborazione con un’enoteca della zona in cui abito, Milano Loreto, possiamo studiare l’abbinamento perfetto per i vari piatti. Insomma, posso davvero dare una mano alle donne, ma anche agli uomini, in difficoltà o più semplicemente a corto i idee: basta che si mettano in contatto con me con una mail al mio indirizzo anita.trapella@libero.it”
Ottima idea. Ma facciamo un passo indietro: Anita, come le è venuto in mente di far partire questa sua attività? Quasi per caso. Ho preparato una torta per una festa di compleanno di un’amica di mia figlia Virginia, e la mamma della bimba era talmente entusiasta che mi ha chiesto se avevo mai ipotizzato di trasformare la mia passione per la cucina in una professione. Da quel momento, ho iniziato a pensarci seriamente, finchè ho deciso: da un giorno all’altro ho lasciato il mio vecchio lavoro amministrativo e ho iniziato questa nuova avventura. Perchè il mio istinto mi diceva che era la cosa giusta da fare. Ho cominciato con qualche torta, che ho fotografato e messo online, grazie ai preziosi consigli di un’amica Roberta Canepa, che ha realizzato il progetto grafico. Del resto la cucina ce l’ho nel Dna: la mia famiglia proviene da Ferrara e, negli Anni 60, i miei nonni e la mia mamma hanno avuto un pastificio in piazza Caiazzo, a Milano, dove si producevano tagliatelle, cappelletti e ravioli a go go.
E il nome Carota&Cannella come è nato?
Non ho dormito notti intere per decidere il nome della mia attività. Ne desideravo uno che rappresentasse la mia offerta, ma che fosse facile da ricordare, che fosse “musicale” e – perché no? – avesse anche un tocco vintage, che ricordasse la cucina “d’altri tempi”. All’improvviso, una notte, è stato tutto chiaro: Carote&Cannella sintetizzava al meglio la mia offerta: piatti a base di verdure e dolci. Era perfetto.
Come è riuscita a imporsi sul mercato, in un momento in cui tutti si sentono piccoli grandi chef? La vera sfida è stata riuscire a creare sempre qualcosa di nuovo, garantendo precisione e qualità. È un settore molto competitivo e, benchè io ritenga che la passione e la creatività siano fondamentali, penso anche sia necessario non smettere mai di imparare. Per questo motivo, sto seguendo corsi di cucina per avere nuove idee, tenermi aggiornata, e affinare qualche tecnica.
A chi è rivolta la sua offerta? La mia offerta si rivolge ai privati, che vengono a conoscenza di Carote&Cannella grazie al passaparola o ai social network, come Facebook e Instagram, sui quali posto le mie ‘creazioni’.
Ha una sua specialità culinaria o la sua offerta è variegata? Non ho particolari ambiti di specializzazione: sono in grado di offrire ai miei clienti menù completi, (dagli antipasti al dolce, passando per il finger food e i piatti vegetariani o per celiaci) per feste di compleanno, cene, pranzi natalizi, buffet, e così via. A oggi, sono strutturata per un massimo di 20 persone, ma in futuro vedremo.
Però, la parola cannella nel nome dell’impresa fa pensare ai dolci.. Sì, in effetti mi sto appassionando ai dolci, che ispirano la mia creatività e che mi vengono particolarmente richiesti. Realizzare dolci è anche una sorta di sfida, bisogna essere molto precisi e organizzati e, naturalmente, migliorare, sempre.
Al di là della comprensibile soddisfazione per aver realizzato questo progetto, c’è qualcosa nell’ambito della produzione di Carote&Cannella di cui è particolarmente orgogliosa? Oltre ai dolci, uno dei miei altri fiori all’occhiello è reppresentato dai primi, che posso arricchire grazie alla mia esperienza nel realizzare pasta fresca, che come ho già detto, è una vera e propria tradizione di famiglia: sono cresciuta tra la farina e i matterelli e vedevo mia nonna e mia madre, nel loro pastificio stendere la sfoglia alla velocità della luce… Il mio piatto di punta, però, non è basato sulla pasta fresca, ma sul cous cous, che preparo con verdure, frutta secca e spezie, un saporito connubio tra Oriente e Occidente.
I menù li decide lei in autonomia creativa oppure le vengono richiesti da chi glieli ordina? Lavoro a quattro mani con il cliente. Quest’ultimo mi dice che cosa desidera, quali sono le sue necessità e la tipologia di ospiti e io penso a un menù ad hoc. Il menù viene poi valutato insieme, affinato, cambiato, arricchito a seconda dei desideri… e poi si parte con il lavoro. La velocità è una delle mie caratteristiche. Riesco a preparare una cena per 15 persone anche da un giorno all’altro…
Tornando alla decisione di cambiare attività, come ha reagito la sua famiglia ritrovandosi improvvisamente con un’Anita new look professionale? La mia decisione improvvisa è stata un colpo per mio marito, che non immaginava che desiderassi fare della mia passione un business. Col tempo ha capito, vedendomi più serena e determinata, che è stata una scelta positiva, non solo per me. La mia famiglia, infatti, è il mio primo cliente, ‘costretta’ ad assaggiare i miei piatti e le mie invenzioni in anteprima. La mia bambina è una piccola gourmet e giudica con attenzione e severità, così come mio marito, severo come un giudice di Masterchef: “Perché ti scelgano, mi dice, il tuo piatto deve essere perfetto”. da quando esiste Carote&Cannella, poi, mi fa regali ‘mirati’ per arricchire la mia cucina…
Quale tipo di sviluppo immagina per Carote&Cannella? Sono partita con l’intenzione di offrire i miei piatti realizzati a casa, cosa che sta avvenendo, ma nel futuro di Carote &Canella desidero ci siano clienti presso i quali poter cucinare direttamente. Inizialmente, era proprio questa la direzione che volevo dare alla mia attività, come ‘cuoca a domicilio’, ma fino a oggi non ho avuto ancora richieste in tal senso. Poter realizzare un piatto e servirlo al momento, e ‘sfidare’ la mia creatività utilizzando pentole e accessori in loco sarebbe fantastico. Inoltre ho realizzato anche delle cooking class nelle quali abbiamo insegnato a preparare piatti della tradizione divertendosi in compagnia.
La prossima cooking class sarà proprio sulla pasta ripiena per dimostrare che non è poi così laborioso prepararla da sé.
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