RIFLESSI DI CINEMA

Ci sono sette ragioni per andare a vedere il film Blackklansman

di  | 
La pellicola di Spike Lee è girata bene, racconta una storia vera, poco conosciuta e così incredibile da sembrare inventata, gli attori stanno tutti al posto giusto e la trama si snoda nel segno della leggerezza e dell'ironia

 

BLACKKKLANSMAN

Blackklansman loc
Regia di Spike Lee
Con John David Washington, Adam Driver, Topher Grace, Corey Hawkins,Laura Herrier, Ryan Eggold, Jaspar PääkkönenAshlie Atkinson

____________________________________________________________

Uno dei migliori film di Spike Lee, sicuramente il migliore degli ultimi anni. Appassionato, maturo, giusto. Fa tesoro di ogni esperienza, morde l’attualità senza cadere nell’ideologico e cerca le radici dei problemi del nostro presente nella storia.
Ammetto di essere entrata in sala titubante, anche se Blackkklansman si presentava con il Grand Prix della Giuria al festival di Cannes e il Premio del pubblico a Locarno. Mi dicevo, ancora una storia sul razzismo negli Stati Uniti: cosa c’è di nuovo da sapere? E invece… sui titoli di coda l’emozione ha preso il sopravvento: avevo visto qualcosa di nuovo, di incredibilmente interessante e non mi ero annoiata neppure per un istante.

Blackklansman-movie-
La storia, vera e incredibile (pubblicata in Italia da tre60), una di quelle storie che solo i registi americani sanno scovare, è quella di Ron Stallworth, il primo afroamericano entrato in forza negli Anni 70 nel Dipartimento di Polizia di Colorado Springs. Vita non facile, relegato in archivio e costretto a difendersi da un razzismo strisciante che non risparmia i colleghi. Ma è tosto, da sempre ha voluto fare il poliziotto ed è convinto che niente sia impossibile, anche se è nero.

blackkklansman 2
Fra i suoi sogni, quello di un incarico sotto copertura. Lo trova ed è al di là di ogni immaginazione: si infiltra nel Ku Klux Klan. Ovvio che gli serve un alter ego, lui potrà agganciare l’organizzazione solo per telefono, mentre un collega di origini ebraiche incontrerà di persona i membri del gruppo razzista. Non racconto nulla della trama, perché il film va visto, fitto di eventi e colpi di scena. Mi limito a elencare i pregi che me lo hanno fatto apprezzare oltremisura:

I 7 motivi che mi hanno fatto amare Blackkklansman

Blackklansman film
1) Spike Lee ha trovato una storia vera, poco conosciuta e così incredibile da sembrare inventata: in questo gli americani sono dei maestri. E Spike Lee in tutto il film resta americano. Critica, si ribella, lo fa con durezza, ma la bandiera a stelle e strisce è e resta la sua.

2) Non c’è un solo attore fuori posto, tutti al meglio, compreso il geniale cameo iniziale di Alec Baldwin. Il protagonista, John David Washington, è il figlio di Denzel.

3) Il film si snoda nel nome della leggerezza e l’ironia che dosata come si deve calibra un tema importante, impegnato e così complesso che rischia in ogni istante di sbandare, di andare sopra le righe o nel già visto. Qui non succede MAI

4) Spike Lee sa usare la macchina da presa: gira benissimo, con momenti alti, altissimi. Ne cito solo due, l’esaltazione della bellezza nera, con primissimi piani esplosivi come ritratti rinascimentali che vanno incontro allo spettatore, travolgendolo e il montaggio alternato fra il racconto di un linciaggio (narratore un grandioso Harry Belafonte novantenne, con il viso segnato dalla vita) e l’assatanata festa di investitura del KKK, un momento davvero potente di cinema.

5) il film tiene fede a tutte le regole del genere d’azione, senza perdere mai di vista la trama, con scene corali fluide e momenti di tensione dai ritmi impeccabili.

6) il finale di cinema verità, con gli scontri di Charlottsville fra neonazisti e oppositori, del 2017, è un manifesto che viene voglia di firmare, un appello alla società civile, tutta, senza distinzioni di etnie, nazionalità e religioni. Si pensa che in ogni paese dovrebbe esserci almeno un regista capace di rivisitare la storia e collegarla al presente, prendendo esempio da Spike Lee.

7) Infine, il piacere dello spettatore di fronte a qualcosa che è puro cinema: neppure per un secondo Spike Lee si dimentica che un film è un film, prima di essere un messaggio, una storia o un manifesto politico. E il cinema racconta emozionando. Blackkklansman lo fa dalla prima all’ultima inquadratura, senza mollare neppure per un secondo.

Applausi a scena aperta, tutti in piedi per un’ovazione.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.