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Parte la scuola: le 10 regole per comportarsi da brava mamma

Seguire i propri figli durante gli anni di studio, quando ancora frequentano le elementari o le medie, richiede impegno e pazienza, ma soprattutto la capacità di non soffocarli col nostro aiuto. E se poi arrivano i brutti voti…

 

Essere oggi una mamma cinquantenne può voler dire avere a che fare con figli già laureati o impegnati, se sono fortunati, nel mondo del lavoro, oppure con scolari e/o studenti delle elementari o delle medie inferiori e superiori. Che da questa settimana torneranno sui banchi di scuola dopo le vacanze estive. E per le famiglie il ritorno alla routine quotidiana è sempre causa di ansia perché l’anno scolastico è lungo e impegnativo, qualunque sia la classe frequentata. Ma è giusto per una mamma vivere con apprensione la vita scolastica dei figli e farsi condizionare dal loro rendimento, subordinando a esso la vita della famiglia? Non si corre il rischio di caricarli di un peso maggiore di quello che già devono sostenere, accentuando le attese ed esternando le eventuali delusioni? Come porsi di fronte agli insuccessi e anche ai successi dei propri ragazzi?
Gli esperti hanno a tal fine compilato un decalogo che rappresenta un punto di partenza per trasformare comunque l’anno scolastico in un momento di crescita per i figli e, perché no?, anche per i genitori. E noi ve lo proponiamo, ricordando che la sua applicazione può aiutare loro e voi a superare gli inevitabili contrattempi dei prossimi nove mesi. Eccolo:

1. Sdrammatizza sempre i brutti voti e cerca di contestualizzarli alla situazione generale e contingente di tuo figlio.
2. Impara a riconoscere e distinguere la tua frustrazione da quella di tuo figlio. Spesso il brutto voto o la bocciatura sono vissuti come una sconfitta più dai genitori che dai diretti interessati. Lo stesso discorso vale per i risultati opposti, quelli positivi: sono successi prima di tutto dei figli, non dei genitori.
3. Mantieni sempre e comunque un atteggiamento positivo nei confronti degli impegni scolastici di tuo figlio: non dargli mai l’idea che lo studio e i compiti siano una galera, ma al tempo stesso insegnagli a essere rigoroso nel rispetto dei suoi impegni.
4. Aiuta tuo figlio, specie quando è più piccolo, non tanto a fare i compiti, lavoro che spetta a lui, al massimo sotto la tua sorveglianza e assistenza, quanto a organizzare lo spazio-tempo per lo studio pomeridiano. Questo esercizio, se cominciato già alle elementari, si rivelerà utilissimo alle medie.
5. Presta sempre la massima attenzione
, specie nei primi anni, a eventuali spie di disturbo dell’apprendimento. Nel dubbio consultati con gli esperti, ma, al tempo stesso, non esprimere tu stessa giudizi affrettati che, specie se comunicati direttamente o indirettamente a tuo figlio, potrebbero turbarne il normale processo di crescita.
6. Evita sempre sgridate e castighi severi
legati al rendimento scolastico. Il rischio è quello di aumentare il dispiacere di tuo figlio al quale peserà più la sensazione di averti deluso che il brutto voto in sé.
7. Evita di dare sentenze emotive sulle capacità cognitive di tuo figlio e non dare mai un’importanza eccessiva ai giudizi dati da altre persone che tuo figlio in realtà lo conoscono meno di te. Così come non è mai il caso di mettersi a a fare confronti con altri scolari o studenti, tanto meno se si tratta di fratelli maggiori o minori. Ognuno fa storia a sé, ha le se capacità e le sue difficoltà e la generalizzazione non è mai giusta.
8. Pur, come si è detto, evitando di fare drammi, non dare mai a tuo figlio la sensazione di essere indifferente al suo andamento scolastico. Fagli capire sempre che sei interessata a quello che lui fa a scuola.
9. Non metterti mai a confronto o in competizione con gli insegnanti di tuo figlio
. Siete figure con ruoli differenti, anche se complementari rispetto alla sua crescita. Confrontarsi con loro è essenziale, ma il fine non deve mai essere quello di dimostrare che tu conosci tuo figlio meglio di chiunque altro, bensì quello di cooperare alla sua crescita.
10. Ricordati che il tuo vero obiettivo di mamma non è il rendimento scolastico di  tuo figlio ma il suo benessere generale.

 

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