picasso ap
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Ami Picasso? Cercalo a Genova. Lo detesti? Vacci ugualmente

La rassegna ospitata nel Palazzo Ducale del capoluogo ligure è una imperdibile occasione per confrontarsi con le opere del grande Pablo e ripercorrere il suo straordinario viaggio creativo. E anche chi non riesce ad amarlo potrà riaprire il dibattito sulla sua arte. E magari ricredersi

 

palazzo ducale picasso
Una nuova iniziativa artistica impegna Palazzo Ducale a Genova: è la portentosa mostra dedicata a Pablo Picasso,  promotore della corrente cubista e indiscusso genio del Novecento.
La mostra offre al pubblico circa 50 dipinti provenienti dal Musée Picasso di Parigi, oltre a filmati originali e a  numerose fotografie dell’artista, ritratto nei suoi atelier, che furono in realtà delle vere e proprie officine creative, dagli esordi parigini del Bateau-Lavoir fino alle “mas”, le grandi case nella campagna provenzale in cui decise di trascorrere gli ultimi anni.

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Portrait de Dora Maar (1937)

Ancora oggi Picasso resta uno dei personaggi più discussi e controversi, perché  è così, lo si ama o lo si odia, non ci sono mezze misure. Vi consiglio pertanto vivamente di visitare questa mostra: andateci se lo amate, per ammirare i suoi capolavori, e andateci se lo odiate, per accendere l’ennesimo dibattito sulla sua arte o, chissà, per cambiare idea.
Ho visitato altre esposizioni del poliedrico artista,  l’ho sempre amato e considerato un genio: passionale, ribelle, ironico, ludico. La mostra al Ducale non ha fatto che confermare la mia passione.

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Portrait de Nusch Eluard (1937)

L’esposizione è suddivisa in sezioni tematiche, che permettono di ripercorrere la straordinario viaggio creativo dell’artista spagnolo, a partire dalle opere dei primi del Novecento, di ispirazione africana, sino alle più mediterranee bagnanti e ai ritratti di donna degli Anni 30/50.
«La pittura è più forte di me, mi fa fare quello che lei vuole», diceva Picasso, una frase che si rivela ancor più significativa passeggiando tra la molteplicità di forme, colori e sperimentazioni proposte. Una sala dopo l’altra si viene catturati dalla vivacità di sperimentare in forme e colori la propria creatività, continuando sempre a mettere in dubbio la propria arte.

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Le dejeuner sur l’herbe d’après Manet (1960)

Attraversando nel corso degli anni una estenuante ricerca personale, giungerà nel 1907  a dipingere Les demoiselles de Avignon che segnò l’avvio della sua stagione cubista. Si tratta di uno stile meno immediato da interpretare, eppure talmente potente da toccare direttamente le corde dell’animo e va dalla Femme au chapeau del 1921 alla Femme au chapeau bleu del 1939, passando da Le déjeuner sur l’herbe d’après Manet del 1960 alla Colazione sull’erba, Donna seduta del 1962.
La rappresentazione è frammentaria, distorta, apparentemente caotica. Ma Picasso non si interpreta attraverso la ragione: è necessario abbandonare gli stereotipi, i luoghi comuni, i pregiudizi mentali e abbandonarsi alle emozioni. Ci si accorgerà che quelle immagini rappresentano una vera e propria esperienza sensoriale.

 

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Buste de femme au chapeau (1941)

I ritratti di donna non sono un semplice esercizio stilistico che si spinge a scardinare i canoni classici di un volto. Quel volti, così scomposti, contengono una miriade di stati d’animo assolutamente percepibili.
Un’avventura umana, fatta di emozioni, sentimenti, impulsi, libertà di essere e di fare e disfare. Cambiare in continuazione per tornare ad essere se stesso, Picasso.

picasso locandina

CAPOLAVORI DAL MUSEO PICASSO, PARIGI
Fino all’8 maggio 2018
Palazzo Ducale
Appartamento del Doge
Piazza Matteotti 9 – Genova
Orari: Lunedi 11.30/19.00
da Martedi a Giovedi 9.30/19.30
Venerdi 9.30/22.00
Sabato e Domenica 9.30/19.30
Biglietti: intero con audioguida € 13,00– Ridotto con audioguida € 11,00

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