RIFLESSI DI CINEMA

Care signore, sono proprio le nostre queste “5o primavere”

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Ecco un film dove c’è molto di quello che passano le donne over fifty, quella forte tentazione di rimettersi in gioco mista a inevitabili sfumature depressive, perché non si può ignorare, né contrastare lo scorrere del tempo. E perderlo per noi ex ragazze sarebbe un peccato

 

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50 primavere locandina50 PRIMAVERE

 

 

di Blandine Lenoir
con Agnès Jaoui, Thibault de Montalembert, Pascal Arbillot

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Agnès Joui è una sorta di François Truffaut versione ragazza, perché come il regista francese nei film – che interpreta e a volte dirige – segue l’evolversi delle umane emozioni nelle diverse età della vita spruzzandole di note autobiografiche, a cui aggiunge un’ironia figlia del lato più nobile del femminismo, un’ironia che prima di tutto è autoironia.
Poteva quindi non affrontare quella seconda adolescenza che è l’età della menopausa? Un’aurora, come recita il titolo originale, che è sì il nome della protagonista, ma è anche una parola densa di significati simbolici, l’alba di un nuovo giorno e la rinascita. A 50 anni o giù di lì il carico da 11 di ovociti e sensualità va forse esaurendosi, ma non certo il piglio dell’onnipotenza che noi donne non finiamo mai di far traboccare dal vaso di Pandora. In 50 primavere c’è molto di quello che passano le donne over fifty, quella forte tentazione di rimettersi in gioco mista a inevitabili sfumature depressive, perché, insomma, non è che proprio si possa far finta di niente al cospetto del poco contrastabile scorrere del tempo.

agnes auni 50 primavere
La troppo simpatica protagonista Agnès – Aurora è donna a tutto tondo, matronale, materna, prorompente, fragile, sensuale, incerta, matura, infantile, con tanta vita e esperienze alle spalle, ma anche pronta ancora a sorprendersi. Insomma, una di noi. Il gineceo del film – lei, la figlia, le amiche, le donne legate al mondo del lavoro – trasmette la voglia di darsi da fare, impone di non arrendersi, ti convince che dietro l’angolo qualcosa di nuovo lo si trova e che la vita continua ad avere un ottimo sapore. Agnès – Aurore ha i suoi guai, il lavoro non va granché bene, la figlia aspetta un bambino e ha un compagno su cui non può fare molto affidamento, così come gli incontri sentimentali della protagonista non si possono definire sempre grandiosi, ma alla fine, arrivate a questo ardito giro di boa, si impara persino a essere anche più indulgenti con i maschi: in fondo anche a loro non mancano le gatte da pelare.
Non trovate che col passare degli anni gli uomini diventino più amici che non nemici di noi ragazze per sempre giovani?

50primavere

50 primavere fa sorridere spesso e imbastisce la scena più divertente sulle vampate di tutta la storia del cinema, grazia, ironia, autoironia, attrici da bacio in fronte e ritmi comici da urlo.
Agnès è troppo simpatica e appassionata e si spende al massimo in un film che sfoggia un’anima viola, lo stesso colore del famoso cappellino che una donna in pace con se stessa e il mondo si può mettere in testa quando sa di non dover più dimostrare nulla al di là della libertà conquistata in tanti anni di vita, amori, errori.

aurore
Un peccato mortale perdere un film che con intelligenza, verità e leggerezza vi entrerà come un balsamo benefico sottopelle.

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