I due protagonisti e l’ottantunenne Valeria Fabrizi riescono a dare smalto a un film che prova a rifare, con esiti alterni, la vecchia e brillante commedia all’italiana. In ogni caso, anche se il tema è noto e sfruttato, ci si diverte…
RICCHI DI FANTASIA
Regia di Francesco Miccichè Con Sergio Castellitto, Sabrina Ferilli, Valeria Fabrizi, Matilde Gioli, Antonio Catania, Antonella Attili, Gianfranco Gallo, Paola Tiziana Cruciani, Luigi Imola, Siria Simeoni, Vincenzo Sebastiani.
Parterre illustre. Il regista è il figlio di uno dei più grandi e raffinati critici cinematografici italiani, Lino Miccicché. Sergio Castellitto è sempre bravo anche quando gigioneggia, Sabrina Ferilli merita molto di più di quello che ha, penalizzata dal fisico da maggiorata e da stupidi gossip. Quanto a Valeria Fabrizi, che è stata la moglie di Tata Giacobetti del Quartetto Cetra, è un monumento e nel film è la più brava, nei panni della nonna hippy, un personaggio che sta prendendo piede: del resto chi negli Anni 60 aveva 20 anni, oggi, ne ha fra i 70 e gli 80 (lei nei fa 82 il 20 ottobre). Quindi, nonna e pantera non grigia ma floreale.
Bene. Ora, il film Ricchi di fantasia:non è un capolavoro questo tentativo di rifare la vecchia brillante commedia all’italiana, in una storia corale, di italiani spiantati, baciati dalla fortuna, ricascati nella miseria eppure sempre felici. Perché ricchi, non di quattrini, ma di fantasia. E la vita può essere bella e magari il colpo grosso è dietro l’angolo.
Il plot noto e già sfruttato, una via di mezzo fra La stangata e Amici miei, questa volta viene attualizzato ai giorni nostri: un carpentiere con famiglia invadente, moglie pesante e amante amatissima, per lo scherzo di alcuni colleghi di lavoro pensa di avere vinto 3 milioni al Super Enalotto. Sbaracca tutto e decide di cambiare vita, scoprendo troppo tardi la verità.
Inizia così il viaggio verso sud della nuova famiglia allargata, il carpentiere con madre, figli e nipote e l’amante con figli, tutti alla ricerca della felicità, che per essere conquistata necessita di una grande grandissima dose di fantasia, quella che da sempre si definisce l’italica arte di arrangiarsi.
A un inizio stanco e sciatto fa seguito una seconda parte più pimpante e anche divertente, sullo sfondo del solito, ma non per questo meno splendido, Salento. Che dire? Provaci ancora, Francesco Miccicché…
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