Natasha Stefanenko: io, paladina del cambiamento

Dice l’attrice russa: Cambiare è necessario, perché rappresenta la crescita, e sfidare se stessi è fondamentale se si vuole evolvere e imparare. E a guidarci c’è un sesto senso

 

Non chiamatela “la bionda venuta dal freddo”, perché proprio non le si addice. Solare, divertente, con un’attenzione e una sensibilità particolari nei confronti di chi soffre. Soprattutto se sono bambini. “I bambini devono fare i bambini, devono giocare e divertirsi spensierati, non devono soffrire. Vederli star male mi fa una tale rabbia!”. Natasha Stefanenko, giunonica, bellissima, è una donna davvero carismatica. Da ragazzina ha scelto di lasciare il suo Paese, la Russia, per trovare la sua vera strada. E quella strada l’ha condotta qui in Italia, dove ha trovato l’amore (è sposata con Luca Sabbioni), è diventata mamma di una splendida adolescente, Sasha, che oggi ha 16 anni, e ha trovato anche la popolarità in tv. Lei, ingegnere meccanico, ha sfatato il mito della biondona un po’ oca. Lei, con il suo accento marcato e un po’ ruvido, ha conquistato il Belpaese con la battuta “Non geli non scotti più mano” di un noto spot di condizionatori di molti anni fa.

Foto Istagram

Natasha, iniziamo dal concetto di “cambiamento”: hai cambiato Paese, vita, sostieni le campagne umanitarie perché qualcosa cambi, hai fatto diversi programmi che nel titolo avevano la parola “cambiare”. Ma cambiare fa paura o è elettrizzante, stimolante?
Cambiare è necessario, perché rappresenta la crescita; cambiare, sfidare se stessi è fondamentale se si vuole evolvere e imparare. Cambiare è sicuramente rischioso, ma il sesto senso che abbiamo dentro di noi sa sempre quale sia la scelta giusta da fare per noi stesse. Secondo me il cambiamento è qualcosa di davvero bello, è una cosa estremamente positiva. Quando sono arrivata qui tanti anni fa non conoscevo né la lingua né la cultura, avevo una paura immensa. Ma sapevo che era una esperienza che volevo e dovevo fare, che il cambiamento in quel momento era necessario per diventare una donna.

Quello che la vita ti ha finora regalato – e qualche volta tolto – che donna ti ha fatto diventare?
Una donna più matura e consapevole di sé. E questa è una lezione che cerco di trasmettere giornalmente anche a mia figlia: sii sempre consapevole di quello che fai e di quello che decidi di fare, le dico sempre Dobbiamo affrontare qualsiasi esperienza ci troviamo davanti senza paura, senza scappare, perché è un insegnamento sicuramente. Mio padre mi diceva sempre: anche se hai paura, non farlo mai vedere, ma vai avanti e cerca di essere pronta, se serve, a difenderti. E io ho fatto tesoro della sua lezione.

Foto Istagram

Con Sasha che mamma sei?
Che cerca di dialogare molto con sua figlia e soprattutto di ascoltarla. Noi mamme purtroppo spesso non ascoltiamo, ma tendiamo a dire la nostra, a mettere dei paletti, a imporci pensando di proteggere i nostri ragazzi. Invece dobbiamo ascoltare e insegnare loro la consapevolezza nelle cose. Certo, a volte sbaglio, cercando di imboccarla quando quello che mi racconta è un film che ho già visto, rivisto, stravisto, ma Sasha deve fare le sue esperienze, commettere i suoi errori. Sempre nella consapevolezza che una mamma è più di un diamante, è ancora più che per sempre.

Natascha e sua figlia Sacha – Foto Instagram

Il tuo più grande insegnamento?
Come accennato prima, la consapevolezza: quella che io e suo padre ci saremo sempre per lei e quella di andare sempre avanti per la sua strada, perché per crescere deve prendere le sue decisioni e fare le sue esperienze. Senza paura. Per ora mi sta dando tantissime soddisfazioni, anche se a volte mi fa impazzire. D’altra parte è nel pieno dell’adolescenza: se penso che le mie amiche mi continuano a ripetere che è solo l’inizio… aiutooo! Però, è anche bello questo, perché Sasha è una piccola donna.

Sasha è sicuramente il colore più bello della tua vita.
Mia figlia per me è il mio angelo, la mia vita, il mio tutto. Ha un bellissimo carattere e una personalità stupenda e io mi fido moltissimo delle sue scelte; la appoggerò e cercherò di starle sempre vicina se lei mi vorrà. A breve partirà per andare a studiare in America, mi mancherà tantissimo, ma lei sa che io sarò sempre accanto a lei E che io e suo padre ci saremo sempre, in ogni istante.

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Da undici anni sei il volto ufficiale di Soleterre organizzazione umanitaria impegnata a garantire i diritti inviolabili dei più deboli nelle cosiddette “terre sole”. Ora sei sostenitrice del nuovo progetto “Gatto Rosso”: ci spieghi di cosa si tratta?
“Gatto Rosso” è un progetto per sostenere le cure dei bambini malati di tumore inseriti nel Programma Internazionale per l’Oncologia Pediatrica (PIOP) in 6 Paesi, Italia compresa. Questa raccolta fondi è ispirata alla storia di Sasha, un bimbo ucraino che per oltre quattro anni ha combattuto contro un cancro molto aggressivo al rene. Sasha disegna gatti rossi e ha deciso di donare il ricavato della vendita dei suoi disegni per aiutare i bambini malati.

Come nasce la tua collaborazione con Soleterre?
Iniziata undici anni fa ed è diventata una mia grande passione. Abbiamo a che fare con i bambini gravemente malati, e cerchiamo di donare loro la leggerezza di cui hanno bisogno; sono bambini ed è giusto che facciano i bambini. Aiutarli per me è un istinto. Come si può restare indifferenti? La collaborazione con Pelikan, che dà i colori e devolve il 10% del ricavato per questi esserini, permette loro di colorare la loro piccola esistenza rendendola più luminosa. È veramente ingiusto che un bambino si ammali. Un bambino non deve soffrire. Vederli star male mi fa molto arrabbiare.

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Proprio oggi, 8 marzo, festa della donna, Signore si diventa è on line per la prima volta: come è la condizione della donna oggi secondo te?
Noi donne siamo molto forti e credo che saremo in grado di superare le difficoltà di cui purtroppo ancora siamo vittime. Ci vuole pazienza, ma anche tanta volontà. Siamo toste, andiamo avanti sempre, cerchiamo di risolvere i problemi. Credo molto nelle donne che hanno una marcia in più; supereremo ogni ostacolo stando unite ed essendo solidali tra di noi.

A proposito della festa della donna: è tua abitudine festeggiarla?
Da noi in Russia si festeggia moltissimo l’8 marzo. Ogni anno, per la festa della donna, quando c’erano 40 gradi sotto zero, la neve dappertutto e le scuole erano chiuse – questa cosa mi piaceva moltissimo – mio padre portava a mamma dei tulipani: erano semi morti, ma resistevano… chissà dove li trovava?! Per noi era una gioia quando lui arrivava con quel mazzo di fiori colorato. D’altra parte nel mio Paese si festeggia anche l’uomo: il 23 febbraio è la festa dei patrioti russi . Ma non l’ho mai detto a mio marito… se no pretende il regalo. Io invece l’8 marzo ricevo sempre un bel regalo da lui: che sia un bacio, una coccola, un gesto d’affetto come tutti i giorni, perché effettivamente sono molto fortunata ad aver trovato una persona come lui: ci amiamo come il primo giorno, stiamo davvero bene insieme.

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