Macron -Nemo -Labrador
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La Francia ora ha anche un “première chien”, il labrador di Macron

Come vuole la tradizione, anche l’attuale presidente ha aperto l’Eliseo a un cucciolo, che è andato a prendere in prima persona in un canile. E’ un labrador, si chiama Nemo e ha fatto guadagnare simpatie al suo padrone

 

Nemo c’est le Premier Chien de France. Emmanuel Macron ha recentemente adottato un cane, come prevede la tradizione all’Eliseo, come segno di buona fortuna e stabilità per il nuovo presidente in carica. Ultimamente sembra aver preso piede un’ulteriore tradizione: gli ex primi cittadini francesi Valéry Giscard d’Estaing, François Mitterrand, Jacques Chirac e Nicolas Sarkozy hanno tutti convissuto con un labrador durate i rispettivi mandati. E che labrador sia, dunque. Il nuovo pelosetto presidenziale è un incrocio tra un labrador e un griffone, ha due anni, e, per scelta del presidente, ha cambiato nome da Marin a Nemo, in onore del personaggio del romanzo Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne. Viene da un canile della Société protectrice des animaux, l’associazione attiva su tutto il territorio francese, che protegge e riscatta ogni anno migliaia di animali abbandonati, di cui Nemo è ora ambasciatore involontario.

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Il quattrozampe prende così il posto di Philae, il labrador dell’ex presidente François Hollande, che la Federazione degli ex combattenti francesi di Montreal gli aveva regalato nel dicembre 2014, e che ha lasciato la residenza a maggio assieme al politico. L’ufficio stampa presidenziale ha diffuso varie fotografie del Premier Chien, che non sembra aver trovato difficile adattarsi alla nuova casa nel giardino dell’Eliseo.

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La presidente della Société protectrice des animaux, Natacha Harry, ha raccontato a Le Figaro che la Premiere Dame Brigitte era stata ad agosto nel canile Hermeray in visita privata, «passando due ore con gli animali e spiegando i criteri secondo cui avrebbero voluto scegliere il futuro coinquilino a quattrozampe». Harry si è rallegrata dell’adozione, descrivendola come un buon segnale ed esempio, anche per il fatto che Macron ha voluto pagare di tasca propria per l’adozione, nonostante gli sia stata offerta in regalo. Vive la France.

 

 

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