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L’emozione sincera di una grande storia d’amore

Un’opera di meravigliosa umanità, un film in stato di grazia che ha come protagonisti due personaggi davvero speciali che con tutta la delicatezza possibile, affronta temi epocali come la vita, la morte, l’abbandono, il riscatto, il dolore, la paternità e la famiglia

Nowhere special – Una storia d’amore

un film di Uberto Pasolini
con  James Norton, Daniel Lamont

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John vede le vite degli altri attraverso la trasparenza dei vetri che pulisce: case ordinate, a volte lussuose, camerette di bambini piene di giocattoli, frammenti di vita quotidiana che, forse sarà solo il suo sguardo, trasmettono sempre un’immagine di tranquilla serenità. Proprio quella che a lui manca, assieme a tanto altro. Sta crescendo da solo Michael, il figlio di 4 anni, perché la madre, una giovane russa, è tornata al suo paese e John, che non ha neppure una famiglia di riferimento, deve occuparsi di tutto. Che potrebbe anche farcela, se non fosse molto malato, con pochi mesi di vita. Così passa il tempo che gli resta a trovare la famiglia migliore in cui far crescere il figlio.

Non abbandonate la lettura e non fuggite da un film che all’apparenza può sembrare solo triste. Sbagliereste, perché Uberto Pasolini, già autore del toccante Still life ha realizzato un’opera di meravigliosa umanità, un film in stato di grazia, delineando due personaggi davvero speciali, sfiorando, con tutta la delicatezza possibile, temi epocali come la vita, la morte, l’abbandono, il riscatto, il dolore, la paternità, la famiglia.

Tutto è detto con pudore e profondità ed è incredibile il rapporto che il regista è riuscito a creare fra i due protagonisti, il padre e il bambino, un legame così forte e naturale che fatichiamo a credere si tratti solo due attori. La corrente di sensibilità e autenticità che anima ogni fotogramma è emozione pura e lo spettatore non può rimanere impassibile. Entra nella storia e ci crede come fosse tutto vero. E in effetti in gran parte lo è, perché Nowhere special è ispirato a un fatto realmente accaduto.

Raccontando le aspiranti famiglie affidatarie e il ruolo dei servizi sociali, il film si apre a un mondo dove solidarietà e egoismo viaggiano su binari paralleli e nessuno degli incontri della ricerca di John è banale. Ma dove il film conquista il cuore dello spettatore è nel rapporto fra John e Michael, fatto di piccole cose e piccoli gesti, tutti necessari nella routine quotidiana familiare di discorsi a misura di bambino, libri letti e pasticciati, pasti preparati, spese al supermercato, giochi, passeggiate, ricerca di identità, dubbi e scoperte, scuola, pasticci, piccoli e grandi amici.

Una storia d’amore, come recita il sottotitolo italiano, una storia di un affetto che cresce, si complica, si arricchisce e dove in primo piano c’è sempre la sincerità che vince persino il dolore. Da non perdere

 

 

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